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di Leonardo Facco
Uno dei fenomeni che tanto han fatto presa sull’opinione pubblica italiana (basti pensare che Annozero li ha subito portati al centro dell’attenzione) è quello dei giovani spagnoli scesi in piazza urlando a squarciagola uno slogan: “Democracia Real Ya”! Si tratta di persone di ogni età e non inquadrati in nessun partito politico (il che non significa senza idee politiche). E’ il movimento del 15-M (Maggio), nato piccolo e che ha raggiunto dimensioni da non sottovalutare.
Il centro della rivolta è “Puerta del Sol”, a Madrid. Su facebook ho trovato la traduzione del loro “programma politico (qui il link originale http://www.democraciarealya.es/?page_id=234) e lo riporto di seguito, con i miei personalissimi commenti (in rosso).
 
1-Eliminazione dei privilegi della classe politica:
  • Stretto controllo sull’assenteismo. Istituzioni di sanzioni specifiche per chi non onori le proprie funzioni pubbliche.
  • Eliminazione dei privilegi nel pagamento delle tasse, nel conteggio dei contributi lavorativi e nel calcolo degli anni per ottenere la pensione. Equiparazione dello stipendio degli eletti al salario medio spagnolo con la sola aggiunta dei rimborsi indispensabili all’esercizio delle funzioni pubbliche.
  • Eliminazione dell’immunità associata all’incarico. I delitti di corruzione non si prescrivono.
  • Pubblicazione obbligatoria del patrimonio di chiunque ricopra incarichi pubblici.
  • Riduzione degli incarichi “a chiamata diretta”.
Un classico del populismo, nulla di nuovo. Del resto lo sappiamo anche noi da sempre che il governo non è la soluzione, ma il problema. Eppure, in queste rivendicazioni appare già un pizzico di quell’invidia collettivista che mira sempre al portafoglio altrui.
2-Contro la disoccupazione:
  • Ridistribuzione del lavoro stimolando la riduzione della giornata lavorativa e la contrattazione fino ad abbattere la disoccupazione strutturale (sarebbe a dire raggiungere un tasso di disoccupazione inferiore al 5%)
  • In pensione ai 65 anni e nessun aumento dell’età pensionabile fino all’eliminazione della disoccupazione giovanile.
  • Vantaggi per le imprese con meno del 10% di contratti a tempo.
  • Sicurezza nel lavoro: divieto del licenziamento collettivi o per cause oggettive nelle grandi imprese che non siano in deficit, controlli fiscali alle grandi imprese per evitare il lavoro a tempo determinato quando invece potrebbero assumere a tempo indeterminato.
  • Reintroduzione dell’aiuto di 426 euro a persona/mese per i disoccupati storici.
Qui siamo già entrati – a gamba tesa – nel corollario delle più bieche proposte di stampo comunista-socialista, incarnate nell’idea che dei bravi pianificatori dovrebbero garantire il paradiso alla classe operaia, da conquistare a suon di promesse assurde e privilegi.
3-Diritto alla casa:
  • Esproprio statale delle case costruite in forma massiva e che non siano state vendute: diventeranno case popolari.
  • Aiuti per l’affitto ai giovani e a chiunque si incontri in condizioni di bassa disponibilità economica.
  • Si permetta, in caso di impossibilità nel pagare l’ipoteca, la sola riconsegna della casa.
Statalismo allo stato puro, rivendicazioni degne dell’Unione Sovietica!
4-Servizi pubblici di qualità:
  • Eliminazione delle spese inutili delle amministrazioni pubbliche e creazione di un organo indipendente di controllo dei bilanci e delle spese.
  • Assunzione di tutto il personale sanitario in attesa di assunzione.
  • Assunzione del personale in attesa nel settore dell’educazione per garantire una giusta proporzione alunni/insegnanti, un adeguato numero di professori di supplenza e i professori di appoggio (ndr ai diversamente abili).
  • Riduzione delle tasse universitarie ed equiparazione dei prezzi dei master a quelli della normale carriera universitaria.
  • Finanziamento pubblico alla ricerca per garantirne l’indipendenza
  • Trasporto pubblico poco costoso, di qualità ed eco-sostenibile: reintroduzione dei treni che ora vengono eliminati per far spazio all’alta velocità ed quindi dei relativi prezzi originari. Riduzione dei prezzi degli abbonamenti al trasporto pubblico, riduzione del traffico su gomma all’interno dei centri urbani, costruzione di piste ciclabili.
  • Servizi sociali locali: applicazione definitiva della Ley de Dependencia (assistenza alle persone dipendenti, per malattia o vecchiaia), istituzioni delle reti di assistenza locali e municipali e dei servizi locali di mediazione e tutela.
L’ultima volta che ho sentito avanzare rivendicazioni di questo genere, le bocche da cui uscivano erano quelle di Bertinotti, Diliberto, Vendola. Sono invece state il caposaldo di importanti paesi che le hanno applicate: Cuba, la Corea del Nord e la Birmania!
5-Controllo delle banche:
  • Divieto di qualsiasi tipo di salvataggio o iniezione di capitale pubblico. Le banche in difficoltà dovranno fallire o essere nazionalizzate per tramutarsi in banche pubbliche sotto controllo sociale.
  • Aumento della tassazione alle banche in forma proporzionale alla spesa sociale provocata a conseguenza della cattiva gestione finanziaria.
  • Restituzione alle finanze pubbliche dei prestiti statali concessi nel tempo.
  • Le banche spagnole non possono investire nei paradisi fiscali.
  • Sanzioni nei casi di cattiva prassi bancaria e di speculazione.
6- Fisco:
  • Aumento delle detrazioni d’imposta sui grandi capitali e le entità bancarie.
  • Eliminazione del Sicav (società d’investimento a capitale variabile)
  • Reintroduzione della tassa sul patrimonio.
  • Controllo reale ed effettivo sulle frodi fiscali e sulla fuga di patrimoni verso i paradisi fiscali.
  • Proporre la “Tobin-Tax” a livello internazionale.
E’, ovviamente, in materia fiscale che si ha la cifra delle idee politiche di questi giovinastri sfuggiti ai centri sociali. Parole come Tobin Tax, no ai paradisi fiscali, più tasse per le banche denotano tre caratteristiche: a) Totale mancanza di una teoria economica anche solo vagamente liberale (non parliamo del problema dei problemi che riguarda la moneta fiat); b) Non aver capito che non esiste libertà politica senza libertà economica; c) Riproporre soluzioni di stampo iper-statalista, dimenticando ogni principio che fa riferimento alle libertà individuali.
7-Libertà civili e democrazia partecipativa:
  • No al controllo di Internet. Abolizione della legge Sinde (che disciplina diversi aspetti del diritto d’autore in Rete e del peer to peer)
  • Protezione della libertà d’informazione e del giornalismo d’investigazione.
  • Istituzione di referendum obbligatori e vincolanti per questioni di grande importanza e che modificano le condizioni generali di vita dei cittadini.
  • Istituzione di referendum obbligatori prima dell’introduzione e l’applicazione delle norme europee.
  • Modifica della legge elettorale per garantire un sistema veramente rappresentativo e proporzionale e che non discrimini nessunn partito politico nè volontà popolare, una nuova legge elettorale che veda rappresentati anche i voti in bianco o quelli nulli.
  • Indipendenza del Potere Giudiziario: riforma del Ministero della Giustizia per garantirne l’indipendenza, il Potere Esecutivo non potrà nominare membri  del Tribunale Costituzionale o del Consiglio Generale del Potere Giuridico (il CSM italiano).
  • Presenza di meccanismi effettivi che garantiscano democrazia interna ai partiti politici.
Chiedono più parlamentarismo e democrazia, ovvero ciò che del problema è la causa. Per il resto, le solite lamentele, che un qualsiasi “popolo viola” propone da anni nelle piazze italiane.
6-Riduzione delle spese militari.
Su questo punto concordo sinceramente. Del resto, lo abbiamo sempre detto che “la guerra è la salute dello Stato”!
In conclusione, dovendo esprimere un parere generale su questo fenomeno politico che ha calcato e sta calcando le piazza spagnole, prendo a prestito le parole di Thays Peñalver, che ha intitolato il suo editoriale su “El Universal” di Caracas, relativo proprio ai giovani madrileni in rivolta, con queste parole: “La idiotez a las Puertas del Sol”. Traduzione? “L’idiozia è alle Porte del Sole!
Se la nostra libertà dovesse dipendere dalle rivendicazioni di questi ragazzotti “invasati di statalismo” staremmo freschi!
 
Commenti (17)
hanno dimenticato un punto
17 Martedì 31 Maggio 2011 09:35
Caber
"raddoppio della pressione fiscale per far fronte agli impegni di spesa delle presenti proposte"

(tra l'altro non ho capito cosa facciano di male le SICAV)
x Facco
16 Lunedì 30 Maggio 2011 12:05
rik
in linea di principio sono d'accordo conle tue considerazioni,ma certamente sono giustificabili anche se non condivisibili certe soluzioni proposte dai manifestanti.Il fatto e' che la rreazione e direttamente proporzionale ad una somma di garvi ingiustizie nella quale soccombe la parte piu' debole della gente,di quella gente che manifesta anche spesso senza sapere quello che dice,ma cosciente di vivere faticosamente con sacrificio la vita quotidian a che ad altri e' cosi' favorevole.Prima di parlare di principi o filosofia bisogna avere la pancia piena,anche perche' cosi' si puo' avere una visione meno ''distorta'' della realta';come dice Pannella ''non c'e' pase senza giustizia e non c'e' giustizia senza pace''.
link
15 Lunedì 30 Maggio 2011 08:06
ConoscenzaPower
Io rappresento la vostra attenzione il film:
La strategia di lunga durata di superamento dell'islam coranico dagli padroni del progetto Bibbia
http://www.youtube.com/watch?v=hcYI9GtNLeE
Sei principi della manipolazione globale
http://www.youtube.com/watch?v=0fF3TQ0lJnU
film
14 Lunedì 30 Maggio 2011 08:03
ConoscenzaPower
Io rappresento la vostra attenzione il film:
La strategia di lunga durata di superamento dell'islam coranico dagli padroni del progetto Bibbia
Sei principi della manipolazione globale
GRILLO
13 Lunedì 30 Maggio 2011 07:31
jACKsPARROW
Anch'io la penso allo stesso modo, i grillini sono collettivisti, non amano la libertà individuale ed i suoi principi
Movimento 5 Stalle
12 Domenica 29 Maggio 2011 19:54
andrea
Direi che il programma economico(ma non solo questo), del ciccione, imbonitore e super populista Giuseppe Grillo, ha molto in comune con le idee dei giovani francazzisti spagnoli.
"
ECONOMIA

• Introduzione della class action
• Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
• Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società
quotate
• Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
• Abolizione della legge Biagi
• Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente
mercato interno
• Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
• Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una
compartecipazione alle eventuali perdite
• Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se
questa si è resa responsabile di gravi reati
• Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
• Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle
aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
• Abolizione delle stock option
• Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset,
Ferrovie dello Stato
• Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi
europei
• Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e
con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
servizi senza bisogno di intermediari
• Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come
amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
• Favorire le produzioni locali
• Sostenere le società no profit
• Sussidio di disoccupazione garantito
• Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia)."
in effetti mi rammenta gli anni settanta ...
11 Domenica 29 Maggio 2011 19:04
Maciknight
... quando si prendevano i voti collettivi per elaborati di gruppo (nei quali a lavorare, proporre e sviluppare idee erano sempre gli stessi e gli altri parassitavano), come se avessero dovuto produrre un compito in classe collettivo dando sfogo ai propri desideri, con i pochi strumenti culturali di cui lo stato li aveva dotati, il risultato non poteva essere diverso, trail penoso ed il patetico, con qualche cosa di positivo ma utopico
cazzi loro
10 Domenica 29 Maggio 2011 18:15
Pablo
Penso che il popolo capra.......... va al pascolo senza il cane.
Vanno a votare senza sapere che stanno delegando a qualche bastardo fannullone che nel libero mercato sarebbe spazzato via, (politico)il potere di scegliere al posto loro.

Cazzoni che si devono tenere il sistema che hanno tutelato e creato.

Siamo in merda, be è esattamente l'espressione di quel cazzo di merda di popolo che siamo.
Cazzi loro e di quelli come loro. Non me ne frega un cazzo. Gli hanno votati loro. Se li tengano come noi ci teniamo le casalinghe di milano (Moratti).

Fanno il nostro bene, peccato che son tutti milionari e il popolo ha un debito sempre più grosso.



Pablo
a Paolo Cintolesi
9 Domenica 29 Maggio 2011 18:03
Leo A.d. ML
Caro Paolo, non diventerò mai deputato, stanne certo.
In merito alla tua definizione della partitocrazia concordo appieno, ma quando questi giovinastri propongono ciò che sopra ho riportato e lo fanno inneggiando "ALLA DEMOCRAZIA REALE SUBITO", essi non si rendono conto che la partitocrazia è proprio la conseguenza della democrazia, della deroga di potere che la società fa, in maniera stolta, ad una classe di parassiti senza eguali.
Ciò che serve è MENO STATO, ora, subito, YA!!!! per dirla con le loro parole!
impeccabile
8 Domenica 29 Maggio 2011 17:59
Giangi
Impeccabile la secca, ma chiara analisi dell'autore. Qui siamo alla solita minestra rancida riscaldata. Bella la definizione di Casetta: "spacciatori di droga statalista"!
paradiso del francazzismo
7 Domenica 29 Maggio 2011 16:05
andrea
Comunque dai, a pensarci bene non sarebbe poi così male, si potrebbe vivere abbastanza bene, senza fare un cazzo dalla mattina alla sera, l'unico problema è che un sistema simile, non potrebbe durare a lungo
disoccupati
6 Domenica 29 Maggio 2011 15:56
andrea
"Reintroduzione dell’aiuto di 426 euro a persona/mese per i disoccupati storici."

Praticamente un vero e proprio incentivo al francazzismo, con quasi 500 euro al mese, per il solo merito di non avere voglia di fare un cazzo, non lavorerebbe più nessuno, oppure lavorerebbero tutti in nero, spacciandosi per disoccupati!
banche
5 Domenica 29 Maggio 2011 15:46
andrea
"Divieto di qualsiasi tipo di salvataggio o iniezione di capitale pubblico. Le banche in difficoltà dovranno fallire o essere nazionalizzate per tramutarsi in banche pubbliche sotto controllo sociale."
Ma salvare una banca con iniezione di capitale pubblico, o nazionalizzarla(sempre per ripagare le perdite col denaro pubblico), in pratica non è la stessa identica cosa?
spagna come cuba
4 Domenica 29 Maggio 2011 15:44
andrea
Questi invasati vorrebbero far diventare la Spagna come Cuba, solo che Castro finalmente ha capito che per far funzionare l'economia cubana, sono indispensabili alcune riforme liberali, per aprire il paese a un minimo di capitalismo. Mentre sti ragazzi, vorrebbero creare una socialdemocrazia in stile Venezuelano, che molto probabilmente avrebbe effetti disastrosi anche sul piano economico, e se adesso con Zapatero non se la passano tanto bene, dopo una riforma del genere starebbero anche peggio!
sogno e realtà
3 Domenica 29 Maggio 2011 15:26
Paolo Cintolesi
Sono d'accordo in tantissima parte con le considerazioni di Leonardo su la prima considerazione, mi sembra semplicistico parlare del "solito populismo", è troppo sbrigativo. Io credo che questa"partitocrazia" è un tumore della società. Sarebbe bello se domattina mi svegliassi senza più lo Stato, senza più parlamentari e sanguisughe varie.......invece domattina cosa trovo? LA REALTA' ecco allora che sarebbe molto meglio che la classe politica non si arricchisse sulla nostra pelle. Perché mi viene un dubbio: Leonardo, ti auguro di diventare deputato e ti chiedo: farai battaglie frontali contro questo "andazzo" o ti adagerai nel bel quieto vivere alle spalle di noi poveri contribuenti? attendo risposta. saluti Paolo
anche qui si vede che siamo in Europa... (sigh)
2 Domenica 29 Maggio 2011 14:28
BARBARO
questo è ciò che viene insegnato nelle scuole pubbliche, durante tutto lo sviluppo (dalla pubertà sino alla tarda adolescenza e anche oltre) di questi baldi giovinotti.... non mi sorprende più di tanto (anche se mi rattrista molto) che i cervelli di costoro ragionino con lo stampino del collettivismo populista!!!
E' il frontismo
1 Domenica 29 Maggio 2011 12:33
Marco Casetta
Lo statalismo ama rivestirsi di forme associative dedite "al bene comune" "alla solidarietà" "lontane dai partiti e vicine alla società civile". L'esito: la liquidazione del poco rimasto di libertà economiche e l'assoggettamento allo stato padrone di ogni cittadino. Naturalmente temi cruciali per il futuro come l'immigrazione sono taciuti. Questi manifestazioni politiche sono sussumibili nella categoria del frontismo, cioè del fiancheggiamento del collettivismo più estremista con parole d'ordine ingannevoli. Nulla di nuovo se non una rinnovata capacità d'inganno, ben sostenuta dalla stampa di regime, la stessa che si esalta per la presa di potere dei fratelli musulmani in Egitto spacciandola per democrazia. Gli "indignados" sono spacciatori di droga statalista che dicono di vendere le caramelle

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

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