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LUNEDI' 20 giugno, DALLE 21 ALLE 23, LEONARDO FACCO A LOMBARDIA CHANNEL, NEL PROGRAMMA DI DAVID PARENZO, (canale 666 digitale in lombardia) PER COMMENTARE LA RIUNIONE LEGHISTA di PONTIDA.

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-23 Agosto 2011, ore 19,00 Circolo Velico di Soverato (Cz), lungomare Europa. Manifestazione Liber@estate 2011

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di Giacomo Consalez
Il nostro dettato costituzionale è intoccabile. L'articolo 138 ne impedisce la riforma da parte dei Cittadini. Il 75 ci priva del voto referendario su argomenti cruciali. La petizione (Art. 50) è carta straccia perché lascia ai politici il diritto di ignorarla. L'iniziativa popolare (Art. 71) idem, nonostante sia corredata da 50000 o più firme. In questo paese la degenerazione oligarchica del potere ha assunto contorni grotteschi. Non c'è settore in cui i partiti politici non svolgano un ruolo deleterio, interferendo nella promozione accademica, in quella professionale, nella gestione della salute pubblica, dell'ambiente, della pianificazione urbanistica, negli appalti, nelle nomine di ogni tipo su una base di affiliazione, di cordata, di clientela, ma mai su una base di merito né tanto meno di interesse generale.
Questo a fronte del fatto che la costituzione nomini una sola volta i partiti (art. 49) statuendo che i Cittadini HANNO DIRITTO a costituirsi in partiti politici. Non vi pare che i partiti abbiano un tantino travalicato il ruolo loro assegnato dai "padri costituenti"? Eppure dai ranghi dell'intelligencija di sinistra si sente dire che il contrattualismo (federalismo) strizza l'occhio "ai capricci della maggioranza" e che il popolo è una "mera espressione giuridica". Nessuna menzione del fatto palese che viviamo ostaggi di una dittatura incontrastata e spietata delle minoranze, id est in una patetica e vuota pantomima di democrazia.
Si spergiura che il dettato costituzionale, rigido e immutabile, è garanzia di diritto e pari opportunità, in spregio all'evidenza di 60 anni di abusi ininterrotti, dilaganti e inarrestabili come un cancro. All'evidenza del dominio incontrastato delle caste partitiche e dei loro committenti finanziari, industriali, di loggia e di cosca, e del conseguente impoverimento crescente della popolazione. Anche chi fatica a tirare avanti, chi è vittima ovvia di un sistema indifendibile, parteggia per l'intoccabilità, la ieraticità dello stato (lowercase intended) tiranno, padrone sbracato, che vede e provvede per tutti noi cittadini, delegatori in bianco di una sovranità illimitata alle istituzioni. E vede queste ultime come creature reificate dotate di un giudizio e di un senno superiore a quello della cittadinanza da cui promanano. Lo stato con le sue emanazioni ammantate di sacralità, eppure spesso composte da uomini che cinicamente agiscono per proprio tornaconto, personale o di scuderia, tradendo la fede cieca della gente.
La democrazia diretta (che pure è uno strumento, non un ordinamento, e che serve a bilanciare la democrazia rappresentativa in nome del principio inderogabile della sovranità popolare) non viene usata con straordinario successo solo in Svizzera, un paese piccolo, ma anche in California, coi suoi 37 milioni di abitanti, nell'Oregon, nel Massachussetts, nel resto del New England, in Australia (Perth), In Baviera, ad Amburgo, in Canada (Québec), in Brasile (Porto Alegre, bilancio partecipativo), in Catalonia (nonostante il boicottaggio del potere centrale) e lo sarà presto in Scozia. E trascuro di portare altri esempi importanti.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO dal sito http://apophis.tumblr.com/post/6090910504
Stasera sono stato ad un convegno in piazza organizzato dal PD. Tema: i referendum sull’acqua. Dopo un’ora di pippone senza contraddittorio e pieno di inesattezze,  quando non proprio errori plateali, e di “non ne facciamo una questione ideologica ma pragmatica”, è partito “il dibattito”, previsto nella scaletta.
Ho chiesto il microfono. Ho detto “Io vorrei portare con 3 minuti di orologio le ragioni del “no”, poichè mi sembra giusto che ciascuno senta entrambe le tesi prima di decidere”.
Mi è stata negata la parola dicendomi che il convegno era del PD e quindi si parlava solo per il “Sì”.
Poichè io rispetto la proprietà altrui, senza battere ciglio nè manifestare apertamente contrarietà (non ve la do questa soddisfazione), ho restituito il microfono, mi sono seduto, e finita lì.
Ma una considerazione mi sale: quanto possono essere BRUTTE DENTRO  persone del genere?
Quale era la cosa peggiore che sarebbepotuta succedere alle persone che mi avessero ascoltato? Ve lo dico io: che ne convincessi qualcuno. Cioè che qualcuno, liberamente ed usando il proprio cervello, avesse deciso che io ero stato più convincente di un revisore dei conti e di un dirigente dell’acquedotto locale, cioè di due che rischiano il culo se per caso arrivasse un privato. In effetti non era una questione politica, era una questione di cadreghino.

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di Gian Piero De Bellis
In passato il termine rivoluzione era utilizzato principalmente con riferimento a fenomeni astronomici, in cui i corpi celesti ruotavano nello spazio seguendo una determinata orbita. Il famoso scritto di Copernico dato alle stampe nel 1543 porta per l'appunto il titolo“De revolutionibus orbium coelestium”.
Nei secoli seguenti, il termine è stato sempre più utilizzato in riferimento a fenomeni sociali. Lo troviamo quindi per caratterizzare sommovimenti politici in Inghilterra (la Rivoluzione Inglese o guerra civile, 1642-1660) negli Stati Uniti (la Rivoluzione Americana o guerra d'indipendenza, 1775-1783) e in Francia (la Rivoluzione Francese e la fine dell'Ancien Régime, 1789-1799).
Il termine rivoluzione trova poi anche impiego in riferimento a profondi cambiamenti nell'ambito della produzione (la Rivoluzione Industriale) e della conoscenza (la Rivoluzione Scientifica).
Ai giorni nostri l'uso del termine richiama soprattutto alla mente un cambiamento politico radicale come nel caso della Rivoluzione Russa in cui il vecchio regime zarista fu abbattuto e i bolscevichi si installarono al potere.
Coloro che utilizzano il termine rivoluzione con riferimento a cambiamenti sostanziali (reali o talvolta anche solo apparenti) nella sfera politica vedono quindi la rivoluzione come l'ascesa al potere di un nuovo gruppo dirigente a cui si attribuiscono doti di onestà e di dinamicità in contrasto con il vecchio gruppo dirigente considerato corrotto e responsabile della stagnazione sociale.
Purtroppo gli esiti della Rivoluzione Russa (Stalin e il terrore) e, ancor prima, quelli della Rivoluzione Francese (Napoleone e le guerre di espansione in Europa), fanno considerare questo tipo di rivoluzione (cambio di regime) una non-rivoluzione. Infatti essa è
  • o qualcosa di totalmente fasullo (cioè, cambiare tutto per non cambiare nulla)
  • o qualcosa di totalmente inadeguato (cioè una semplice tappa nel lungo processo di liberazione dall'oppressione).
Le cosiddette rivoluzioni che hanno avuto luogo in alcuni paesi arabi nei primi mesi del 2011 sono probabilmente di questo secondo tipo, cioè una semplice tappa verso la liberazione. Chiaramente tutte le forze oscurantiste e reazionarie cercheranno di ostacolare anche nella maniera più subdola e perversa possibile questa dinamica di liberazione. Uno dei mezzi sarà quello di concedere ai nuovi gruppi dirigenti somme enormi per un proclamato aiuto allo sviluppo che si tradurrà, molto probabilmente, in un nuovo ciclo di corruzione generalizzata. Se ciò dovesse avvenire queste “rivoluzioni” arabe (in Tunisia e in Egitto) andranno messe nel novero delle rivoluzioni fasulle o non-rivoluzioni.
L'insegnamento che deriva da quanto detto fin qui dovrebbe essere quello di utilizzare il termine Rivoluzione (quando applicato ai fenomeni di potere) in maniera molto più circospetta e limitata, vale a dire solo quando siamo in presenza di veri cambiamenti radicali e profondi nella distribuzione e disseminazione del potere.

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di Pascal Salin
Una delle giustificazioni più correntemente accettate dall'interventismo statalistico consiste nel dire che esistono dei "beni pubblici", cioè dei beni per i quali c'è una non-esclusione (non si può escludere qualcuno dall'utilizzo del bene una volta che questo è prodotto) e una non rivalità (il fatto che un individuo tragga dei benefici da questo bene non diminuisce la possibile consumazione per gli altri).
Se la produzione di questi beni non è assicurata dalla costrizione, esiste il rischio che essi non siano prodotti quando tutti ne profitterebbero: in effetti, se io so che lo Stato fornirà dei servizi di difesa nazionale e che io ne beneficerei necessariamente, io sono portato a non pagare volontariamente per questi servizi contando sul contributo degli altri. Ma se tutti ragionassero nello stesso modo il servizio non sarebbe più fornito e  tutti ci perderebbero.
In realtà, questa teoria deve essere considerata come una teoria-alibi per una serie di ragioni ed in particolare per la seguente: al di là del caso estremo, senza dubbio impossibile, laddove c'è unanimità nel richiedere erogazione di "bene pubblico", è impossibile pretendere che tutti desiderino questo o quel bene pubblico. Per riprendere l'esempio della difesa nazionale, questa costituisce un bene per alcuni, ma un "male pubblico" per altri; per esempio per gli obbiettori di coscienza. D'altro canto, la definizione di questo bene è troppo lato e quindi vago: si tratta di difendere Torino o Roma, si tratta di schierare un esercito regolare, o un'arma atomica, ecc…?

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 01 Giugno 2011 16:16)

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di Matthew Allen*
Incastonato tra alte montagne e attraversato da una trafficatissima autostrada, Uri forse non rappresenta per tutti un posto paradisiaco dove vivere. Per chi trova invece il paradiso nel portamonete, il cantone della Svizzera centrale è senz’altro il luogo giusto. Nella classifica periodica stilata dal Credit Suisse per quanto concerne il reddito liberamente disponibile, ossia «l’importo di cui dispongono le economie domestiche per i propri consumi dopo aver dedotto i carichi obbligatori e i costi fissi», Uri figura in effetti al primo posto.
 
Il balzo di dieci posizioni rispetto all’analisi di tre anni fa è dovuto soprattutto all’introduzione, nel 2009, di un sistema di imposta ad aliquota unica (‘flat rate tax’), si legge nello studio della banca elvetica.
 
Non solo fisco - Oltre a una fiscalità particolarmente attrattiva - anche se questa è una caratteristica di diversi cantoni vista la competizione fiscale in atto negli ultimi anni - Uri ha il vantaggio di avere costi abitativi relativamente bassi, sottolinea il Credit Suisse.
 
In molte città elvetiche, ad esempio Ginevra, Zurigo o Zugo, si è invece assistito negli ultimi anni a un forte aumento degli affitti e dei prezzi delle case. Questa spirale al rialzo ha spinto molte persone con redditi medi o modesti verso le periferie. Alcuni cantoni stanno cercando di correre ai ripari, trasformando zone agricole in zone edificabili come a Ginevra, o creando delle aree destinate ad accogliere abitazioni ad affitto moderato come a Zugo.
 
«Per una famiglia è molto difficile finanziare un progetto di costruzione a Ginevra o Zurigo senza disporre di risorse finanziarie significative», spiega a swissinfo.ch l’autore dello studio Thomas Rühl. «Se siete felici di vivere in un piccolo appartamento potete rimanere in centro città; per contro se volete un po’ più di spazio siete obbligati a trasferirvi in periferia».

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di Italiansinfuga.com

Uno studio della "Georgetown University" conferma che conviene di più studiare materie scientifiche che umanistiche se si vuol guadagnare meglio.  Negli Stati Uniti gli ingegneri guadagnano in media 75 mila dollari annuali lordi mentre i laureati in Psicologia e Lavoro Sociale (mia traduzione) racimolano 42 mila dollari lordi all’anno.
Chi studia Arte è probabile non guadagnerà molto con la media che si assesta sui 46mila dollari.
Per chi ha voglia di passare alcuni anni in più a studiare, un titolo “post graduate” può aumentare i guadagni annuali del 20-65%, a seconda del ramo di studio.
Per quello che riguarda la differenza tra uomini e donne, i primi guadagnano circa 3mila dollari annuali in più delle seconde.
Questo studio conferma che se volete andare all’università per guadagnare di più una volta laureati vi conviene studiare materie scientifiche piuttosto che umanistiche.
Ovviamente se avete una predisposizione per una certa materia vi conviene seguire il vostro talento ed il vostro interesse ma siate consci che dal punto di vista puramente finanziario certe scelte vi costeranno a lungo termine.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 01 Giugno 2011 10:46)

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di Matteo Corsini
"Non è possibile che non siano presenti, perché solo chi lavora sa come dare risposte alle problematiche." (G. Pisapia)
Con queste parole Giuliano Pisapia, incontrando dei sindacalisti qualche giorno prima di vincere il ballottaggio e diventare sindaco, ha sostenuto la necessità che i lavoratori delle imprese partecipate o controllate dal Comune di Milano siano rappresentati nei consigli di amministrazione. Non sono d'accordo con lui, per più di un motivo. 
Nei consigli di amministrazione siedono i rappresentanti degli azionisti di maggioranza, tipicamente in misura proporzionale alla quota di capitale posseduta dagli azionisti stessi. Ovviamente nulla vieta a un azionista di controllo di proporre (imporre) la nomina di un rappresentante dei lavoratori. Quindi nelle società controllate da un comune, il sindaco ha ogni potere per procedere a tale nomina. E' pure molto probabile che un rappresentante dei lavoratori sia più adatto a far parte del Cda rispetto alle tante teste di legno di nomina politica, che spesso non hanno alcuna competenza o esperienza nel settore di cui vanno a occuparsi.
Tuttavia, non vi è alcuna evidenza a livello globale che dimostri la veridicità incontrovertibile dell'affermazione di Pisapia, in base alla quale “solo chi lavora sa come dare risposte alle problematiche”. Altrimenti non esisterebbero imprenditori e manager (per inciso, checché ne pensi Pisapia, lavorano anch'essi).

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PostHeaderIcon Le più lette...

La marcia del mais
2011: SEMINATI ALTRI TRE ETTARI
SEMINA 2011: OPERAZIONE "6 semi di mais ovunque" (richiedi i tuoi 6 chicchi)

464 destinatari! ECCO LE PRIME FOTO 

PRIMA SEMINA MAIS OGM. Da giorni, in questa nuova sezione, è iniziata la pubblicazione delle fotografie che riguardano la crescita dei 6 SEMI DI MAIS OGM piantati da Movimento Libertario & Agricoltori Federati il 25 aprile scorso. Qui, il video della semina!

QUI IL VIDEO DELLA SEMINA IN CAMPO APERTO!

l'ultimo scatto...

02-10-2010

 LUI CONDANNATO, LORO IMPUNITI

ABBIAMO RACCOLTO LE PANNOCCHIE, SI ACCETTANO OFFERTE PER AVERE IL SIMBOLO DI UNA BATTAGLIA CHE RIMARRA' NELLA STORIA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

REGALIAMO UNA VACANZA AI "NAZI-COMUNISTI"
Sbugiardati gli oscurantisti: GLI ISPETTORI CONFERMANO: "ZERO COMMISTIONE"!
2011: FIDENATO SCRIVE A BRUXELLES: ANCHE QUEST'ANNO TORNERO' A SEMINARE MAIS OGM! 
Conferenza stampa dell'8 marzo sulla semina 2011
L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
Sostituto d'imposta
LA BATTAGLIA:
tutti i soldi in busta paga!

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Giorgio Fidenato. Skype

Clicca qui per scoprire come

ECCO LA SENTENZA DEL GIUDICE DI PORDENONE, PER LA QUALE ABBIAMO ATTESO UN ANNO, IN MERITO ALLA BATTAGLIA CHE STIAMO CONDUCENDO SUL SOSTITUTO D'IMPOSTA.

QUI LA NOTIZIA PER VOSTRI COMMENTI

SENTENZA-SOST.pdf 

L'aforisma

I dieci comandamenti contengono 279 parole, la Dichiarazione Americana d'Indipendenza 300 e le disposizioni della Comunità Europea sull'importazione di caramelle esattamente 25911. (FJS)
Il sondaggio
Quale futuro per il movimento libertario?
 
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