In vista delle elezioni regionali, ecco l'iniziativa del Movimento Libertario per sostenere la battaglia di GIORGIO FIDENATO. (clicca qui) Ecco chi, ad oggi, ha sottoscritto il contratto: 1; 2; 3; 4; 5; 6; 7;
15 MARZO 2010 TEATRO "OUT-OFF" (Milano), torna lo spettacolo LE TASSE SONO UNA COSA BELLISSIMA! (Così ci dicono) con Leonardo Facco & PONGO!
- Il primo di Aprile, al mattino, verrà emessa la sentenza in merito alla vicenda di Giorgio Fidenato sul sostituto d'imposta. TUTTI INSIEME in tribunale per sostenere questa battaglia del MOVIMENTO LIBERTARIO. Vi terremo informati sull'evento che verrà organizzato.
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LE TASSE SONO UNA COSA BELLISSIMA! (così ci dicono…)
Spettacolo propedeutico per candidati ed elettori in tempi di crisi economica!
Scritto, diretto e interpretato da Leonardo Facco e Pongo
e con Stephanie Lewis: violinista e tastierista
Di questi tempi una riflessione sulle tasse può essere esplosiva, soprattutto quando sul palcoscenico si mette insieme la comicità surreale di Massimo Pongolini (in arte Pongo) e la documentazione giornalistica di Leonardo Facco. Una sorpresa all’interno della sorpresa è la testimonianza di Giorgio Fidenato presidente dell’Associazione Agricoltori Federati della Provincia di Pordenone il quale, dal gennaio 2009, come atto di «disobbedienza civile», non versa più i contributi dei suoi dipendenti, ai quali dà la busta paga lorda. Friulano di Mereto di Tomba, 48 anni, ha fondato con l’editore Leonardo Facco e con altri imprenditori il Movimento Libertario.
Non pagare le tasse è un reato o legittima difesa?
Quasi una domanda delle cento pistole, direbbe Sandro Paternostro. Eppure, a questa domanda c’è una risposta del tutto originale ed anticonformista che trova spiegazione nelle parole di decine di autori e pensatori controcorrente di ieri e di oggi.
“LE TASSE SONO BELLISSIME (così ci dicono…)”, scritto, diretto e interpretato da Leonardo Facco e Massimo Pongolini (in arte Pongo) è una carrellata – tra il molto serio ed il faceto – della vera storia dell’imposizione fiscale nel mondo, con particolare attenzione all’Italia di oggi, dove la pressione fiscale non è al 43%, ma al 70% e dove le tasse non sono qualche decina, ma 2000!
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO QUESTA RIFLESSIONE SULL'IPOCRISIA DEI GABELLATORI
di Carmelo Miragliotta
La CCIAA, Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, uno tra i principali enti inutili e vessatori, dilapidatore delle risorse degli iscritti obbligatori, alle dirette dipendenze del Ministero dell’industria e delle attività produttive, tra i primi estorsori legalizzati, venuto a conoscenza (meglio tardi che mai) dei tanti disperati che, nel nord-est e non solo, massacrati da tasse, burocrazia, malagiustizia e cavilli vari, oberati dai debiti e perseguitati dai satrapi di stato hanno deciso di farla finita, supera se stesso: Istituisce presso la sede di Padova un numero verde attraverso cui portare conforto morale, via telefono, a quei lavoratori autonomi (ma anche dipendenti, spiega la nota) che avendo perso tutto si ritrovano sull’orlo del suicidio. I carnefici che consolano le vittime !!!
Quando, per aiutare veramente chi lavora e produce, sarebbe sufficiente che questi organismi venissero immediatamente chiusi ed i loro funzionari che gravano sul nostro reddito e quello dei nostri collaboratori si cercassero un lavoro vero o, caso mai ne fossero capaci, dessero vita ad un’attività per crearsi un posto di lavoro per se stessi e magari per qualche altra decina o centinaia di disoccupati.
Siamo alle solite! Sono finiti i soldi e, conseguentemente, nei prossimi giorni – ove non interverrà un provvedimento ad hoc – i centri privati sospenderanno la erogazione di prestazioni con oneri a carico del servizio sanitario nazionale.
I cittadini campani, pertanto, se vorranno avvalersi della loro preziosa attività, dovranno – loro malgrado - mettere mano al portafogli.
Nel mese di dicembre dell’anno appena trascorso, infatti, lo Staff Commissariale, nelle more di conoscere (a suo dire) quali fossero i reali fabbisogni delle prestazioni - funzionali alla valorizzazione dei Budget Annuali - ha assegnato ai privati un Budget Trimestrale, trasfuso in un contratto transitorio, definito interinale.
Tale provvedimento, assunto anche da altre Regioni, ove, tuttavia, l’assegnazione – seppur transitoria – è stata operata con analisi tecnico-scientifiche, in Campania, in perfetta analogia col passato, l’allocazione dei volumi e delle correlate risorse finanziarie alle singole discipline è avvenuta con mere logiche ragionieristiche. Conseguentemente, gli errori di programmazione del passato - che avevano prodotto lo stop alle attività in regime di accreditamento nell’ultimo quadrimestre del 2008 e 2009 - oggi si ripresentano puntualmente e con largo anticipo.
Ormai, è certo: la cultura nazionalsocialista può considerarsi l'idem sentire che accomuna i leghisti e i nazicomunisti odierni (adultori dello Stato a oltranza). Non che fosse difficile intuirlo, il "Bossi-pensiero" (che in realtà un pensiero non l'ha mai avuto!) degli Anni che vanno dal 1998 in poi (allorquando il lider del Carroccio iniziò ad esaltare Zirinovsky e Milosevic) non lasciava dubbi. La speranza, andata però delusa, era che si trattasse di qualche boutade del "capo". Invece... nisba!
Oggi, a chiudere il cerchio è arrivato Luca Zaia, che - come riporta il Corriere della Sera - avrebbe scritto il manifesto della "Rifondazione leghista", basato sull'elogio dell'Heimat, la crocifissione della tekne e il tutto in una "nuova chave no-global". Nell'articolo pubblicato dal Corriere della Sera, lo scritto del ministro dell'Agricoltura (che ha in odio gli O.G.M. ovviamente) ci spiegherebbe quali sono i veri imprenditori, i veri contadini, i veri uomini legati al senso della terra (in antitesi a suo parere con "l'homo metropolitanus") e all'habitat in cui ha piantato le sue radici, ma prestando attenzione - così riporta l'articolo - all'uso del binomio "terra e sangue", che ha contraddistinto tanto becerume intellettuale del passato, non poi così lontano. Non manca, inoltre, un'attacco virulento al mercato che, secondo Zaia, "è un feticcio, ultima versione del pensiero nichilista, che va attaccato attraverso l'uso dei dazi".
Quanto a citazioni, qui mi fermo. Senza aver letto il libro, almeno per ora, ciò che balza agli occhi è la puzza stantia di nazionalsocialismo mortifero (se cercate su youtube qualche video di Borghezio mentre in Francia spiega alle teste rasate a cosa servirebbe il localismo ne avrete le conferme), un estremismo illiberale confermato, del resto, dall'affermazione attribuita a Zaia - sempre dal Corriere - che "il vecchio liberismo della Lega è ormai lontanissimo".
Lo hanno scritto praticamente tutti i quotidiani oggi. Riportiamo, l'articolo di Blitz, giornale di informazione on line. Per noi, nulla di nuovo, dato che la LEONARDO FACCO EDITORE, sul tema, ha pubblicato il libro ABOLIRE LE PROVINCE.
Di seguito, l'articolo in questione.
Allo Stato costano 14 miliardi di euro all’anno, ai cittadini circa 160 euro pro-capite ogni dodici mesi: le Province “sprecone” in Italia sono 110 in tutto. Danno da mangiare a 61 mila dipendenti e, invece di essere ridotte, sono aumentate: negli ultimi sette anni ne sono nate sette. Poi ci sono quelle in versione mini, ovvero con meno di 200 mila abitanti, che sono 19 in tutto, il 17 % del totale.
A detenere il primato del gruppo “piccolissime” è la Sardegna, che ha 8 Province su 1 milione e 600 mila abitanti, di cui quattro davvero striminzite: Medio Campidano (105.400 abitanti), Carbonia Iglesias (131.890 abitanti), Olbia Tempio (138.334 abitanti) nella provincia di Cagliari e quella di Ogliastra (solo 58.389 abitanti) nella provincia di Nuoro.
Gli enti intermedi tra Regioni e Comuni gestiscono scuole e strade, promuovono i prodotti locali, ma costano allo Stato che spesso deve pagare viaggi, vizi e complementi d’arredo praticamente inutili. Un esempio? La provincia di Venezia ha speso 9.240 euro per il lampadario in vetro di Murano del Palazzo (sede dell’ente) di Cà Corner e 28 mila euro per le trasferte della giunta della leghista Francesca Zaccariotto.