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Di formazioni politiche e culturali vicino al metodo libertario sul territorio ve ne sono e lavorano anche bene, basti ricordare biblioteche e centri studi oppure le formazioni politiche come il Movimento libertario o le galassie radicali come l’Associazione Luca Coscioni o Nessuno Tocchi Caino (libertarismo civile), ma nonostante questi progressi visibili e reali, restare fermi è autodistruttivo, lo stato alla fine ha sempre molti strumenti e riesce a far prevalere la sua cultura e il suo potere. Uno sguardo, attento, invece, lo darei a quella che è la sinistra libertaria italiana  e antiautoritaria. Certo già immagino le critiche e le varie dichiarazioni di perdita di tempo che vengono subito alla bocca quando si parla di “sinistra” . Invece voglio rivolgermi proprio alla sinistra libertaria (quella italiana in America sinistra libertaria indica altro) facciamo un passo noi e proviamo a veder cosa nasce. Quando i nostri cari amici “no-global” prendono e occupano uno spazio pubblico e statale completamente in rovina e quindi gestito in modo disastroso dallo stato perché non dovremmo essere dallo loro? Certo per loro non sarà mai una forma di ‘privatizzazione’ ma lo è, e spiegarlo con i fatti non è difficile, non è altro che sottrarre uno spazio statale alla gestione disastrosa dello stato per farlo fruttare in modo partecipato e autogestito, non è forse questo, anche, il metodo libertario, cioè la gestione e la creazione di nuovi metodi di gestione politici ed economici al di fuori dello stato? Certamente ai nostri cari amici no global va fatto chiaro che una volta preso in gestione un pezzo di ex- stato non va preteso nessun contributo pubblico e nessun finanziamento statale, e a parer del vero così mi sembra, ovviamente non tutti, ma gli spazi autogestiti in mano alla sinistra libertaria vivono e crescono alle spalle dello stato e come suo concorrente (ecco che il mercato ritorna sempre), allora perché non sostenere questi cari disturbatori dello stato? Magari facendo capire loro che  in una società libertaria queste forme di privatizzazione (o come le si voglia chiamare) saranno accettate e giuste, anzi sostenute da noi libertari liberoscambisti perché forme economiche e sociali in concorrenza allo stato.

Quando un caro amico “no global e anticapitalista” combatte contro le istituzioni della Banca Centrale, del Fondo Monetario Internazionale, del WTO o qualsiasi struttura capitalista corporativistica in fondo non sta facendo altro che una battaglia liberista e libertaria. Così difficile farlo capire? Forse si, ma per il trionfo del pensiero libertario perché non provarci.

 
Commenti (38)
ma quale anarco-capitalismo
38 Venerdì 11 Marzo 2011 16:31
niccolò
fate ridere, io vivo a firenze, da anni frequento squot e case occupate, tra noi sistra-libertaria in cui conprendo socialisti libertari, comunisti libertari e Anarchici e voi che siete la contraddizione in persona dell'anarchia non c'è niente in comune, ma proprio niente o quasi.
L'idea che abbiamo noi di autogestione e quella che avete voi di privato senza interferenze dello stato è cosa ben diversa.
E poi non avreste le palle di occupare neppure il cesso se vi scappa, vi dichiarate anarchici ma amanti del capitalismo perchè in raltà avete sete di potere tanto quanto le grandi multinazionali.. poi mi è sembrato davvero esemplare il commento che dovreste usarci come prima linea... in realtà è molto utile nel far capire che non avete le palle di combattere il potere, semplicemente perchè ne fate parte in quanto capitalisti, solo che non vi è toccata la parte e allora dite che siete anarchici,contro lo stato per il capitale... secondo me non ci date di testa..
Aprire ai libertari di sinistra Oo
37 Sabato 12 Giugno 2010 11:16
Daniele Libertario
Inutile aprire ai "libertari di sinistra".. Innanzitutto perchè un libertario non è di destra o di sinistra, in quanto questo è uno schema parlamentare che riporta alle lotte per il potere. In più, vi viene questa geniale idea solo previa "modifica" del pensiero che non condividete... COMPLIMENTI... Voi non cercate la condivisione di idee ma l'imposizione delle vostre idee sugli altri..COMPLIMENTI DI NUOVO..
Inoltre, da convinto libertario, posso dire... ma chi vi vuole? ma chi vi cerca? Ma chi vi credete di essere? statevene da soli, per carità, non aprite a nessuno perchè comunque nessuno entrerebbe.

Viva l'Anarchia.
NO, NO, NO a qualsiasi forma di potere, anche scarso come il vostro.
il possibilismo
36 Domenica 16 Maggio 2010 11:52
Domenico Letizia
''avete affermato che i libertari di sinistra non sanno nulla di economia a questo punto una domanda mi sorge spontanea avete mai letto camillo berneri o bakunin be probabilmente no, peartite su posizioni ideologiche e giudicate in base a questo, allora vi consiglio di farlo leggete e vedete quanto sia importante secondo questi due autori la libera iniziativa privata sia individuale che collettiva, informatevi invece di buttare infamia su compagni che hanno scritto la storia, e essere libertario sdi sinistra non vuol dire sponzorizzare le bombe''

proprio con il possibilismo di Berneri il libertarismo troverà unione...
Perché, esiste una sinistra LIBERtaria?
35 Sabato 24 Aprile 2010 15:37
Destro
La sinistra è l'emblema, della non-libertà.
avete mai letto berneri?
34 Giovedì 22 Aprile 2010 07:56
rokko
avete affermato che i libertari di sinistra non sanno nulla di economia a questo punto una domanda mi sorge spontanea avete mai letto camillo berneri o bakunin be probabilmente no, peartite su posizioni ideologiche e giudicate in base a questo, allora vi consiglio di farlo leggete e vedete quanto sia importante secondo questi due autori la libera iniziativa privata sia individuale che collettiva, informatevi invece di buttare infamia su compagni che hanno scritto la storia, e essere libertario sdi sinistra non vuol dire sponzorizzare le bombe
Loro non sanno di economia
33 Sabato 16 Gennaio 2010 21:52
Álvaro Chena
I libertari di sinistra sono libertari che non sanno nulla di economia. Lo so perche io era uno di loro.
W la Libertà
32 Venerdì 15 Gennaio 2010 19:15
Fra
W la Libertà
Aprire alla sinistra libertaria
31 Sabato 09 Gennaio 2010 10:55
John Pollock
Sicurmente la sinistra libertaria ha più più coraggio (o meno capitale da perdere?) nel suo esporsi contro il vile stato ladro, rispetto agli Anarcocapitalisti. Non vedo nessun punto in comune con loro. Semmai andrebbero usati come prima linea nella nostra guerra. Perchè di guerra si dovrebbe trattare.
Aprire alla sinistra libertaria
30 Sabato 09 Gennaio 2010 10:51
John Pollock
Sicurmente la sinistra libertaria ha più più coraggio (o meno capitale da perdere?) nel suo esporsi contro il vile stato ladro, rispetto agli Anarcocapitalisti. Non vedo nessun punto in comune con loro. Semmai andrebbero usati come prima linea nella nostra guerra. Perchè di guerra si dovrebbe trattare.
di nulla......
29 Mercoledì 30 Dicembre 2009 22:58
Domenico Letizia
di nulla emiliano, alora spero di sentirti presto anche su claustrofobia, mi auguro che la discussione continui anche perchè ho visto che siamo arrivati quasi a 30 commenti, di sicuro un post che non passa inosservato:) un saluto anche a luigi anzi vi invito alla lettura sul centro studi di un pezzo di La Conca pubblicato con luigi.
Il mio ringraziamento va acnhe a leonardo facco che è sempre dosponibile, anzi cheido a leo se l'articolo verrà pubblicato ( se può) sulla rivista enclave, anche perchè in questo modo la discussione arriverà a tutti i lettori.
un saluto.
Grazie anche per la discussione
28 Mercoledì 30 Dicembre 2009 22:31
Emiliano
Ovviamente grazie per la discussione che hai avviato Domenico. Molto interessante anche l'ultimo intervento Di Corfaglia.
Seguirò volentieri claustrofobia. :)
il libertarismo è di sinistra. Parola di Rothbard!
27 Mercoledì 30 Dicembre 2009 17:45
Luigi Corvaglia
Salve, passavo di qua...
Ho visto l'intervento di Domenico, ed ho pensato,dopo una fugace (fugacissima) scorsa al dibattito, di affiancare il buon Domenico nella sua provocazione, perchè mi sembra che ci sia una confusione dei piani del discorso. Guardare a sinistra non vuol dire affiancarsi agli statalisti.
Fu Rothbard in persona e cravattino che, rifacendosi agli schemi destra-sinistra originari, cioè quelli della rivoluzione francese, affermò di ritenersi addirittura di "estrema sinistra". Tale affermazione fece, non solo chiaccherando col comune amico Riccardo La Conca che me lo confidava qualche anno fa (solo due gradi di seprazione fra me e Rothbard?..wow!),ma perfino scrivendolo a chiarissime lettere in "Left and Right: the Prospects for Liberty", un saggio contenuto in "Egalitarianism as a Revolt Against Nature and other essays". Se nel primo caso poteva essere alticcio, nel secondo credo che Murray fosse cosciente di ciò che diceva. In quel saggio Rothbard affermava che il conservatorismo,cioè la destra, è il nemico e l'antitesi diametrale del libertarismo. Mica solo questo. Diceva anche che il socialismo ("a confused, centrist movement") è il centro, perchè mescola lo statalismo della destra con istanze di liberazione "sinistre"; pertanto, se sinistra vuol dire emancipazione,lotta al potere ed alle autorità, il libertarismo,opposto allo statalismo dell’ancien regime, è la sinistra. Questo diceva il fondatore del "paleolibertarismo". Che poi la sinistra abbia abbracciato lo statalismo è solo indice della sua degradazione. Inoltre, il libertarismo è, secondo il Rothbard di Left and Right, un movimento radicale, estremista che ha riportato nell'area liberale (latu sensu) il testimone del radicalismo. Secondo Rothbard, infatti, il radicalismo, nel senso di opposizione imperterrita all'autorità e al potere, era stato abbandonato dal liberalismo, in seguito alla sua corruzione da parte della filosofia utilitarista, e sequestrato impropriamente da parte del socialismo, che si era impropriamente - e ripeto impropriamente - posto come sinistra.
Ora, pur non condividendo completamente i discorso rothbardiano sull'utilitarismo, concordo in toto sulla carica radicale dell'idea libertaria, un'idea che non può vedersi limitata all'asfittica, per quanto sacrosanta, lotta antifiscale. Così finisce per atrofizzarsi e rischia di rivolgersi contro se stessa, come la sinistra.
(grazie emiliano)...sostenere quando vi è davvero la novità
26 Mercoledì 30 Dicembre 2009 16:27
Domenico Letizia
ciao emiliano, mi ha fatto piacere che ti sia piaciuto il progetto di cluastrofobia, d'altronte stesso tempo fa ne annunciai la nascita anche da questo sito: http://www.claustrofobia.org/?page_id=21/discussioni-generali/il-movimento-libertario-da-lannuncio-della-creazione-del-nostro-centro
ovvimante sei invitato a partecipare, basta registrarsi alfrum e si può commentare e lasciar messaggi e mandar articoli, niente da pagare sia chiaro :)
per quanto riguarda i radicali anche se oggi rimpiango le battaglie e la vitalità dei radicali degli anni 70 che ho solo studiato data la mia età, anche da coscioniano penso che oguno di noi è legato chi più chi meno al partito radicale, di solito io non voto, ma quando voto di solito è un voto radicale, certo si potrebbero dire tante cose ,ma il privilegio dei radicali è quello, alla fine, come mi ha detto geppi rippa pochi minuti fà: tu chiamami e io vedo di esserci:) insomma quando si tratta di libertà di solito ci sono
sempre....
emiliano se t'interessano altre info sul centro studi ho hai articoli fammi sapere anche in privato
un saluto.
D'accordo sui Radicali
25 Mercoledì 30 Dicembre 2009 14:13
Emiliano
Prima di tutto ringrazio Domenico Letizia per avermi fatto conoscere claustrofobia.org... davvero interessante, complimenti :)
Volevo dire che anche io sono d'accordo sul fatto che i radicali, e i movimenti di quell'area, siano ottimi interlocutori.
Ritengo il Partito Radicale avanti di 50 anni, e il Movimento libertario avanti di 100. Io sono una di quelle persone che vorrebbe che il Movimento libertario diventasse un partito, perchè è solo attraverso la democrazia che è possibile raggiungere una società libertaria, ecco perchè attualmente io do il voto proprio ai Radicali (sono contrario al non-voto). Sono gli unici da cui mi aspetto riforme e proposte che vadano verso la direzione libertaria.
Meglio libertari che male accompagnati!.
24 Mercoledì 30 Dicembre 2009 01:41
LucaF.
Salve a tutti.
Temo che Domenico abbia gettato il cuore (e i principi) un pò troppo oltre l'ostacolo.
L'esempio noglobal come sinistra libertaria di per sè non è pertinente, mi pare che anche lui stesso lo confermi in seguito, come provocazione.
Inanzitutto mi pare dura vedere nei nipotini di Stalin degli esempi di libertarismo.
E' evidente leggendo qualche libro di antropologia culturale e di sociologia (generalmente scritti da sinistrati ripresi fattualmente da tali personaggi) come tali personaggi dell'area antagonista e movimentista neomarxista aspiriano di fatto al culto dello Stato, all'abolizione dell'individualismo e dei diritti di proprietà e di scelta, fornendo come causale solo dei diritti positivi inutili e l'irrigidimento entro schemi omologanti, primitivisti e assistenziali (obamiani).
Ora, mi pare altrettanto ovvio che in Italia gli esponenti libertari di sinistra (all'interno dello spettro politico americano libertarian) siano praticamente inesistenti a livello organizzato.
Non mi pare che di panarchici, agoristi o altre categorie tattico-strategiche della galassia libertaria (prese in considerazione da Domenico nei successivi post) siano disponibili come sigle, semmai come singoli individui (come appunto Domenico e pochi altri).
Ma la dimensione individuale, va da sè risulta essere scelta individuale di azione, quindi dipende solo dai singoli e dalle loro scelte di collaborazione-adesione verso il ML entro un reciproco e chiaro scambio di opinioni.
L'errore e il rischio in cui cade Domenico tende ad essere quello di valutare la dimensione "libertaria" come macro-etichetta di liberalismo o di un certo comportamentismo, come sappiamo dopo Croce e Bobbio, tutti si dichiarano liberali a parole.
Meno nei fatti!.
Il liberalismo politico statale (o libdem) è pratica perbenista usata dalla casta da Vendola, passando per Di Pietro sino ad arrivare a Berlusconi per legittimare l'aggressione alla proprietà e agli individui entro pratiche dall'alto.
Nel dopoguerra la tattica togliattiana e cattocomunista in certe regioni italiane (Toscana ed Emilia, in particolare in Romagna)è stata quella di presentarsi come ""libertaria"" in quanto autoreferente nella dimensione politica di tutela e controllo dell'ordine e della sicurezza sociale garantita dal sistema e dal partito di rappresentanza in seguito alla lotta armata e alla "liberazione" dal nazifascismo.
Tale vizio di forma non è però mero attributo della cosidetta sinistra d'opposizione parlamentare ed extraparlamentare, come dimostrano alcuni importanti membri del "partito liberale di massa" PDL.
Ora svelata la scontata menzogna italiana(di cui non mi soffermo, dato che dovrebbe già essere noto a tutti i frequentatori di questo sito), ritengo utile discutere di libertarismo entro una dimensione di pluralismo identitario di vedute entro soggetti che possano sviluppare una dimensione di azione, pensiero e cultura d'informazione.
Francamente ritengo che la categoria o etichetta "sinistra" sia francamente inopportuna entro la dimensione culturale.
Meglio chiamarli con il loro nome, piuttosto che collettivizzarli entro etichette ormai abusate o evidenti entro schemi limitanti ed escludenti.
Possibilisti, libero scambisti, mutualisti, proudhoniani,... mi paiono già categorie che indichino e riducano il campo di azione e interlocuzione verso soggetti di sinistra verso i quali poter interagire e confrontarsi sul piano del pensiero e delle libere opinioni.
Eliminando di fatto la dimensione di sinistra marxista partitica e politica-"intellettuale" ortodossa (ma anche eterodossa sebbene su questo punto ci possano essere alcuni dubbi entro la dimensione hoppeiana e agoriste).
Ritengo al momento che i soggetti politici in quanto partitici più vicini a forme left libertarie entro uno spettro neutro (diciamo del primo Rothbard per intenderci, sennò complichiamo le cose e francamente saremmo tutti leftists tranne forse quelli di Libertiamo nel PDL con i Buchanan socialconservatori pidiellini, il che non è una grande successo per la causa della libertà economica e individuale nei fatti di questo governo!..) sono i Radicali di M. Pannella.
Certo pure loro non sono avulsi da contraddizioni socialisteggianti o sinistro legaliste di diritto positivo e democratico, però li ritengo unici interlocutori credibili a sinistra (anche se francamente i Radicali a sinistra difficilmente vengono apprezzati sia dagli elettori che dagli altri dirigenti politici, vedi PD) su alcuni temi e battaglie.
Con loro si possono fare battaglie nonviolente, libertarie liberiste (vedi sostituto d'imposta di Fidenato), pacifiste, antiproibizioniste.
Con altri soggetti ciò risulta impossibile per le ragioni già spiegate negli altri post dagli altri visitatori.
Ovviamente il dialogo risulta essere chiave retorica e tattica per giungere ad un scopo di mezzo, mi pare ovvio che al momento pure i Radicali, e a maggior ragione qualsiasi altra formazione o gruppo politico partitico, sia ben distante dalle finalità di una società senza Stato.
Quindi dall'obbiettivo seguito da ML.
Non solo personalmente ritengo inutile aprire canali di discussione con gruppi estremisti e antagonisti al nostro modo di pensare in virtù dei risultati da ottenere, non solo essa è controproducente per la nostra immagine e identità esterna agli occhi degli italiani, ma la ritengo un esperienza ambigua e priva di costrutto anche a partire da esperienze passate.
Domenico ovviamente la butta sul dato culturale e non sul mero piano politico o di alleanze, però ritengo che il dialogo tra sordi poco serva in questo momento alla nostra causa e a definirci presso il pubblico dei non addetti ai lavori.
Basta ricordare l'alleanza tra Rothbard e Chomsky come andò a finire in funzione antiVietnam... dopo il cambio di presidenza americana.
Ora negli Usa sembrebbe ritornare in auge tra liberal e libertari in chiave antiwar contro Obama ma la ritengo puramente tattica da gestire con il senno del poi e delle precedente esperienza; in particolare da parte dei libertari (e dei paulisti in particolare!).
Poi ovviamente parlare nel contesto italiano di sinistra libertaria o di altre categorie vezzeggiative trasferite dal contesto americano (notevolmente differente), mi pare poco indicativo in funzione delle piccole cifre e numeri che possono comunque smuovere.
In pratica l'idea sarebbe poco funzionale e logica anche in termini economici di sforzi da compiere.
La sinistra o altre sigle anarcoidi non sono partner affidabili e coerenti in quanto all'interno di una dimensione dialettica, la loro visione si riduce a puntualizzare e colpire determinati bersagli-categoriali "minimi" per loro nemici e insopportabili a livello contingente (sul piano relativo) piuttosto che mirare a una dimensione su un piano assoluto e sistemico di vero cambiamento.
Lo Stato rimane sempre per la sinistra dimensione di elaborazione e massimizzazione del loro potere, la loro dimensione di realizzazione, da parte loro i loro comportamenti saranno orientati verso la presa leninista del potere, sostituendo il manovratore giacobinamente, senza abbattere il moloch.
La dimensione marxista o neomarxista viene a realizzarsi nella dimensione di massimo controllo e dirigismo coercitivo collettivista sperimentale, e questo sino a prova contraria risulta essere lo Stato.

Saluti da LucaF.
ciao dave...
23 Martedì 29 Dicembre 2009 22:31
Domenico Letizia
ciao dave, un caro saluto anche perchè è da un pò che nn ti sento.
come noterai l'associazione luca coscioni l'ho inserita proprio nell'articolo, personalmente di cappato ho molta fiducia. è un bravo ragazzo e poi risponde sempre alle telefonate :)
un saluto dave.
domenico
Gli unici alleati possibili sono i Radicali
22 Martedì 29 Dicembre 2009 19:39
dave
Non credo molto nell'ipotesi di Domenico Letizia, perche' i sinistri libertari sono secondo me troppo ideologizzati e poco pragmatici per raggiungere i nostri obiettivi.

Credo che l'unico partner serio del Movimento Libertario sia il Partito Radicale di Marco Cappato ed Emma Bonino.

I Radicali, oltre ad aver partecipato alla manifestazione a Pordenone per la prima udienza del processo a Giorgio Fidenato, hanno dato la possibilita' allo stesso Giorgio di partecipare ed intervenire durante il congresso dei Radicali Italiani a Chianciano Terme ai primi di novembre.

Non e' da tutti (chi riesce ad immaginare un altro partito nazionale italiano che faccia parlare un membro del ML al proprio congresso, alzi la mano).
E sono sicuro che parteciperanno anche alla manifestazione del 28 gennaio.

Come ha scritto giustamente "resp. comunicazione", contano i fatti, non i propositi: per questo i Radicali si sono dimostrati molto vicini al Movimento Libertario e credo che lo sosterranno molto anche in futuro.
quello che dicevo.
21 Martedì 29 Dicembre 2009 16:37
Domenico Letizia
si emiliano è così putroppo e sia io che corvaglia che nicosia a volte ne risentiamo con tutte le differenze che ci separano me rosentiamo, sono stato definito anarcocomunista dagli anarcocapitalisti e anarcocapitalista dagli anarcocomunisti, il termine che mi piace di più è quello datomi dalla rivista Cenerentola: libertario liberoscambista ma possibilista e su questi concetti che continuo come il mio caro amico corvaglia e il centro studi libertari calustrofobia.org il mio lavoro.
in conclusione sono d'accordo con te.
Si può dialogare con pochi
20 Martedì 29 Dicembre 2009 16:02
Emiliano
Domenico, io sono disposto a un dialogo, un confronto o una collaborazione con gli anarchici vicini alle idee di Kevin Carson, di Corvaglia ecc, ma resto davvero scettico per quanto riguarda gli anarco-comunisti duri e puri, che temo siano la maggioranza. Con loro non vedo possibilità di dialogo.
E' vero... ciò che conta è la libertà, ma deve comprendere la libertà di scambio e homesteading.
vero, ma....
19 Martedì 29 Dicembre 2009 15:01
Domenico Letizia
emiliano e tu dovevi rispondere: 1) che la rivoluzione è una grande cagata e quasi tutti gli anarchici lo sanno e lo stanno capendo.
2) che si è vero il capitalismo verra abolito, ma quello che loro intendono capitalismo cioè capitalismo corpartivista, statale e assistenziale, ma una volta abolito il capitalismo nessuno eviterà il libero mercato. questo è quello che dice anche kevin carson, tanto caro anche a certa sinistra libertaria e che trova mio pieno appoggio... come diceva qualcuno prima è solo questioni di temrini ciò che conta è la libertà.
Due mondi inconciliabili
18 Martedì 29 Dicembre 2009 14:24
Emiliano
Discutevo recentemente con un ragazzo anarco-comunista. Io esponevo le mie dure critiche, ma poi spinto da questo dibattito, ho "tentato" di spezzare un lancia nei suoi confronti. Ecco cosa gli ho detto e come mi ha risposto:

Io "[...]un individuo può scegliere in una società libertaria se aderire al colletivo oppure no[...]"

Lui "no, per arrivare a una società anarchica le vie sono due, o una rivoluzione, o una totale degenerazione del tutto, in ciascuno dei due casi le strutture statali verrebbero abolite, e con esse anche il capitalismo, la divisione in classi e le gerarchie, e quindi tutte le disuguaglianze economiche"

Questo non ha fa che confermare la mia opinione sulla inconciliabilità dei due mondi.
chiariamo
17 Martedì 29 Dicembre 2009 11:52
Domenico Letizia
Nei commenti, spesso leggo di poszione partitiche e politiche, sia chiaro ciò che intendevo è un apertura cioè un confronto che nei fatti già c'è culturale, cioè non uno schieramento partitico ma un confronto culturale. anche perchè stesso la sinistra libertaria quella autentica rifiuta la politica partitica.
l'anarchismo ''classico'' non deve capire l'anarocapitalismo se non vuole capirlo è libero di non capirlo, deve capire che bisogna creare libertà poi ognuno nella società libertaria cpirà che tipo di economia segiure e cosa farne della propria esistenza. l'unione è nell'abbattere lo stato, poi oguno farà quel che vuole ovvimante rispettando il principio di non aggressione.
i miei 2 cent
16 Martedì 29 Dicembre 2009 11:28
Roberto
Il vero problema è la comunicazione, tutti per indole sono un po' libertari, poi questa teoria è mistificata aprioristicamente da questo sistema.

Fosse per me aprirei a chiunque voglia scoprire la strada per la libertà, quando tempo addietro ancora votavo, il mio lo davo alla dx, poi per caso ho scoperto le teorie libertarie, sia economiche che di vita...
Mi sono trovato subito in sintonia, più leggevo più riscontravo il mio essere, per questo vorrei non fosse precluso nessuno aprioristicamente.

"infettato"
Rothbard
15 Martedì 29 Dicembre 2009 11:26
fabrizio
Come scrive Rothbard nel manifesto libertario "Per una nuova lbertà",il libertario ritiene che la sua posizione sia l'unica veramente coerente:nessuno può aggredire la persona e la proprietà altrui.Non può appartenere a nessuna parte politica.
cancro
14 Lunedì 28 Dicembre 2009 21:56
PaLeo
un movimento tutto azione e zero ideologia è destinato a misera fine: la sinistra l"libertaria" è un cancro da estirpare.
condivido resp. comunicazioni
13 Lunedì 28 Dicembre 2009 20:15
Domenico Letizia
condivido al 100% ciò che ha detto chi nel post si è firmato rep. comunicazione.
la sinistra libertaria è questa: http://all-left.net/

ma lla fine è vero non cadiamo in etichette, la questione qui è tutta in idee e su quel punto va sviluppato il dibattito perchè giustmanete come si faceva notare qui nessuno è parlmanetare o si fa partitismo.
Apertura a sinistra !!!???
12 Lunedì 28 Dicembre 2009 19:51
Claudio Zavaroni
I termini sinistra e destra sono nati durante la Rivoluzione Francese, che fu., detto per inciso , il trionfo dello statalismo politico. Stavano ad indicare rispettivamente gli schieramenti parlamentari estremisti (sinistra: giacobini, cordiglieri) e quelli moderati (destra: girondini, foglianti).
Se proprio si deve aprire a qualcuno non è certo a quelli che sono i più lontani dalle nostre posizioni.
Ossimori
11 Lunedì 28 Dicembre 2009 18:27
Matteo
Faccio davvero fatica a pensare che si possa trovare qualche comunanza di idee con persone che non credono nella proprietà privata e nell'assioma di non aggressione, che detestano la ricchezza (solo se altrui, però) e detestano il libero mercato.
Per dirla tutta, "sinistra libertaria" mi sembra niente altro che un ossimoro.
Che vuol dire aprire ?
10 Lunedì 28 Dicembre 2009 18:18
Resp. Comunicazione
Non siamo un partito. Non facciamo gruppi in parlamento, proposte di legge, alleanze elettorali. Facciamo AZIONE. Il 28 Gennaio siamo a Pordenone per Giorgio. Chi viene della sinistra libertaria ? Se viene qualcuno.. è benvenuto! Se loro fanno qualcosa che condivido.. ci vado. Non vedo il problema
e uno ce prova , no.....
9 Lunedì 28 Dicembre 2009 17:30
Domenico Letizia
sono lieto che l'articolo abbia prodotto interesse, interesse che alla fine uno stesso articoloproduce anche dalla parte dell'anarchismo calissico, l'anarcocapitalismo più volte si è confontato con l'anarcocomunismo, ricordo solo l'articolo pubblicato da guglielmo piombini su rivista A.
tralasciando la storia del libertarismo italianio, voglio lasciare un pezzetto di questo articolo: Libertà di gestione di Michael S. Rozeff:
.....Questi problemi possono essere sempre risolti un volta che si è d’accordo sulla questione di principio, che è l’aspetto più importante. E il principio è il seguente: Libertà di gestione. Libertà nella scelta di chi gestisce senza introdurre restrizioni territoriali o qualsiasi altro criterio imposto, e promuovendo la libertà delle persone di associarsi in gruppi, o di rimanere separati, il tutto sulla base di libere scelte personali.
il tutto qui: http://rantasipi.wordpress.com/2009/06/17/liberta-di-gestione/

ecco, perchè non partire da questi presupposti???
ho lanciato l'idea, grazie a leo per la pubblicazioni, molti che hanno scirtto qui già sanno come penso e come mi muovo ma permettemi una considerazione, con tutto quello che si possa dire e non accettare, la differenza tra un bakuniano e un marxista, uno stirneriano e un guevarista, un anrchico comunista e un leninista, c'è ed è stupido non riuscirla a vedere....
un saluto.
nessuna apertura
8 Lunedì 28 Dicembre 2009 14:54
Leo A.d. ML
Nessuna apertura da parte mia (e del Movimento). Solo una chiacchierata senza remore, proposta da Domenico Letizia.
Come si fa?
7 Lunedì 28 Dicembre 2009 14:44
Emiliano
Come si fa ad aprire a gruppi che disprezzano il capitalismo? Gruppi che considerano la proprietà privata un furto, il libero scambio come uno sfruttamento?
Senza libertà economica non c'è libertà. Considero gli anarcocomunisti come comunisti riverniciati, senza contare il fatto che spesso sono pure violenti.
BRAVA AURELIA
6 Lunedì 28 Dicembre 2009 14:30
Leo A.d. ML
Concordo con Aurelia, che in estrema sintesi ha espresso anche l mia opinione.
La differenza
5 Lunedì 28 Dicembre 2009 13:58
Aurelia
Farei notare una piccola differenza: i "sinistri" sono contro questo Stato perché è troppo debole; i libertari lo sono perché è troppo forte!
Occhio alla "causale"
4 Lunedì 28 Dicembre 2009 13:51
Atroce
Già sulla premessa avrei qualche dubbio, nel senso che cause come la lotta contro la pena di morte che vengono sostenute in nome di un vago "liberalismo" in realtà non possono essere ricondotte ad una visione libertaria.
Venendo alla stimolante domanda: nessun pregiudizio. Ma non si possono appoggiare le occupazioni No-Global perchè:
1. colpiscono indipendentemente proprietà statali e proprietà private (preferendo quest'ultime se in stato di abbandono) v. Centro Sociale Rivolta a Marghera che ha dato i natali a Casarini. Il principio che li muove è che quella tale proprietà deve essere di tutti e ovviamente loro si autoproclamano come i migliori rappresentanti di quei "tutti".
2. perchè gli stessi sarebbero i primi ad opporsi ad una vendita delle proprietà dello stato, anche se avessero la possibilità di tirare fuori 4 lire e comprarsela per i loro scopi.
3. perchè oltre a proprietà abbandonate questi comunisti occupano anche ferrovie solo perchè non sono d'accordo su cosa trasportano i treni che ci viaggiano sopra. Tutto questo prescinde, ovviamente, dal fatto che i binari siano statali o privati.

Inoltre le proteste contro le banche centrali sono motivate dal fatto che questi caproni credono siano enti privati e l'astio verso il WTO è concentrato verso il "T" di Trade, mentre il libertario ciò che non approva sono il "W" e l'"O". Oltre alla "G" di Governative omessa nella sigla.
I No-global sono l'antitesi del libertarismo.
Chi è nemico del tuo nemico non è detto sia un tuo amico.
Libertari anarco-capitalisti
3 Lunedì 28 Dicembre 2009 13:38
Fidenato Giogio
Io a Pordenone ho conosciuto, incontrato e discusso con i libertari comunisti. Essi sono antistatalisti ma solo di questo stato che loro reputano in mano ai capitalisti, alle multinazionali, ecc... Ho fortissimi dubbi che loro capiscano cos'è l'anarco-capitalismo. Sono contro il libero mercato, contro la ricchezza; per esemplificare sono ammiratori dell'ideologioa del marx giovane, quello che parlava dell'alienazione del lavor di fabbrica. Sono ancora legati al valore-lavoro; sono intolleranti con chi vuole la privatizzazione, con chi vuole la libertà economica perchè loro giudicano sempre che il datore di lavoro ruba plusvalore al proprio dipendente.No io non ci vede niente di guadagno nel andare da loro a cercare di far capire le nostre idee. Io ci ho provato e credetemi non capiscono... non capiscono l'essenza della libertà, sono contradditori.. no non ci siamo ancora
Dobito ...
2 Lunedì 28 Dicembre 2009 13:01
LiberEmanuele
Anche se ammetto che un fondo di verità c'è in quello che scrive Domenico, non credo che in pratica (e nemmeno in teoria) sia realizzabile. Comparare l'esproprio all'homesteading poi è davvero azzardato: la volontà che c'è dietro certi "atti", che sono veri e propri simboli per i protagonisti, è quella di sostituirsi alle forze politiche statali e mantenerne la struttura o farne qualcosa di peggio. Poi c'è tutta la violenza contro la proprietà privata che questi gruppi dimostrano ad ogni manifestazione contro la proprietà privata - che sia una macchina, una vetrina o l'assalto ad un Mc Donald poco importa - che è davvero inaccettabile. Consideriamo anche la questione ambientale. Molti della sinistra alternativa sono fautori della decrescita dolce, e questo non sarebbe un problema se si limitasse a vivere in modo coerente con le sue idee, ma così non è. Si va a manifestare per spronare i "grandi" a prendere decisioni "importanti". Un po' quello che vorrebbe Grillo: quattro scienziati seduti ad una tavola a decidere delle nostre vite. Dietro al libertarismo ci sono valori, valori non solo irrinunciabili ma fondamentali; sarò anche paleo, ma è più facile che un conservatore capisca i principi libertari perché in fondo sono anche i suoi - solo ripuliti dalla superstizione della necessità statale.
buttiamo il cuore oltre l'ostacolo?
1 Lunedì 28 Dicembre 2009 11:50
maumen
Bella provocazione per cui ti dico grazie.
Quando un’ideologia va in crisi, sia che sia collettivista che fascista che oligarchica improvvisamente diventano e si rifugiano tutti nel liberalismo. Questa la magra e triste considerazione a cui decenni di osservazione politica mi portano.
Noi libertari asseriamo che siamo tutti uguali solo davanti alla legge, ma per il resto siamo molto diversi uno dall’altro ed ognuno ha il diritto di trovare la propria via alla felicità.
Quello che chiediamo è libertà di essere responsabili per se stessi e per il prossimo.
Quello che mi spaventa di queste persone è l’ideologia dell’intolleranza. Non possono sopportare che gli altri uomini pensino diversamente o vogliano qualcosa d’altro. Ritengono la loro ideologia più importante del destino dei cittadini del fatto che i cittadini hanno problemi che con la politica possono essere risolti. Ideologi non portano avanti la nostra esistenza.Un'ideologia promette qualcosa in futuro (giustizia sociale, purezza della razza, ricchezza etc) chiedendo un prezzo immediato. Risolutori di problemi, di questo abbiamo bisogno, la classe media, la borghesia che con misura e mezzi, con buon senso e con cuore di questo abbiamo necessità.
A chi ci contatta con movimenti diversivi a chi la mattina ci critica e la sera ci invita a nozze diciamo: siamo libertari ma non stupidi.
Questa la mia modesta posizione. Poi se qualcuno vuol venire è ben venuto facendosi carico di oneri ed onori.
Di una cosa ho paura: dell'inevitabile contaminzione a cui questo tipo di persone ci sottoporranno. Secondo me, forse è un pò presto. Abbiamo bisogno di affinare, rafforzare, incrementare i valori di responsabilità e solidarietà spontanea del gruppo.
Ribadisco è un mio modestissimo e probabilmente errato pensiero.

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La marcia del mais
2011: SEMINATI ALTRI TRE ETTARI
SEMINA 2011: OPERAZIONE "6 semi di mais ovunque" (richiedi i tuoi 6 chicchi)

464 destinatari! ECCO LE PRIME FOTO 

PRIMA SEMINA MAIS OGM. Da giorni, in questa nuova sezione, è iniziata la pubblicazione delle fotografie che riguardano la crescita dei 6 SEMI DI MAIS OGM piantati da Movimento Libertario & Agricoltori Federati il 25 aprile scorso. Qui, il video della semina!

QUI IL VIDEO DELLA SEMINA IN CAMPO APERTO!

l'ultimo scatto...

02-10-2010

 LUI CONDANNATO, LORO IMPUNITI

ABBIAMO RACCOLTO LE PANNOCCHIE, SI ACCETTANO OFFERTE PER AVERE IL SIMBOLO DI UNA BATTAGLIA CHE RIMARRA' NELLA STORIA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

REGALIAMO UNA VACANZA AI "NAZI-COMUNISTI"
Sbugiardati gli oscurantisti: GLI ISPETTORI CONFERMANO: "ZERO COMMISTIONE"!
2011: FIDENATO SCRIVE A BRUXELLES: ANCHE QUEST'ANNO TORNERO' A SEMINARE MAIS OGM! 
Conferenza stampa dell'8 marzo sulla semina 2011
L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
Sostituto d'imposta
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