
di Luca F.
Mi sento l'obbligo personale di dover scrivere questo contro-articolo rispetto a quanto Piombini ha scritto ne Il vero cristiano è anarcocapitalista! in quanto reputo per i contenuti espressi dall'autore che ci possano essere facili equivoci circa il pensiero, la natura e il fondamento anarcocapitalista e la sua commistione con il cristianesimo.
Inoltre reputo che come tutti gli articoli aventi sfondo religioso di Guglielmo Piombini, questi pare voglia porre una preconcetta tesi facilmente smentibile circa la superiorità e il requisito di cristianità che un libertario dovrebbe avere per essere anarcocapitalista.
Dato che il sottoscritto non si reputa cristiano ma ateo e dato che la tradizione del libertarianismo americano non è assimilabile al solo pensiero cristiano (sia esso cattolico che protestante) così pure quella di molti italiani, appare evidente come il titolo dell'articolo scelto da Piombini sia oltre che provocatorio certamente posto in termini di malafede verso i non credenti o i diversamente credenti, da un punto di vista evidentemente paleolibertario e paleoconservatore anni '80-'90.
Il problema però non è soltanto meramente identitario ma anche contenutistico in quanto Piombini afferma banalmente come dati di fatto scontati questioni teologiche, storiche e religiose certamente comunemente intese ma che non sono propriamente corrette da un punto di vista di critica teologica, storia della religione cristiana e finanche sul piano della filosofia.
Sono sicuro che in molti non condivideranno quanto da me scritto ed è palese che ognuno possa pensarla diversamente anche dal sottoscritto e dalle tesi qua esposte ma ritengo necessario porre questo contro-canto alle tesi paleolibertarie di Piombini in quanto scorrette sia a livello formale che a livello di coerenza logica.
Anzitutto mi pare evidente come l'autore non sottolinei la difformità tra il proprio credo individuale verso un dio avente attributi cristiani e l'essere cristiano come appartenenza rituale e collettiva ad un orientamento religioso canonico (cattolicesimo, papismo, protestantesimo in tutte le sue varie forme).
Questo a mio parere è un aspetto molto grave dato che Piombini così facendo lascia equivocare (e ammicca palesemente) verso il lettore, in particolare italico visto il contesto, la possibilità che a fronte di una società degenerata dallo Stato solo e necessariamente all'interno delle istituzioni cristiane (palesemente stataliste come il Vaticano alias Chiesa Cattolica) ci possa essere quell'oasi di libertà e di rispetto dei valori capitalistici di mercato e individuali che i senzadio giacobini e socialisti hanno così instaurato contro-natura nello Stato (magari a detrimento della Chiesa e della religione, salvo poi porre l'8*1000 e il finanziamento pubblico all'editoria cattolica)!!!.
Quindi mi pare evidente come il suo discorso benché voglia apparire anarchico-cristiano (o libertario cristiano) voglia in realtà essere alquanto democristiano-libertario (e non è la stessa cosa!) ponendo la questione entro una disamina alquanto giustificazionista nei confronti del cristianesimo e della sua storia per come si è da sempre codificata e rappresentata soprattutto in un paese cattolico non abituato al settarismo o all'enclavismo religioso spinto.
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di Arturo Doilo
Basterebbe aver letto Max Nordau, il libro curato dal professor Alessandro Vitale intitolato “Burocrati e parassiti", per sapere quali guasti arrecano le mezze maniche di Stato. Basterebbe aver fatto l’imprenditore, anche piccolo, per toccare con mano la purulenza statale sotto forma di impiegato pubblico. Ma è sufficiente voler alzare di un piano la propria casa per incappare nelle scartoffie “legali” che una pletora di salariati con le tasse fanno girare fra un tavolo e l’altro dei loro uffici.
Ora, la “Confartigianato” ha deciso di quantificare i guasti di cui sopra: “La burocrazia fa bruciare alle imprese 16,6 miliardi di euro ogni anno. Secondo l’ufficio studi le aziende dei settori manifatturiero, costruzioni e servizi bruciano 16,629 miliardi di euro l’anno, pari a circa un punto di Pil, equivalente ad un costo medio per azienda di 12.334 euro. E la quota maggiore di questi oneri, pari al 76,3%, è a carico delle microimprese con meno di dieci dipendenti. Tutto ciò condanna l'Italia al penultimo posto tra le 30 economie avanzate per la facilità di fare impresa, davanti solo alla Grecia, e al 78° posto nella classifica mondiale”.
Più di mille euro al mese di soli costi burocratici, vi rendete conto?
A questo si deve aggiungere che ogni impresa ha, inoltre, un socio chiamato Stato che depreda tra il 50 e l’80% del frutto del suo lavoro. Già, l’80%, come riportato la scorsa settimana in un lungo articolo sul Sole24Ore dedicato ai costi dell’IRAP, una gabella a dir poco tirannica. Riportava il giornale di Confindustria che talune imprese, sono costrette a pagare sino all’80 percento di tasse.
Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Agosto 2010 06:50)
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COMUNICATO STAMPA
Oggetto: risposta all'articolo apparso su Il Messaggero Veneto del 19 agosto 2010
Si vuole intervenire in replica all'articolo apparso su Il Messaggero Veneto del 19 agosto 2010.
La ricostruzione fatta dall'agricoltore Pierangelo Spagnolo è, a dir poco, alquanto fantasiosa.
Innanzitutto siamo convinti che spetta ad ogni singolo imprenditore scoprire se l'opzione del mais OGM è economicamente valida. In secondo luogo gli imprenditori valutano anche la provenienza della fonte. Poiché il sig. Spagnolo è un noto ed importante esponente della Coldiretti e sapendo che la Coldiretti, quale importante sindacato agricolo che da oltre 60 anni, come lei stessa ama ripetere, condiziona la politica agricola di questo paese e vedendo le difficoltà in cui naviga l'agricoltura italiana attualmente, starei molto attento ad accettare consigli da detta fonte.
Si premette che i vantaggi degli OGM riguardano non solo il campo economico ma anche della salubrità delle produzioni. Per questioni di spazio limitiamoci ad analizzare gli aspetti economici citati nell'articolo.
Prendiamo 2 aspetti. La produzione ad ettaro e il prezzo del prodotto. Correttamente il redattore dell'articolo parla di un aumento di produzione stimato in 10%. C'è da sottolineare comunque che nell'unica prova portata avanti dalla stato italiano nel 2005 in un campo INRAN (vedi la relazione del Prof. Tommaso Maggiore sulla prova condotta presso Azienda didattico-sperimentale “A. Menozzi” - Cascina Marianna – LANDRIANO). Ebbene in questa prova è risultato che la media di 2 mais OGM rispetto ai loro omologhi isogenici sono state rispettivamente di 141,00 q.li/ha contro 110,00 e 159,00 q.li/ha contro 111,00.
Ma prendiamo per buono anche il solo aumento medio del 10,00%, ci balza subito agli occhi il valore attribuito al mais OGM rispetto al suo omologo isogenico. Ebbene l'autore parla che il prezzo è:”.....basato su un mercato fittizio, ma che corrisponde a quanto accade per la soia, con un gap del 20% di prezzo tra soia tradizionale e OGM...”. È singolare innanzitutto che venga preso questa comparazione quando si può andare sull'ISTAT o su USDA (ente americano del Ministero dell'Agricoltura di quel paese) e rilevare direttamente il prezzo del mais. Ebbene prendiamoli questi dati partendo dal assunto che è dal 1996 che si commercializza mais OGM.
Si potrebbe subito scoprire che in USA non si quota mais OGM o no ma solo mais.
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LA "MARCIA DEL MAIS" VARCA LA MANICA!
La “crociata” pro Ogm di Giorgio Fidenato finisce anche sulla stampa americana. Un articolo dell’International Herald Tribune di oggi è dedicato al presidente di Agricoltori federati che nei suoi campi vicino Pordenone ha piantato lo scorso 25 aprile delle piante di mais geneticamente modificato, in parte distrutte il 9 agosto scorso da un blitz dei no global.
“Più un attivista che un agricoltore – si legge nel pezzo a firma di Colleen Barry – la coltivazione di mais geneticamente modificato nel suo terreno di circa cinque ettari è un atto ribelle che lui spera possa essere uno stimolo per la legalizzazione di questo tipo di colture in Italia.
Da parte sua pone l’accento sui benefici: richiedono meno agenti chimici, hanno rese più alte e maggiori profitti. Fidenato – si legge ancora – in Italia deve affrontare una formidabile opposizione. I suoi avversari sono arrabbiati, organizzati e in alcuni casi pronti a impugnare la legge. Al contrario degli americani, la maggior parte degli europei sono fermamente contrari alla commercializzazione dei cibi geneticamente modificati.
Schierati contro Fidenato ci sono i funzionari dell’agricoltura, la maggiore lobby di agricoltori del paese, gruppi di consumatori, ambientalisti e no global”. Fidenato – si legge ancora sull’International Herald Tribune - dice di non essere preoccupato dalla minaccia di essere perseguito. Se non capiscono che è un diritto riconosciuto dall’Ue, che non abbiamo bisogno di autorizzazione, allora – chiosa - conosco agricoltori in tutta la pianura padana, dal Piemonte al Veneto, pronti a piantare mais Ogm”.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 19 Agosto 2010 16:57)
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di Frank Shostak
La cosidetta ripresa economica, che Krugman e molti cronisti attribuiscono al successo di politiche monetarie e fiscali sregolate durante il biennio 2008-2009, è solo un riflesso del pompaggio monetario della FED.
Anno dopo anno il tasso di crescita del bilancio della FED (pompaggio monetario) è salito al 152,8% a dicembre del 2008, dal 1,5% di febbraio dello stesso anno. Il ritmo di pompaggio è rimasto molto alto fino al 2009, rimanendo in sospeso al 125% da gennaio a settembre. Come risultato di ciò, il tasso annuale di crescita della quantità monetaria per gli Stati Uniti è saltato quasi al 33% a novembre 2008. Da dicembre 2008 a settembre 2009, il tasso di crescita annuale dell'indicatore monetario AMS è rimasto intorno al 22%.
Dal momento che gli indicatori economici riflettono la spesa monetaria, di conseguenza più sara forte il pompaggio monetario, più gli indicatori economici saranno forti. Ciò significa che l'espansione dei vari indicatori economici riflette un'indebolimento nel processo di formazione della ricchezza reale. Ancora molti cronisti, incluso Krugman, etichettano l'espansione monetaria una cosa buona (da notare che questa espansione è definita "ripresa economica").
Da ciò possiamo dedurre che un rallentamento nel ritmo di pompaggio sin da settembre dell'anno scorso è dietro l'attuale declino del tasso di crescita nei vari indicatori economici. Il calo nel tasso di espansione rallenta il tasso di danno al processo della formazione di ricchezza reale. Perciò il rallentamento dell'espansione dovrebbe essere preso come una buona notizia per l'economia (da notare che c'è un ritardo di tempo variabile tra i cambiamenti nell'espansione monetaria ed i cambiamenti nei vari indicatori economici). I tassi annuali di crescita del bilancio della FED e dell'AMS sono rimasti, rispettivamente, al 13,7% ed al 2,3% a giugno.
Ovviamente la FED può accelerare il ritmo di pompaggio imbarcandosi nell'acquisto smisurato di patrimoni. Questo denaro pompato, comunque, è poco probabile che entri nell'economia finchè le banche rimangono depresse (ignoriamo il caso in cui la FED compri patrimoni non dalle banche direttamente). Ora anche se il denaro pompato entra nell'economia, minerà solo ulteriormente il processo di formazione della riccheza reale e farà peggiorare di più il già disastrato paesaggio economico.
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di Paolo Tagini
Nella vita di questo Santo italiano avvenne una singolare e provvidenziale dimostrazione di abilità nell'uso della pistola. Questo episodio è ricordato negli Stati Uniti, mentre da noi è sconosciuto.
Quasi tutte le categorie professionali, o quelle dedite ad attività sportive o ludiche, hanno un santo protettore. È un'usanza comune e antica quella di ricercare legittimità e protezione in una figura che nella sua vita terrena ha raccolto meriti e benemerenze. Per quanto riguarda il settore armiero, non possiamo non ricordare sant'Uberto, protettore dei cacciatori, e santa Barbara, protettrice degli artificieri e degli artiglieri; manca però un santo cui siano devoti in via esclusiva i tiratori. O meglio, il santo ci sarebbe, ma il Vaticano non ha mai inteso accordargli tale particolare mansione, al contrario di diverse associazioni di tiratori degli Stati Uniti che riconoscono in San Gabriele Possenti il loro indiscusso protettore. Oltre alla National Rifle Association, esiste ad esempio la St. Gabriel Possenti Society, Inc. di Arlington (Virginia).
Il fatto singolare è che questo santo è italianissimo e da noi è più noto come San Gabriele dell'Addolorata; ufficialmente gli si riconosce il non certo trascurabile status di protettore della regione Abruzzo. Tuttavia, nell'agiografia di casa nostra non si fa quasi mai menzione di un fatto che caratterizza, in maniera molto importante per gli oplofili, la breve esistenza terrena di San Gabriele Possenti.
La vita Francesco Possenti nacque ad Assisi il 1° marzo 1838 in una famiglia aristocratica; il padre Sante, che ricopriva la carica di governatore dello Stato Pontificio, e la madre Agnese Frisciotti avviarono agli studi il giovane Francesco, descritto come di bell'aspetto, brillante in società, dedito alla caccia e molto colto. In seguito a una visione in cui la Madonna lo invitò a farsi religioso, il 21 settembre 1856 entrò come novizio nel convento dei Passionisti di Morrovalle (MC) e ricevette il nome di Gabriele dell'Addolorata. Dopo aver compiuto gli studi filosofici a Pieve Torina (MC), nel 1859 giunse a Isola del Gran Sasso (in provincia di Teramo) per completare in quel ritiro la sua preparazione teologica prima di ricevere gli ordini sacerdotali. Nel convento si distinse per devozione e bontà d'animo; pregava intere ore davanti al Crocifisso e mostrava un sentimento particolare per la Madonna dei sette Dolori cui aveva dedicato la sua vita religiosa. Ammalatosi di tubercolosi, si spense il 27 febbraio 1862. Fu sepolto nella fossa comune dei religiosi, all'interno della chiesa del Convento. La fama della sua santità si era intanto sparsa nei paesi circostanti e la sua tomba divenne presto meta di pellegrini e di devoti che vi ricevevano miracoli e guarigioni prodigiose. Nel 1892 iniziava la glorificazione di San Gabriele. Fu beatificato il 31 maggio 1908 nella basilica Vaticana; papa Benedetto XV lo canonizzò nel 1920. Nel 1959, papa Giovanni XXIII lo nominò patrono dell'Abruzzo (in quella regione trascorse i suoi due ultimi anni di vita), ove è festeggiato il 27 febbraio.
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