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di Luca Fusari
Ron Paul il congressista libertario del Texas ha trionfato per il secondo anno consecutivo alla CPAC (Conservative Political Action Conference) di Washington D.C. vincendo il sondaggio di gradimento presso una platea di oltre 4000 delegati a rappresentanza di molte delle sigle conservatrici e libertarie aderenti o vicine al Partito Repubblicano.
Il CPAC è una conferenza annuale, un meeting che vede la partecipazione delle varie correnti: paleocon, costituzionale, libertaria, neocon, social-conservatrice, conservatrice fiscale, religiosa; pur con un peso differente di adesione e rappresentanza, ognuna con il suo beniamino politico di riferimento ed è di fatto un importante momento di confronto e di discussione tra politici ed elettori teso specie nei periodi antecedenti all'inizio delle primarie per fare il punto della situazione dando un orientamento e una indicazione non vincolante dal basso verso la politica e i politici del GOP su quale direzione seguire nel corso dell'anno e su chi secondo loro è riuscito meglio a rappresentare lo spirito della base conservatrice attraverso le proprie idee ed operato.
Ron Paul ottenendo il 30% dei consensi con un +7% di gradimento rispetto al secondo classificato, l'ex governatore del Massachussetts Mitt Romney (arrivato al 23%) è al momento il principale favorito nel partito dell'elefante per le prossime primarie interne al partito in vista della sfida nel 2012 con Barack Obama.
Questo ovviamente non implica automaticamente che Ron Paul abbia già assicurata la nomination repubblicana o la vittoria sicura nelle primarie, tutt'altro, semmai certifica stabilmente come la base elettorale delle associazioni conservatrici sia ormai fortemente propensa a dar fiducia alle idee libertarie di libero mercato, isolazionismo, meno tasse, meno Stato, nel pieno rispetto dei dettami costituzionali dei Padri Fondatori e moneta sonante che da sempre sono proposte dal Dottore rispetto a quelle dello scorso decennio neoconservatore.
Come lo stesso Mitt Romney dimostra (vincitore del CPAC nel 2007, 2008, 2009), il giudizio uscente dalla conferenza non è risolutivo al fine di ottenere un sicuro successo nelle primarie e per la nomination finale del partito, anche se bisogna comunque registrare dal 2008 ad oggi il profondo e costante cambiamento degli equilibri interni al GOP entro le sue componenti di base in termini di giudizi politici rispetto ai propri candidati e politici di partito.
Ron Paul è un candidato da sempre fuori dagli stereotipati schemi dei massmedia quando si parla di Repubblicani e di politiche di centrodestra americane.
Egli non è uno statalista, è da sempre contrario al Patrioct Act, al carcere di Guantanamo e alle torture dei suoi prigionieri, alla guerra in Iraq, chiede il ritiro delle truppe dall'Afghanistan, ha difeso recentemente WikiLeaks, ed è contro il complesso militar-industriale del Pentagono, è tra i pochi che si sono rifiutati di approvare i salvataggi economico-finanziari sia di Bush jr che di Obama.
Pur essendo personalmente contrario all'aborto è però contrario all'emanazione di legislazioni vincolanti (siano esse pro-life o pro-choice) da parte della Corte Suprema o dal Governo centrale, preferendo che i singoli Stati e i singoli individui decidano localmente in loro coscienza, è favorevole a molte libertà individuali tra cui la liberalizzazione-depenalizzazione delle droghe e dell'alcool e della prostituzione.
E' insomma un candidato che pur mantenendosi nel filone moderato della Old Right americana libertaria- paleoconservatrice, riesce ad ottenere un ampio riscontro presso i giovani, gli indipendenti.
Il fatto che il CPAC negli ultimi due anni abbia designato Ron Paul e tali idee professate da sempre pubblicamente, dimostra come tali idee non siano più né marginali né “destabilizzanti” presso i conservatori, anzi al contrario tali politiche da sempre sono il background dei veri conservatori a fronte della deriva neocon che di fatto ha a lungo impropriamente egemonizzato il GOP rendendolo impopolare e molto simile alla tradizione del Partito Democratico.
Non a caso anche in questo CPAC si sono avuti momenti di tensione tra le due principali anime del partito, l'alleanza paleoconservatrice-libertaria e i neoconservatori.
Il momento più alto e significativo che ben ha dimostrato la durezza dello scontro interno tra queste fazioni è avvenuto nei giorni antecedenti con le proteste veementi in platea dei sostenitori libertari e paleocon vicini alle associazioni e siti web quali Antiwar.com e Campaign for Liberty, nel giorno dedicato ai neocon, nei confronti dell'ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld e sopratutto per l'ex vicepresidente americano uscente Dick Cheney, additandoli come "criminali di guerra" per l'invasione militare incostituzionale e priva di motivazioni dell'Iraq.
Non è forse un caso che come rappresaglia l'associazione dei giovani neocon, la YAF (Young American Freedom da cui negli anni '70 nacque la prima frattura tra neocon e libertari circa l'appoggio della Guerra del Vietnam) abbia in questi giorni epurato Ron Paul dal suo direttivo, dichiarandolo persona non gradita e non in linea con “la difesa patriottica della Nazione” (leggasi sostegno alle tesi militariste e di spesa militare).
Anche il risultato finale del CPAC 2011 ha dimostrato non solo la storica frattura insanabile tra paleocon-libertari e neocon ma anche una debolezza interna tra le frazioni che si oppongono da sempre alle tesi paleocon-libertarie del Dottore che certo fa ben sperare in vista del 2012.
Sebbene sia Ron Paul che Mitt Romney rispetto ai risultati del precedente CPAC 2010 si siano mantenuti su livelli costanti (rispettivamente 31% contro il 21%), il primo ha dimostrato di poter contare su una maggior coesa e convinta base di supporto nella base conservatrice rispetto a Mitt Romney.
Romney è senza dubbio la massima rappresentazione dell'establishment di partito, neocon con legami nella tradizione social-conservatrice del partito, pur essendo mormone (e quindi inviso a gran parte della Destra religiosa evangelica) non disdegna di strizzare l'occhio a un certo paternalismo religioso.
Romney durante il suo mandato di Governatore nel liberal Massachussetts ha approvato una riforma sanitaria statale che di fatto, come anche il Cato Institute ha dimostrato nei mesi scorsi, è servita come modello per quella di Obama invisa da molti americani votanti il GOP.
Appare evidente che con tale pedigree Romney non sia riuscito a catalizzare e avvicinare a sé i voti di molte associazioni e gruppi di interessi legati anche alla destra religiosa e social-conservatrice le quali anche quest'anno ha preferito votare per candidati poco rappresentativi di parte, disperdendo i voti e favorendo così la vittoria di Ron Paul.
Non è quindi fantasioso immaginare che in assenza di un leader uscente favorito, tale situazione possa ripresentarsi anche quando le primarie del GOP avranno inizio prossimamente.
I molti esponenti politici neocon e social-conservatori che ambiscono alla nomination del partito, potrebbero danneggiarsi tra loro (data la loro similarità ideologica e di contenuti) a lungo specie se non avverrà una selezione dopo le prime primarie e prima del tradizionale SuperMartedì; e questo teoricamente potrebbe andare tutto a favore di Ron Paul.
Bisogna però ricordare ad onor di cronaca che sebbene il CPAC sia la principale piattaforma di confronto del mondo conservatore americano, non è l'unica.
Nei prossimi mesi a livello nazionale e locale vi saranno altri eventi e manifestazioni di analogo tipo dove senza dubbio le altre fazioni e correnti di partito potranno riemergere e determinare un risultato e un andamento a sfavore del Dottor Paul.
La strada è ancora lunga e la sfida dei caucus e delle primarie deve ancora iniziare e non è scontata come happy ending, così come non è ancora scontata (sebbene in molti dubitino un differente esito) la partecipazione di Ron Paul per le presidenziali del 2012.
Nelle settimane scorse sono circolate alcune voci (forse di disturbo o per tastare il polso tra i sostenitori) che ipotizzavano nel 2012 anche una possibile corsa per il senato americano di Ron Paul al fine di dar man forte al figlio Rand Paul (senatore per il Kentucky) fresco vincitore della nomina durante l'ultimo midterm e tra i più applauditi anche al CPAC 2011 durante la giornata dedicata all'ala movimentista dei Tea Party durante il suo intervento.
In molti dubitano che Ron Paul possa mirare veramente al Senato, tanto più dopo una simile perentoria affermazione al CPAC 2011 con enormi ricadute su base nazionale.
Quel che è al momento certo è la sua prossima pubblicazione nell'aprile di quest'anno in America del suo un nuovo libro: “Liberty Defined: The 50 Urgent Issues That Affect Our Freedom” quale libro vademecum di proposte libertarie da porre in atto sul piano pratico in relazione alle principali problematiche da affrontare in politica ma non solo.
Tale libro senz'altro potrebbe riprodurre e incrementare il già forte effetto di mobilitazione e di sostegno delle idee libertarie presso la popolazione americana, diventando di fatto la cartina tornasole per un nuovo clamoroso successo paragonabile a quello del 2008 di The Revolution A manifesto (tradotto in italiano come La terza America. Un manifesto La terza America. Un manifesto dall'editore Liberilibri) che certo contribuì in parte a determinare il boom di donazioni e di consensi presso i giovani e la rete attorno al suo movimento Campaign for Liberty, per il ritorno in auge delle idee di Libertà seguendo l'esempio dei Padri Fondatori americani; di End the Fed (Abolire la banca centrale Abolire la banca centrale edito in italiano sempre da Liberilibri) nel 2009, facendo comprendere a molti la questione monetaria in assenza di un gold standard, dei danni arrecati dalla fiat money e le gravi responsabilità della Federal Reserve nella crisi economica internazionale ancora in corso anche negli Usa.
Il libro ha permesso di avvicinare molta gente alle idee economiche austriache e alla richiesta petizioni di Audit the Fed, le quali hanno permesso a Ron Paul di giungere a presiedere il Financial Services Subcommittee on Domestic Monetary Policy del Congresso, atto a monitorare e limitare l'attività nefasta della FED.
Sebbene Ron Paul debba ancora confermare sia la sua partecipazione per il 2012 (anche se tutti la danno per scontata specie dopo tale prestigioso risultato recente), sia la sua corsa all'interno del Partito Repubblicano anziché presso un terzo partito o una piattaforma indipendente (qualora accadessero ancora le strane manovre interne al partito tese a boicottarlo mediaticamente come avvenne nel 2008 al fine di pilotare l'esito dei consensi entro le primarie), senza dubbio bisogna porre un'analisi più generale dell'ottima salute politica che godono le idee libertarie registrando presso il recente CPAC conclusosi anche l'affermazione di Gary Johnson al terzo posto tra i gradimenti della platea (con un buon 6%).
Gary Johnson è l'ex governatore del New Mexico (dal 1995 al 2003) ed è stato il primo e unico rappresentante libertario del RLC (Republican Liberty Caucus, l'organizzazione politica libertaria di rappresentanza degli esponenti del GOP, alla quale però Ron Paul non aderisce direttamente) ad ottenere un significativo consenso presso la platea.
Gary Johnson viene da molti considerato l'erede politico di Ron Paul (e sicuramente la prima scelta da sostenere qualora il Dottore non dovesse correre alle elezioni presidenziali), egli è da sempre favorevole ad una legislazione che depenalizzi l’uso della marijuana, per una riduzione della presenza dello Stato nella vita dei cittadini, e per una politica estera non interventista.
Il fatto che anch'egli abbia avuto un ottimo piazzamento, subito alle spalle di Ron Paul e di Mitt Romney dimostra come dal CPAC tali tesi favorevoli alla riduzione dello statalismo nel partito come nella società americana abbiano ottenuto un ampio riscontro (del 36% complessivo) e come di fatto Sarah Palin, Newt Gingrich, Pawlenty, Huckabee e altri candidati molto spesso strumentalmente e impropriamente strombazzati dai massmedia sia d'Oltreoceano che nostrani a vario titolo in realtà contino molto poco entro le dinamiche del consenso politico nella società conservatrice (per la cronaca Sarah Palin ha chiuso al 9° posto con un insignificante 3% con un -4% di consensi rispetto al consenso del 2010, il che dice tutto sul suo appeal politico in caduta libera presso i conservatori e i delegati tea partier)!.
Tant'è che il risultato del CPAC ha nettamente capovolto quanto in precedenza i sondaggi di Gallup, Rasmussen o NYT attestavano: Ron Paul a un 7-9% mentre gente come Palin al 25 e addirittura Huckabee al 17% dietro a un ""mostro sacro"" come Romney in un solitario 35%...
La realtà del CPAC e dei suoi delegati hanno dimostrato direttamente una realtà ben diversa da quella dei sondaggi telefonici o delle manovre atte a manipolare e creare il consenso fittizio tra gli americani...
Certo è pur vero che l'ambiente CPAC fosse favorevole a Ron Paul dato che la mobilitazione dei paleocon-libertari è stata massiccia e ben organizzata per tempo, e come di fatto molte sigle più reazionarie, militariste, stataliste o bigotte abbiano preventivamente disertato l'evento; d'altronde nell'arco dell'anno si terranno anche altri eventi simili da parte delle altre fazioni della galassia GOP che ovviamente daranno risultati differenti a seconda dei loro beniamini e della loro composizione ideologica.
Bisogna però sottolineare come tale risultato avrà però senza dubbio un forte e inevitabile peso mediatico a livello di comunicazione in particolare presso i migliaia di Tea party sparsi negli Usa e presso i conservatori veri, gli indipendenti e i giovani fondamentali per vincere le sfide che contano (come dimostrano le ultime elezioni).
Ron Paul è un candidato che per le sue idee libertarie trova possibili sponde di ricezione in varie tematiche a destra (nell'economia) che in una certa sinistra pacifista (specie negli esteri)
Il fatto che dopo l'era Bush jr, Ron Paul abbia continuato a opporsi coerentemente ai provvedimenti interni ed esteri approvati anche da Obama (rivalutandosi presso gran parte del pubblico americano conservatore, il quale cooptato dai neocon avevano creduto ad un possibile gioco di sponda tra il Dottore e i Democratici atto a far perdere il GOP!).
Inoltre rispetto all'anno scorso e al 2008 anche i media tradizionalmente liberal hanno più cautamente colto e valutato significativamente con grande enfasi la recente vittoria di Ron Paul al CPAC 2011.
Certo è possibile che i media liberal vogliano creare tensioni interne (come se già non c'è ne fossero!) ai Repubblicani esaltando Ron Paul al fine di colpire i neocon e creare divisioni interne al fine di favorire una rielezione di Obama nel 2012, però è anche possibile che i media dopo la batosta Democrats del midterm stiano finalmente cercando di comprendere con maggior obbiettività cosa stia accadendo nelle file dell'opposizione in termini di issues proposte ed emergenti non necessariamente per ricalibrare il fuoco di sbarramento “senza se e senza ma”.
Se nel 2008 l'intellighenzia di sinistra liberal-pacifista sostenevano Obama come un “Messiah” al fine di porre utopicamente termine alle guerre in Iraq e in Afghanistan, ora nel 2011 si stanno accorgendo come Obama sia pari a Bush jr, e segua la sua stessa agenda estera, mentre sul piano interno l'attuale inquilino si stia rivelando ancor più nefasto del suo predecessore nella promozione di politiche tese al controllo del web e a limitare le libertà civili costituzionali.
Loro stessi non sanno più cosa pensare (ben sapendo che c'è lo spauracchio Hillary alle porte del loro partito come “”alternativa””) e di fatto non sanno più se fidarsi dei loro stessi esponenti politici.
Può darsi che l'ala pacifista della sinistra possa votare Ron Paul come voto di protesta entro una resa dei conti dentro ai Democratici.
Se poi Obama virasse al centro e facesse qualche flip flop retorico di troppo al fine di garantirsi una possibile riconferma, neppure lui avrebbe vita facile con una possibile astensione di gran parte del suo elettorato più ideologico.
Il fatto che Ron Paul si ponga in contrasto con i neocon sugli esteri e sull'economia con parte del suo partito può portare ad una insperata convergenza elettorale sinistra-destra.
Sta quindi lentamente crollando presso i massmedia il mito del “buon Democratico” contro “i cattivi Repubblicani”, e questo deriva anche dall'enorme movimento di controinformazione e di protesta venutosi spontaneamente a generare nel web americano come canale di comunicazione e di aggregazione attorno alle idee libertarie contro il Governo Obama ma anche contro le idee dell'establishment GOP.
I Tea party di Rand Paul e la Campaign for Liberty di Ron Paul sono fenomeni politici spontanei nati non a caso prima sul web dall'attivismo di migliaia di internauti amanti del Governo minimo e della Libertà e in seguito fisicamente anche in tutti gli Usa.
Anche i massmedia più ideologizzati e vicini all'establishment GOP o Democrats non possono più negare l'esistenza di tali realtà fuori e dentro la rete se non vogliono essere totalmente bypassati come ascolto, specie a fronte delle dubbie capacità di Obama da loro professate sul piano pratico.
Insomma i segnali lanciati dal fenomeno dei Tea party, dal crollo di popolarità di Obama e dei Democratici nella società americana, e ora dalla bocciatura clamorosa dell'establishment GOP al CPAC, dimostra il progressivo logoramento delle vecchie logiche politicanti anche negli Usa.
Sta emergendo dal basso e presso la base conservatrice una necessità di vera speranza che tenda ad una maggior libertà dell'individuo rispetto allo Stato, con una maggior libertà economica del contribuente e di chi produce a fronte della inutilità e inefficienza di enti federali burocratici parassitari.
E' pensiero condiviso e necessario che i politici debbano attuare meno logiche politicanti e di apparato e più politiche di riduzione della spesa pubblica e delle tasse al fine di evitare il default passando anche attraverso una modifica sensibile della politica estera e monetaria americana ponendo rispettivamente i diritti naturali costituzionali sanciti dai Padri Fondatori americani, il libero mercato e una sana moneta come precetti di pacifica relazione con gli altri Paesi del mondo.
Noi del Movimento Libertario auspichiamo al pari della platea CPAC 2011 che a fronte di una situazione economica che al momento non riserva molto ottimismo e fiducia di ripresa, Ron Paul nel 2012 possa concretamente realizzare e attuare quella r3VOLution da sempre da lui promossa quale rivolta d'Atlante di chi vuole vivere in un'America che sia effettivamente la terra dei giusti e di coloro i quali amano la vera Libertà.
 
Commenti (4)
per Spartaco
4 Giovedì 17 Febbraio 2011 08:33
LucaF.
Lei è ossessionato dal sottoscritto (l'ho già capito!) dato che continua a non andarle a genio quanto scrivo (prima la mia analisi su Reagan ora Ron Paul) la cosa è lecita ma non gratuita se qua si vuole sfottere il sottoscritto e i libertari.
Le ho già ribadito che non sono un Radicale (sebbene non abbia nulla da ribadire nei confronti delle persone le quali seguono o si riconoscono in tale movimento politico).
Inoltre io non so lei cosa ritiene essere un "libertario" (forse pensa che un libertario sia equivalente a un berlusconiano o a un democristiano ma le assicuro che non è così e farebbe bene ad uscire da tale schemino mentale) ma certamente quanto ho qua scritto nell'articolo (con tanto di link, se li cerca nel testo li trova) sono informazioni che lei potrà benissimo leggere anche sulla rete nella scheda relativa alle politiche di Ron Paul in Wikipedia nella versione inglese.
Le faccio presente che Ron Paul sta anche promuovendo alleanze con Nader e cerca chiaramente di promuovere il suo messaggio presso l'ala pacifista come dimostra anche questo filmato di pochi giorni fa.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=y1sLk5_-lWE
Francamente la cosa non mi preoccupa minimamente, dato che la coerenza di Ron Paul e i suoi principi, sono certamente superiori per credibilità ai suoi.
Ron Paul ha vinto per due anni il CPAC e al momento è tra i favoriti per le primarie del partito Repubblicano proponendo tali proposte.
Le sue sono chiacchiere al vento del decennio scorso...
I tempi cambiano farebbe bene a cambiare idea e opinione sui libertarian e su Ron Paul oppure guardi ad altro....
meno radicali liberi
3 Giovedì 17 Febbraio 2011 07:37
SPARTACO
In questo articolo si dipinge Ron Paul come una specie di radicale libero, spero proprio che non sia così, un radicale libero non ha nessuna possibilità di vincere le primarie repubblicane, un libertario forse si.
Elezioni 2012
2 Mercoledì 16 Febbraio 2011 06:42
alessandro Molteni
Caro Leonardo,
Noto con piacere che sei l'unico in Europa che non dà per scontato che Obama vincerà le Primarie Democratiche. C'è la possibilità che sia mangiato dall'ala più estrema (left) del suo stesso partito.
da noi non potra' mai succedere
1 Martedì 15 Febbraio 2011 21:12
rik
Leggendo questo articolo,non ho potuto non fare un raffronto con la classe politica nostrana e cio' mi ha maggiormente depresso lo spirito,per la condanna del destino che mi obbliga a vivere in questo maledetto paese.

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

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Sbugiardati gli oscurantisti: GLI ISPETTORI CONFERMANO: "ZERO COMMISTIONE"!
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Conferenza stampa dell'8 marzo sulla semina 2011
L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
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