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LUNEDI' 20 giugno, DALLE 21 ALLE 23, LEONARDO FACCO A LOMBARDIA CHANNEL, NEL PROGRAMMA DI DAVID PARENZO, (canale 666 digitale in lombardia) PER COMMENTARE LA RIUNIONE LEGHISTA di PONTIDA.

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di Matteo Corsini
"Continuano a pesare i nostri ritardi storici, rappresentati soprattutto dalla incapacità di selezionare adeguatamente, nel rigoroso rispetto dei vincoli di bilancio, gli interventi pubblici da destinare alla soluzione di quei nodi strutturali che impediscono di raggiungere una crescita più consistente ed equilibrata, nell'interesse delle future generazioni. Dispiace constatare come il Sistema Paese non riesca ancora a compiere uno sforzo risolutivo per dare concretezza al concetto di 'sviluppo sostenibile', inteso quale complesso di risorse economiche, sociali e ambientali, che ogni generazione trasferisce a quelle successive." (G. Fini)
Gianfranco Fini, che ha chiamato il suo partito "Futuro e Libertà per l'Italia", ricorda ai suoi interlocutori, con tono da vecchio saggio, che non si sta facendo abbastanza per l'interesse delle generazioni future.
Probabilmente qualcuno definirà queste parole di "alto contenuto istituzionale" (o altre aminità del genere), una formula usata quando si vuole condividere un discorso totalmente vuoto di contenuti concreti.
Sono in tanti, in Italia, a riempirsi la bocca di "sviluppo sostenibile" e di "necessità di rilanciare la crescita", ovviamente spendendo soldi pubblici ma "nel rigoroso rispetto dei vincoli di bilancio". Che è un po' come dire che si vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Sì, perché quando si tratta di parlare di tagli di spesa – l'unica manovra concretamente possibile se si vuole dare fiato allo sviluppo mediante un calo della pressione fiscale, senza andare in default sul gigantesco debito pubblico – anche la più parassitaria e inutile voce di spesa diventa intoccabile.

Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Giugno 2011 09:20)

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di Arturo Doilo
Mentre Tremonti, Berlusconi e il “Fido” Bossi inscenano un teatrino all’insegna dell’“abbasseremo le tasse” (L’Europa ha già detto al ministro dell’economia che non lo possono fare), la crisi continua a macinare vittime sul suo cammino.
La notizia di oggi è abbastanza drammatica e conferma che il volano produttivo è fermo, anzi arretra: “La produzione industriale italiana è quasi ferma ai livelli dell’estate 2010, con un +0,1% di crescita media mensile da luglio 2010 a marzo 2011, e dista dal massimo pre-crisi (-26,1%) ancora molto. La produzione è attestata ad un -17,5%”. Così, almeno, secondo il rapporto sugli scenari industriali del Centro Studi di Confindustria. L'Italia è scalata dalla quinta alla settima posizione, superata da India e Corea del Sud, avendo perduto 1,1 punti di quota.
Più crisi uguale meno tasse pagate. Un dato pubblicato ieri dice che l’effetto crisi sulle dichiarazioni Iva relative al 2009 è pesantuccio: il reddito medio dichiarato dalle società di persone è stato pari a 41.790 euro, con una riduzione del 6,78% rispetto all’anno precedente (Quelle del 2010 saranno anche peggiori). Ancora più alta è la difficoltà registrata nel settore manifatturiero nel quale si segna un calo di reddito del 24,49% e un aumento del 22,83% dei soggetti in perdita.
Questa volta, a dare i numeri è il dipartimento delle Finanze, relativamente alle dichiarazioni IVA.
Il Nord-Ovest, si legge, segna un decremento del volume d’affari del 14,19% rispetto all’anno precedente, inferiore al -11,86% registrato a livello nazionale. Le altre aree dell’italico stivale non se la passano meglio.
A fronte di tutto questo, non solo la tassazione non diminuirà (ricordiamo che con Berlusconi al governo la pressione fiscale è aumentata), ma la morsa “anti-evasione” stringerà come un cappio al collo molti altri soggetti.

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di Matteo Corsini
"La rappresentanza unitaria del mondo del lavoro è fondamentale, ma al momento è un miraggio nel deserto dei diritti, che dovrebbero essere universali e invece sono stati svenduti da un governo impegnato a scardinare le principali tutele dei lavoratori. Il governo ha sempre lavorato per dividere, non certo per unire i sindacati. L'Italia è ora di fronte ad un bivio: da una parte il diritto al lavoro inclusivo ed equo, invocato dal Capo dello Stato, dall'altra i diritti negati dal governo, nella più totale disattenzione per la parte più debole." (F. Belisario) 
Felice Belisario è presidente del gruppo Italia dei Valori al Senato. Quando leggo le perle di saggezza di questo signore, ho la riprova (della quale, peraltro, non avverto più il bisogno da tempo) che in Italia chi ancora si reca al seggio elettorale si trovi a dover scegliere il misero o il miserrimo.
In primo luogo, non si capisce per quale motivo l'unità sindacale debba essere fondamentale. Se i sindacati dovessero avere sempre posizioni unitarie, che senso avrebbe avere sigle diverse, al di là della mera moltiplicazione di poltrone e gerarchie?
In secondo luogo, Belisario non precisa quali sono i diritti che sarebbero stati “svenduti da un governo impegnato a scardinare le principali tutele dei lavoratori”.
In terzo luogo, in effetti il diritto del lavoro non è il massimo dell'equità, perché la popolazione attiva è divisa in chi è iperprotetto, che può permettersi di fare il lavativo e il parassita, e in chi quel “lusso” non se lo può permettere. Ciò che Belisario non dice è che sovente gli iperprotetti sono il risultato dell'azione sindacale e sono coloro che ancora mantengono la tessera di un sindacato.

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di Leonardo Facco
Ieri, sotto la guida del corpulento Giuliano Ferrara – il più ascoltato degli intellettuali di corte – s’è riunita la solita masnada di mercenari della penna berlusconiana. L’incontro s’è tenuto a Roma davanti ad una platea di invasati, rappresentata in prima fila dall’onnipresente Santanché, passata alla storia per essere un’esperta “di Berlusconi e donne in posizione orizzontale”.
Per correttezza, riprendo dalla stampa loro amica la notizia: “L’adunata dei liberi servi è la kermesse che andata in scena al teatro Capranica di Roma. Una chiamata alle armi politiche e delle idee del mondo giornalistico di centrodestra. Riflessioni, spunti, iniziative per spingere Silvio Berlusconi e il suo partito a riprendersi dopo la sconfitta elettorale delle amministrative di Milano e Napoli. Una specie di mini Wood­stock delle idee. Con il direttore del Foglio c’erano il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, poi Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro e Mario Sechi. Un grande appuntamento politico, uno show intellettuale per dimostrare che il vento non è cambiato affatto e che il berlusconismo è ancora l’anima forte di questo Paese”.
Ferrara, noto propagandista ha aggiunto: “Vogliamo che il cavaliere torni allo spirito del 1994”! Per l’elefantino adiposo, probabilmente, diciassette anni di menzogne e leggi ad personam non sono un tempo sufficiente per mandare a quel paese il più grande venditore di saponette che l’Italia abbia mai conosciuto. Una tesi quantomeno originale, no?
Accantonata la premessa di cui sopra, entriamo nel vivo della questione: chi sono, in definitiva, questi “maestrini della penna azzura”? Espongo a voi le tre possibilità di cui cito nel titolo.
1- LIBERI SERVI? Così, almeno, si sono autodefiniti, anche se non si capisce bene perché lo abbiano fatto gonfiandosi il petto di orgoglio. “Liberi servi” è un ossimoro, in perfetto stile Ferrara, che richiama alla mia mente “Il discorso sulla servitù volontaria” dell’impareggiabile Étienne de la Boétie, che scriveva: “…vorrei solo comprendere come è possibile che tanti uomini […] tollerino talvolta un solo tiranno, che non ha altro potere che quello che gli danno; che ha il potere di nuocere loro solo finché essi possono sopportarlo; che non potrebbe far loro alcun male, se non quando essi preferiscono sopportarlo piuttosto che contraddirlo. È davvero sorprendente, e tuttavia così comune che c’è più da dispiacersi che da stupirsi nel vedere milioni e milioni di uomini servire miserevolmente, col collo sotto il giogo, non costretti da una forza più grande, ma perché sembra siano ammaliati e affascinati dal nome solo di uno, di cui non dovrebbero temere la potenza, visto che è solo, né amare le qualità, visto che nei loro confronti è inumano e selvaggio”.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 09 Giugno 2011 09:48)

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di Llewellyn H. Rockwell Jr.

È di Frédéric Bastiat la famosa osservazione che lo stato ci costa in modi che possiamo vedere ed in altri che non vediamo. Gli economisti tendono a concentrarsi sul secondo tipo perché elude la percezione pubblica. Quali invenzioni ci sono negate a causa delle regolamentazioni? Che cosa potrebbe essere fatto con le risorse che sono state deviate nelle tasse o nei prezzi più cari dovuti al protezionismo? Le risposte dimostrano che, a causa dell'intervento, stiamo peggio di quanto pensiamo.

A volte, tuttavia, dovremmo anche esaminare i costi potenzialmente visibili dello stato, se non altro perché lo stato non vuole che vediamo neanche quelli. Si tratta delle distruzioni dirette causate da alcune attività dello stato, in particolare dalla guerra. Vedere la guerra nelle fotografie cambia le cose. Ci induce a guardare la guerra dello stato e quello che fa alla gente: a noi e a loro.

Ecco perchè lo stato non vuole che le immagini di americani morti o feriti circolino in pubblico. I media, per la maggior parte, obbedicono. L'avete mai notato? Vi viene mostrato solo ciò che il governo vuole che vediate. Lo stato non vuole che vediate soldati morti o famiglie dei caduti che soffrono.

Invece lo stato vuole che crediate che la guerra in Iraq sia patriottismo, 9/11, orgoglio nazionale, una campagna per rendervi più sicuri, amministrazione della giustizia, virilità e coraggio e tutte le altre coperture per cos'è la guerra realmente: omicidio e distruzione pagati da voi e me e resi legali solamente perché è lo stato e non qualcun altro a farla.

Prendete l'immagine di un soldato morto, o di un bambino di una famiglia irachena uccisa, pubblicatela sul vostro blog e cosa accade? Il giornalista e fotografo Zoriah Miller lo ha scoperto. È stato cacciato via dal suo “embed,” che è il nome dato al gruppo di giornalisti a cui è consentito di viaggiare con un gruppo di soldati e riportare quello che al comando vogliono riportato. In seguito, gli è stato proibito di viaggiare in qualsiasi regione irachena presidiata dai Marine. Il comando militare ha cercato di cacciarlo via definitivamente dal paese.

Sì, tutto sembra molto premoderno e primitivo, e contrario ad ogni nostra devozione per il flusso libero delle informazioni: il primo emendamento e tutto il resto. Ma dal punto di vista del governo, sta conducendo una guerra e deve controllare quello che la gente conosce a questo proposito nella stessa misura in cui controlla tutto ciò che riguarda la guerra. Di conseguenza, dopo 4.000 soldati morti, innumerevoli centinaia di migliaia di morti iracheni, milioni di feriti da ogni lato, si può trovare soltanto una manciata di immagini sanguinolente.

Non è stupefacente, quanto lo stato possa realmente essere efficace quando si preoccupa intensamente per qualcosa? E perché si preoccupa così tanto? Un motivo, dicono, è che le foto forniscono al nemico informazioni sull'efficacia del loro attacco e della risposta. In effetti, questo è come affermare che qualsiasi cosa diversa dalla propaganda approvata sia sovversione e tradimento. Comunque, possiamo essere dannatamente sicuri che quando il nemico colpisce, il nemico lo sa.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 08 Giugno 2011 18:48)

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di Remo Cagranda
Ricordate quando il ministro per le riforme istituzionali, Roberto Calderoli, sosteneva che non è vero che la “sua” legge amministrativa (erroneamente definita federalismo municipale) non avrebbe introdotto alcuna tassa? Mentiva! Noi lo sapevamo, lo avevamo scritto.
Ecco che da Venezia arriva la conferma ufficiale grazie all’introduzione della tassa di soggiorno: “ Venezia introduce la tassa di soggiorno: il regolamento per fare cassa è stato approvato oggi dalla Giunta comunale e prevede l’applicazione di un’imposta per ogni pernottamento per tutte le strutture ricettive cittadine, esclusi gli ostelli della gioventù. Il regolamento va ora in Commissione e quindi sarà discusso dal Consiglio comunale entro giugno. L'imposta, che dovrà essere applicata dal 1 luglio 2011, è determinata per persona e per pernottamento e può essere articolata in maniera differenziata tra le strutture ricettive”.
Pare che il primo cittadino veneziano abbia scelto di far pagare un euro per ciascuna stella che possiede l’albergo nel quale si decide di pernottare.
Non solo. Sempre a Venezia hanno deciso di introdurre anche l’addizionale Irpef del 2 per mille, anticipando l’eventuale regolamento che il governo dovrebbe licenziare prossimamente ed in barba al fatto che la legge 42 dovrebbe entrare in vigore dal 2014. Facendo un calcolo basata su questa aliquota minima applicata, quella dello 0,2% appunto, un cittadino con un reddito compreso tra i 20mila e i 50mila euro si troverebbe a pagare dai 40 ai 100 euro all’anno. Che moltiplicati per 2, diventerebbero una spesa che oscilla tra gli 80 e i 200 euro: facendo media tonda, 100 euro a famiglia. Così almeno secondo la stima realizzata dall’Adico Associazione difesa consumatori di Mestre.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 08 Giugno 2011 16:25)

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Giuseppe Pennisi*
La mattina del 7 giugno il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è stato svegliato da una cattiva notizia (che rischia di avere conseguenze pure sull’Europa e sull’Italia): “L’effetto Bin Laden” (ossia il sussulto di popolarità che ha fatto seguito all’uccisione del leader terrorista) è svanito “nello spazio di un mattino”, per utilizzare un proverbio francese, e i sondaggi d’opinione lo danno in rapida discesa.
Non solamente due americani su tre affermano che “è sul binario sbagliato” in materia di politica economica e nove su dieci pensano che “l’economia va di male in peggio”, ma per la prima volta dal suo ingresso alla Casa Bianca, per le prossime presidenziali si profila un vero testa a testa con l’ex Governatore del Massachusetts Mitt Romney (ambedue con un tasso di probabilità di riuscita del 47%), nonostante si sia ancora lontani dall’inizio del processo di selezione dei candidati per le prossime elezioni.
Nonostante la ripresa economica in atto ormai da circa un anno, la disoccupazione continua a crescere e, soprattutto, aumenta quella di lungo periodo. A Washington, dove sto scrivendo questa nota, si avverte con particolare durezza il problema dei “veterani”, tornati da “missioni di pace” sparse per il mondo, spesso dopo aver perso un arto, quasi sempre con gravi disturbi psicologici e che non si riesce a immettere sul mercato del lavoro. “Una vera e propria bomba a orologeria”, mi dice il direttore del settore psichiatria dell’Arms and Navy Hospital, alle porte della Capitale e a una dozzina di chilometri dalla Casa Bianca.
In parallelo con i risultati dei sondaggi, è arrivata una notizia la cui importanza è stata sottovalutata in Europa: le dimissioni di Austan Golsbee dalla carica di Presidente del Comitato dei consiglieri economici della Casa Bianca per tornare alla propria cattedra di politica economica all’Università di Chicago. Golsbee era in congedo dall’ateneo dal 2007, quando si era posto al fianco di Obama (all’inizio della campagna elettorale). Dimissioni “amministrative”, poiché di solito le università americane consentono un congedo per non più di due anni?
Non proprio. La mattina del 7 giugno al breakfast buffet del Comos Club - il circolo più esclusivo della Capitale - tra uova strapazzate e caffè molti notavano come Golsbee fosse ormai in rotta di collisione con il duo Bernanke-Geithner, rispettivamente Presidente della Federal Reserve Board e Segretario al Tesoro. Ambedue hanno fatto catenaccio e intendono aiutare la ripresa e contrastare la disoccupazione con i metodi ortodossi della macro-economia keynesiana: spinta dell’acceleratore sulla spesa pubblica e sulla liquidità.

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PostHeaderIcon Le più lette...

La marcia del mais
2011: SEMINATI ALTRI TRE ETTARI
SEMINA 2011: OPERAZIONE "6 semi di mais ovunque" (richiedi i tuoi 6 chicchi)

464 destinatari! ECCO LE PRIME FOTO 

PRIMA SEMINA MAIS OGM. Da giorni, in questa nuova sezione, è iniziata la pubblicazione delle fotografie che riguardano la crescita dei 6 SEMI DI MAIS OGM piantati da Movimento Libertario & Agricoltori Federati il 25 aprile scorso. Qui, il video della semina!

QUI IL VIDEO DELLA SEMINA IN CAMPO APERTO!

l'ultimo scatto...

02-10-2010

 LUI CONDANNATO, LORO IMPUNITI

ABBIAMO RACCOLTO LE PANNOCCHIE, SI ACCETTANO OFFERTE PER AVERE IL SIMBOLO DI UNA BATTAGLIA CHE RIMARRA' NELLA STORIA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

REGALIAMO UNA VACANZA AI "NAZI-COMUNISTI"
Sbugiardati gli oscurantisti: GLI ISPETTORI CONFERMANO: "ZERO COMMISTIONE"!
2011: FIDENATO SCRIVE A BRUXELLES: ANCHE QUEST'ANNO TORNERO' A SEMINARE MAIS OGM! 
Conferenza stampa dell'8 marzo sulla semina 2011
L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
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LA BATTAGLIA:
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ECCO LA SENTENZA DEL GIUDICE DI PORDENONE, PER LA QUALE ABBIAMO ATTESO UN ANNO, IN MERITO ALLA BATTAGLIA CHE STIAMO CONDUCENDO SUL SOSTITUTO D'IMPOSTA.

QUI LA NOTIZIA PER VOSTRI COMMENTI

SENTENZA-SOST.pdf 

L'aforisma

"Le tasse sono un'imposizione sui produttori e/o sui proprietari di ricchezza e riducono la produzione e/o la ricchezza al di sotto di quanto altrimenti (in assenza di tassazione), avrebbero potuto essere". Hans Hermann Hoppe
Il sondaggio
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