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di LucaF

La manovra finanziaria da 24 miliardi di euro (spalmati nei due anni 2011 e 2012) approvata dal governo italiano nei giorni scorsi è il manifesto dell’ipocrisia disinformativa e neolinguistica sviluppato dalla pseudodestra capeggiata da Silvio Berlusconi.

Tale manovra economica è il punto di non ritorno per l’Italia in quanto non soltanto mette definitivamente una pietra tombale ad ogni ipotesi di taglio delle tasse sino alla fine della legislatura (ponendo quindi fine alla leggenda metropolitana della “rivoluzione liberale berlusconiana” in politica) ma mostra anche il vero volto socialista di questo esecutivo accentuando concretamente il peso dello Stato nelle vite degli italiani a fronte di una politica degli annunci promossa ad arte a fianco di reali provvedimenti statalisti e vessatori.

Questa manovra non impedirà l’aggravarsi del debito pubblico annuo e complessivo del nostro Paese, non ridurrà i rischi di default, questa manovra è solo una operazione di cosmesi dirigista a favore degli organi di valutazione economica finanziaria (FMI, OCSE, UE, agenzie di rating) utile per negare gli evidenti segnali di crisi e di fallimento della politica italiana e dello Stato, nel tentativo di salvaguardare/ rassicurare i creditori stranieri a fronte dell’approssimarsi del “rischio Grecia” anche sulle nostre sponde.

La manovra allora serve alla casta politica per prendere del tempo, per tirare a campare mediante l’approvazione di provvedimenti demagogici e populisti che nulla garantiscono in termini di efficienza e riduzione dei conti pubblici dello Stato se non l’ennesima illiberale rapina fiscale posta dall’alto a danno dei contribuenti.

Perchè questa manovra tremontian-berlusconiana ha quale unico scopo quello di far cassa e per far ciò rispolvera la fantomatica storia dell’evasione fiscale, del lavoro nero che c’è al sud, dell’elusione di alcune categorie lavorative quali responsabili del dissesto dei conti e della crisi del sistema Italia, insomma la storiellina già sentita nelle settimane scorse adottata quale nuovo credo ideologico da Merkel, Sarkozy e addirittura da Papandreou (insomma dai soliti tromboni continentali in crisi di consenso) per giustificare ai loro popoli il dissesto e il fallimento dei conti pubblici dei Paesi dell’Eurozona.

Anzichè assumersi le proprie responsabilità la casta dei politici italiana ed europea scarica attraverso i loro media disinformativi di regime le colpe sulla fantomatica “evasione fiscale” e sulla “speculazione”, arrivando ad affermare addirittura che questa provoca il debito pubblico, evitando invece di spiegare più onestamente ai cittadini come in realtà sia il Governo a spendere più di quanto incamera concretamente e come le previsioni di spesa da parte di questo si rivelino sempre più sbagliate e completamente al di fuori di ogni credibile e seria valutazione oggettiva.

Questo atteggiamento da “burocrati agli ultimi giorni” in Italia e in Europa ricorda parecchio l’URSS a fronte del fallimento dei piani quinquennali di Stato, non a caso anche questa manovra bis è di fatto un piano biennale di regolamentazione e di dirigismo statalista con la piena approvazione e plauso di dirigenti e burocrati dell’eurocasta di Bruxelles, dell’OCSE e del FMI (ovvero di chi non ha nulla da perdere da tale situazione e dai propri errori).

Da Lenin in poi la pianificazione sovietica e collettiva dell’agricoltura portava il politburò ad assumere mediante un calcolo irreale delle entrate medie di produzione degli standard statistici d’obbiettivo totalmente privi di quella tangenza con la realtà delle condizioni climatiche, morfologiche e agrarie dei terreni e sopratutto con le condizioni reali di lavoro degli stessi contadini.

Il risultato ovviamente era la carestia, un impoverimento generale della produzione e delle coltivazioni e una presa di mira dei contadini i quali venivano ritenuti a torto e strumentalmente i veri responsabili degli scarsi raccolti accusandoli di essere dei cospiratori del nemico e addirittura dei possibili contrabbandieri di derrate alimentari allo scopo di affamare il popolo e creare il dissesto della “Grande Madre Russia”.

Come descrisse spietatamente anche Ludwig Von Mises nei suoi libri i burocrati sovietici non ammettevano colpe, non consideravano fallimentare la loro politica e il loro paradigma socialista, le loro responsabilità venivano scaricate su categorie come i kulaki, i lavoratori e i contadini ritenuti responsabili e “nemici del popolo”.

Nel 2010, nell’Italia di Silvio Berlusconi ritorna questo mantra di dispotico dirigismo statalista e poliziesco solo che al posto di contadini e dei kulaki troviamo i contribuenti italiani e i presunti evasori fiscali.

Questi sono due volte vittime dell’operato dei burocati del Palazzo, già vessati con una tassazione nazionale e locale che arriva al 43% senza Iva (con Iva si arriva ad oltre il 68%) ora definiti collettivamente e strumentalmente quali “evasori fiscali” o “speculatori” nel tentativo di nascondere ai più l’incondizionata rapina fiscale indiscriminata attuata dal governo nei confronti di tutti gli italiani.

L’esecutivo di Silvio Berlusconi attua lo stesso erroneo ragionamento dei sovietici (e non è un caso viste le sue frequentazioni…), spende più delle sue reali entrate computate teoricamente e ovviamente a seguito dei conti fuori controllo si intestardisce verso un fantomatico capro espiatorio (l’evasione fiscale) puntando ad una caccia senza quartiere a livello locale e nazionale attraverso l’Agenzia delle Entrate contro i contribuenti e i presunti “evasori/speculatori” al solo scopo di aumentare le tasse per coprire i buchi di bilancio, senza per questo venir direttamente fischiato da tutti quanti per manifesta incapacità gestionale.

Il governo cerca così di tamponare i malumori della popolazione attraverso un opera di delazione pubblica e di odio di classe immotivata e irreale basata sull’odio e sull’invidia.

Il paradigma del governo è chiaro: chiunque riesca a produrre e a resistere al parassitismo statale e alla ricerca di prebende pubbliche è un “evasore/speculatore”, chiunque riesca a produrre in proprio e a valorizzare da sè i propri investimenti e introiti è un “evasore/speculatore”, chiunque non sia a capo del governo e mostri uno stile di vita sopra le righe è un “evasore/speculatore”, chi decide di destinare il frutto del proprio lavoro all’estero o in altri investimenti che non siano controllati o monopolizzati dallo Stato e dalla logica collettivista nazionale è un “evasore/speculatore”.

Chiunque non vuole essere schiavo dello Stato è un “evasore/speculatore”…..

Insomma il governo se la prende con i fantomatici evasori  nonostante oggi l’evasione fiscale in Italia sia fenomeno marginale e poco rilevante sul piano nazionale, il Governo lo sa ma evita di parlarne cercando di rendersi più accomodante e friendly nei confronti dell’opposizione e dell’elettorato di questa.

La volontà è quella di realizzare a partire da tale retorico e ideologico cavallo di battaglia una comunque poco gradita rapina fiscale per tutta la popolazione.

Perchè (lo ripetiamo un altra volta!) questa manovra aumenterà le tasse al ceto che produce, in particolare quegli elettori autonomi e delle piccole medie imprese che speravano votando PDL o Lega Nord alle ultime legislative e regionali di vedersi calare l’onere fiscale a fronte dei duri anni del centrosinistra.

Invece nonostante la crisi economica il governo vuole aumentare le imposte andando contro ogni buona logica e senso economico capitalista.

La manovra colpirà soprattutto chi oggi non evade alcun soldo allo Stato in quanto i sistematici sussidiati dallo Stato, i grandi reali speculatori o i ricchi parassiti corporativi e industriali di Confindustria o dei palazzinari romani vicini al governo non verranno minimamente toccati (anzi sono gentilmente invitati ad entrare al Governo nella più evidente e spudorata manifestazione di corporativismo consociativo).

Non verranno sfiorati da simili provvedimenti neppure gli unici “grandi milionari senza indotto” presenti nel nostro Paese: i politici, gli unici ad arricchirsi in tempo di crisi speculando con il keynesismo e lo statalismo.

Aumentando lo statalismo nel nostro paese (dato che il criterio di ricchezza e di evasione è solo una neolinguistica scusa per aumentare le tasse motivandolo attraverso un presunto fine etico o collettivo) non si farà altro che colpire tutta la residua e malconcia classe media italiana e quelle categorie autonome e delle partite IVA che producono ricchezza nel nostro Paese impoverendo ancor di più gli italiani e depredandoli dei loro capitali.

Il Governo punta a parlare di “evasori” e di lotta rigorosa da parte del fisco contro questi presunti “uomini in nero” solo per nascondere ai cittadini, ai suoi elettori e a tutte le fascie lavorative ed economiche il salasso che li colpirà duramente con tale manovra.

La stangata aumenterà le tasse inevitabilmente dato che lo Stato e il Governo hanno disperato bisogno di soldi, quindi “metteranno le mani nelle vostre tasche”, negare ciò equivale a negare il senso di tale manovra e il surplus di soldi complementari previsti da Governo quale introito extra a livello locale e in parallelo alla manovra biennale nazionale.

Non potendo nè stampare nè svalutare la moneta, Berlusconi anzichè ridurre il peso dello Stato e delle sue spese mediante un taglio della pressione fiscale ha mal pensato di aumentarle senza ridurre seriamente nessuno dei principali capitoli di spesa,  il tutto mascherato da “provvedimento contro l’evasione fiscale”.

Insomma tutto nel pieno assioma socialista statalista che lo contraddistingue, altro che liberismo e libertà!.

Non a caso questa manovra a fronte dei tagli poco credibili e marginali tra i politici della casta e i vari enti pubblici ad essi connessi punta direttamente sulla tracciabilità elettronica dei pagamenti (riducendo la soglia disponibile da 12.500 € a 5.000€) , ad un nuovo redditometro che rovescia l’onere della prova (nel tentativo di dimostrare la propria innocenza) verso i sospettati evasori a fronte del dilagare degli strozzini improduttivi di Equitalia o delle Fiamme Gialle sul territorio.

Insomma provvedimenti degni da stato totalitario, da regime fiscale poliziesco con tanto di negazione delle più basilari norme del diritto liberale, non a caso i media di regime continuano da qualche giorno a martellare e terrorizzare gli italiani con notizie di retate e caccie agli “evasori”.

La mafia statuale italiana ha aumentato la richiesta di pizzo agli italiani.

Berlusconi e Tremonti assetati come non mai di soldi, alla ricerca disperata di una scappatoia dal fallimento prossimo venturo, non hanno deciso di ridurre il peso dello Stato ma hanno invece inflazionato la pressione fiscale e i controlli nel tentativo irreale di tamponare i buchi di bilancio senza ridurre prima il peso dello Stato.

Questa manovra non è neppure neoclassica o miniarchica dato che le tasse aumenteranno e con esse la spesa pubblica di bilancio.

Il dogma fideistico tremontiano è “tutti paghino perchè poi cali la pressione fiscale”, il che equivale a dire keynesianamente che “tanto in futuro saremo tutti morti”; simili affermazioni oltre ad essere inverosimili sono pure surreali dato che già oggi tutti gli italiani a parte forse un 5% della popolazione italiana (tra furbetti dei quartierini, politici, corporativisti vicini ai governi, grande impresa e capi sindacali) già pagano le tasse senza ottenere nè servizi nè vantaggi da tale operazione coattiva e coercitiva di Stato.

Non si comprende perchè mai il governo dovrebbe rinunciare in futuro a questi aumenti delle tasse (e quindi dei propri introiti) tagliandoli entro lo scenario di un collettivo pagamento delle tasse (già oggi comunque presente) dato che l’aumento garantisce ai politici la possibilità di manipolare maggior denaro da redistribuire a clientele e per voti di scambio, visto inoltre che le spese continueranno allegramento a pesare sulle spalle dei contribuenti.

Aumentare le tasse nel tentativo di incamerare con questi anche quel poco di “nero” oggigiorno presente come surplus di entrate (utili per arrotondare il magro stipendio mensile) equivale a un cinismo e a un disegno criminale assurdo che solo il “ragioniere più pagato d’Italia” poteva pensare e pianificare.

Quello stesso ragioniere che ora accusa il Sud d’Italia di evasione e che appena un anno fa esaltava la social card e la realizzazione pochi mesi orsono della Banca per il Sud.

Colui che scrisse decenni orsono il saggio Lo stato criminogeno e che ora invece fa l’apologia del comunismo fiscale è a tutti gli effetti il maggior pericolo criminogeno per le tasche dei contribuenti italiani.

La criminalità di tale manovra è nell’apologia dello statalismo e del fiscalismo selvaggio quale panacea per uscire dalla crisi, spremere di più i portafogli degli italiani in una compulsiva corsa allo Stato totalitario, all’abolizione della moneta nelle transazioni e al pieno controllo nella privacy degli individui delle spese correnti.

Altro che decreto anti-intercettazioni!.

La casta preferisce mettere sotto controllo il suo popolo a livello economico, pretendendo per sè le immunità, maggiori poteri e l’assenza di ogni controllo e limite del suo operato.

L’insostenibilità di questo colpo di coda finale di uno Stato allo sbando e privo di credibilità economica è evidente a fronte di una crisi causata dai governi stessi e che peggiorerà ulteriormente con queste nuove inutili e controproducenti iniziative approvate.

Certamente non mancheranno chi nei media e sulla rete propaganda come “cosa buona e giusta” simil provvedimenti, che si illuderà di vedere il bicchiere riformatore come “mezzo pieno” a fronte della magra realtà, chi esalterà per ragioni ideologiche o filistee di parte la manovra di Tremonti scambiando il socialismo reale messo in pratica per liberismo rivoluzionario, tutto questo forse nella psicologica ricerca/necessità di mettersi l’animo (e non solo quello!) in pace davanti ai propri elettori, nonostante la dura realtà dei fatti e la palese mancanza di requisiti liberali e liberisti presenti in questo pseudodestra di governo.

Il sottoscritto non essendo nè un illuso nè uno stolto non scambia una rapina bis legalizzata per un provvedimento erogatore di libertà, non amo illudermi con la propaganda nè considerare come svolte di mercato e di meno Stato delle opzioni che vanno in senso opposto a quanto il Paese necessiterebbe.

Non sono così in astinenza culturale e cognitiva di Libertà (come invece i vari gazzettieri o commentatori/notisti politici di Palazzo) per non comprendere cosa sia in realtà la vera Libertà e come invece questo Stato italiano berlusconiano stia continuando scientemente alla sua negazione palese.

Ritengo quindi strumentali e poco pertinenti  le opinioni e i giudizi positivi dati a questa manovra che nella realtà delle cose pone Berlusconi in perfetta continuità con Romano Prodi.

Entrambi parlano di scenari e di realtà inesistenti, guardano all’antistatalismo, all’evasione fiscale e all’odio per il fisco degli italiani quali fenomeni dilaganti, pericolosi, sopravvalutandoli e ritenendoli moralmente e mortalmente pericolosi hic et nunc per i cittadini stessi.

In realtà gli unici a venir lesi da tali fenomeni sono proprio i parassiti di palazzo e lo Stato italiano.

Bisogna anche far notare come oggi in Italia l’antistatalismo e l’evasione fiscale siano ancora approcci culturali e individuali poco presenti, se davvero il Meridione d’Italia evadesse le tasse alla pari delle stime propinate in questi giorni dal Ministero delle Finanze (allo scopo di render contenti i somari leghisti padani per la rapina che subiranno) lo Stato Italiano sarebbe già fallito da tempo, se l’anti-statalismo e la cultura del rischio assieme alla difesa della propria proprietà privata e della libertà individuale di scelta fossero dilaganti in Italia non avremmo un socialista travestito da liberale per 15 anni a capo di un partito che si ostina a definirsi di centrodestra nè i problemi che ci attanaglieranno nel prossimo futuro.

Non saremmo messi come siamo oggi in termini di disoccupazione, prospettive lavorative per i giovani e a livello di debito pubblico nazionale e regionale.

Se fossimo un Paese di antistatalisti e di libertari coerenti ora gli italiani non pagherebbero a livello pecuniario le colpe dei politici invocando quale antitetica erronea soluzione quella degli scioperi generali sindacali a fronte di presunte pseudorivoluzioni “liberali” inesistenti a livello di corso d’opera.

Se fossimo un Paese di antistatalisti saremmo un Paese più serio e più responsabile nelle spese a fronte del solito teatrino delle parti e dei partiti utile solo a conservare le due armate sino al prossimo appuntamento elettorale.

Cercando di tratteggiare e di criminalizzare i liberali, i liberisti e i libertari quali “evasori” e ai margini della legittimità a prescindere (ben al di là poi delle effettive giuste provocazioni), presentandoli come individui contro i poveri (in quanto contro lo Stato e il welfare) e in a favore dei ricchi (in quanto favorevoli a meno Stato e meno tasse) non solo si riutilizza demagogicamente l’intero armamentario ideologico da Guerra Fredda usato oltre cortina dai sovietici contro i capitalisti e le Libertà ma si demonizzano le legittime aspirazioni di milioni di individui che ritengono necessario un contenimento della spesa e del ruolo dello Stato nella società e nell’economia.

L’enunciazione della difesa dei diritti naturali degli individui nell’Italia di Berlusconi si rivela ogni giorno che passa sempre più una situazione da codice penale e da linciaggio mediatico (e non).

Progressivamente si sta arrivando alla negazione agli individui della libertà e di ogni loro diritto giusnaturale di difesa della proprietà, del proprio capitale e del proprio lavoro a fronte della coercizione e strozzinaggio del Governo attraverso i suoi strumenti d’imposizione e oppressione.

Hayek lo descrisse bene nel suo libro La via della servitù, se si rinuncia alla difesa della proprietà dei mezzi, del diritto di scelta e del legittimo diritto sul frutto del proprio onesto e sudato lavoro in nome di un progressivo aumento del diritto positivo e della logica redistributiva sociale e giustizialista economica statuale si perde non soltanto i diritti economici ma infine anche i propri diritti civili di Libertà.

PDL e Lega Nord stanno compiendo statualmente questo crimine su milioni di italiani, cercando di inscenare una fantomatica lotta di classe sessantottina tra “Stato buono ed evasori cattivi” all’interno della società, instillando odio verso l’evasore e il cittadino benestante, cercando di imbarbarire la società nel tentativo di distogliere l’attenzione dalle loro mancate promesse e gravi responsabilità a fronte anche dei fallimenti del Welfare State italiano e dell’azione dello Stato da loro impersonato in tutti questi anni.

La redistribuzione della ricchezza ha impoverito gli italiani a fronte della retorica ideologia di palazzo tendente a valorizzare “l’unità e il bene comune collettivista della Nazione” manco fossimo a Cuba o in Corea del Nord!.

Berlusconi si rivela ancora una volta il solito mentitore comunista che ormai da parecchi anni è capace solo di razzolare male il proprio potere.

Vi ricordate appena qualche mese fa i comizi elettorali durante le ultime elezioni regionali?.

Vi ricordate le promesse contro le tasse e i regimi di polizia fiscali?.

Bene, tutto ciò si è rivelato l’ennesimo inganno, l’ennesima truffa ai danni in primis del proprio elettorato e dei ceti produttivi votanti, proprio come avevamo previsto anche qua.

A fronte di una opposizione, di una stampa di sinistra e di un sindacato che invoca scioperi o manifestazioni contro i tagli e per maggior lotta agli “evasori”, la realtà mostra ben altri colori.

A fronte della rapina fiscale messa in opera la CGIL, l’IDV e il PD si stracciano apparentemente i vestiti lamentandosi per i presunti tagli alla magistratura e ai parlamentari e ai loro serbatoi di voti; tutto questo rientra nel teatrino della faziosità di parte inscenato da chi è preoccupato solo di difendere propri settori elettorali dal seducente assalto ideologico mosso dal governo verso sinistre categorie di riferimento.

La vecchia sinistra a livello di establishment o non vuole vedere o ha già valutato in disparte da occhi indiscreti (distinguendo il rischio minimo nei fatti a livello economico da quello massimo a livello di consenso politico presso l’elettorato) il vero tenore della manovra finanziaria e l’incontrovertibile realtà: la trasformazione del PDL in un nuovo partito socialista di sinistra.

D’altronde basterebbe guardare il passato politico e sindacale dei ministri dell’attuale governo Berlusconi (a partire da Tremonti, Brunetta, Frattini e Sacconi) per rendersi conto della loro vera natura ideologica.

Berlusconi alla pari di Papandreou e Zapatero propone lacrime e sangue verso i propri elettori e cittadini per reponsabilità sue e del suo governo a fronte di 15 anni di politica di centrodestra basata sulle promesse e sulle menzogne, ora Berlusconi aumenta le tasse e lo fa entro un incremento dei controlli e della pressione fiscale locale (primo segnale dello pseudofederalismo fiscale leghista) che presumibilmente riproporrà capitoli di spesa e tasse locali calmierate dallo Stato a seconda del colore politico delle amministrazioni.

La sinistra d’opposizione a fronte di tutto questo trincera il proprio elettorato nel proprio irreale mondo di propaganda, dichiarando come “liberista” e “liberale” una manovra che appare chiaramente tendente ad ingraziarsi settori elettorali a loro vicini senza minimamente ridurre il Welfare State.

Di thatcheriano questa manovra non ha nulla non a caso è previsto il ritorno dell’ICI a livello locale mentre l’IRAP è destinata a cambiare solo di nome entro il progetto di imposte regionali leghiste.

Ma per la sinistra tutto questo non conta, dato che a fronte di questa pseudodestra il suo unico obbiettivo è quello di estremizzare ancor di più il baricentro della politica italiana verso sinistra e un conservatorismo dello status quo sociale.

Ci si accorge (forse) solo ora come manchi in Italia un vero centrodestra con idee coerentemente liberali e liberiste in grado di rispettare gli impegni assunti presso i propri elettori a fronte dei deliri di Berlusconi a livello ideologico e culturale.

Nelle regioni di confine (leggasi Nord) dentro la manovra sono previste agevolazioni di spesa che porteranno in Piemonte, Lombardia e Veneto ad un aumento del deficit regionali sulla falsa riga di quanto avvenuto già in Sicilia (unica regione a livello mondiale a rischio di default ma neppure menzionata dai media e dalla propaganda di regime informativo italico).

Praticamente la Lega Nord e le sue clientele politiche potranno spendere largamente indisturbate a fronte comunque di un aumento delle imposte locali e nazionali, la redistribuzione di soldi al sud resta inevitabile a fronte degli introiti maltolti diretti verso il meridione e a Roma in particolare entro la questione di “Roma capitale” (un antipasto di quel che sarà lo schema base dello pseudofederalismo fiscale leghista).

Le regioni del sud che solo qualche mese fa votarono in massa Berlusconi e il PDL ora dovranno a livello di popolazione stringere la cinghia in merito ai costi della sanità eppure nonostante ciò i quadri politici locali beneficeranno comunque della redistribuzione verso di loro e le loro clientele del bottino estorto al Nord (oltre a quello dei loro stessi concittadini di regione) senza subire alcuna minima riduzione degli sprechi o una effettiva riduzione del debito regionale a fronte dell’aumento della pressione fiscale locale.

Il governo ha riproposto anche la prodiana aggregazione degli enti previdenziali e statali entro un unico grande Moloch (molto probabilmente lottizzato partitocraticamente) negando quindi la necessità di una loro eliminazione e di un loro forte ridimensionamento a livello di assunzioni e di sindacati amici attraverso una riforma delle pensioni a capitalizzazione.

La banda bassotti berlusconiana ha previsto tagli fittizi sulla diaria e sullo stipendio dei parlamentari, una riduzione dei finanziamenti pubblici dei partiti e una annunciata riduzione delle auto blu italiane.

Il problema di tali annunci è che rimarranno presumibilmente solo buone intenzioni sulla carta, le resistenze dentro ai partiti di Governo sono fortissime (così come il rischio di possibili franchi tiratori a livello di futuri voti di fiducia) e già si sentono smentite o rinvii per alcuni capitoli di spesa come il famoso taglio delle province.

Basta questo esempio clamorosamente smentito nelle ultime ore da Berlusconi per dare il senso dell’intera operazione comunicativa farsa.

Inizialmente l’esecutivo aveva proposto il taglio iniziale di alcune province al di sotto dei 200mila abitanti, attualmente presenti o in creazione per via parlamentare, tale taglio avrebbe colpito solo 10 delle 110 province inutilmente presenti sul territorio.

La Lega Nord da sempre favorevole al mantenimento di questi enti inutili (in quanto fonte di clientele locali) sta facendo le barricate dentro all’esecutivo e sul proprio giornale di partito in quanto teme che dopo un eventuale taglio verso il Sud possa esserci una riduzione o cancellazione di province quali quelle di Como, Monza e Lecco proposte dallo stesso Carroccio negli anni e decenni scorsi e storicamente bacino elettorale di riferimento del partito.

Così neppure queste 10 province verranno cancellate; non si comprende allora quale credito possano avere le altre dichiarazioni di contenimento delle spese di Palazzo visto che molto probabilmente tali tagli verranno frenati prossimamente in via d’approvazione o nella loro attuazione a fronte dei diktat di alcune forze o fazioni politiche o da parte degli interessi locali

I politici grazie poi all’aumento delle norme e delle pratiche burocratiche e centraliste della manovra diventeranno sempre più centri di spesa pubblica clandestina con un aumento dei favori erogati per corporazioni e clientele amiche (sostituendo quindi le solite entrate di stipendio parlamentare con i benefici dati dalla regolarizzazione delle gare d’appalto e altri giochetti simili di favore emersi anche pubblicamente dalle ultime inchieste giudiziarie negli ultimi mesi).

Inoltre se già oggi i politici rubano con uno stipendio mensile superiore ai 15mila euro, sicuramente con una presunta riduzione dello stipendio (ammesso che sia vero) e un aumento della centralità dirigista e regolamentativa sul fisco nei confronti di imprese e privati i fenomeni di corruzione aumenteranno nei prossimi mesi e anni inevitabilmente: con tanti saluti al fantomatico decreto anti-corruzione.

D’altronde le statistiche internazionali dimostrano come i Paesi più statalisti e con la più alta pressione fiscale siano anche quelli con maggior tasso di corruzione nella società e in politica (e guardacaso l’Italia figura in tali classifiche in pessima posizione).

Sul finanziamento pubblico dei partiti Tremonti ha operato un taglietto marginale di una decina di punti percentuali, dimenticandosi come gli italiani si siano espressi contro il finanziamento pubblico dei partiti già con il famoso referendum promosso e vinto a livello popolare dai Radicali.

Se Tremonti voleva fare realmente il fiscale anche con la Casta avrebbe dovuto riconoscere il risultato del referendum cancellando qualsiasi finanziamento pubblico statale ai partiti e alla stampa ad essa connessa; ma siccome Tremonti nel suo operare criminale così scemo non è quando si tratta di toccare gli interessi della propria categoria, ha ben pensato di procedere ad una minimale e populistica operazione d’immagine (pari a quella sugli stipendi dei parlamentari) al solo scopo di calmare il malumore dei cittadini e dei contribuenti fuori dal palazzo.

Non è stato eliminato neppure il famigerato 5*1000 per i partiti denunciato in altri tempi da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ne La Casta.

A fronte della rapina sicura nei confronti dei contribuenti, Tremonti ha voluto “addolcire” apparentemente la cosa mediante un retorico richiamo/contentino al contenimento del costo dei partiti italiani.

Molto probabilmente se questo taglio andrà in porto, questo verrà compensato e controbilanciato entro la creazione di nuove voci di spese e attraverso un aumento del clientelismo e della corruzione diretta da parte dei partiti (sulla falsariga di quanto avvenuto sul finire della prima Repubblica) nell’economia e nel settore pubblico.

Sulla riduzione delle auto blu, la questione risulta evidente in tutta la sua retoricità, il ministero degli Interni non conosce neppure il numero preciso di auto blu presenti in Italia (in questo caso a fronte dei numeri propinati fittiziamente sull’evasione con certosina e arficiosa certezza qua lo Stato si basa su stime e approssimazioni stranamente per difetto ancor meno precise, nell’ordine del mezzo milione di automobili all’incirca).

Appare quindi evidente come anche la loro riduzione sarà più che altro una stima annunciata (per chi ci crede)…

D’altronde la questione del problema resta sempre quello: chi controlla il controllore?.

Chi impedirà il mantenimento dei capitoli di spesa promuovendone la loro rigorosa eliminazione a fronte di tale promesse tremontiane e alle probabili rinomine entro il bilancio dello Stato?.

Nessuno, neppure la Corte dei Conti.

Quel che è certo in questa manovra è che lo Stato può inscenare dalla bocca dell’esecutivo un idilliaca pseudoriduzione miniarchica a fronte della reale e sicura campagna di repressione fiscale e di coercitiva contribuzione mossa contro tutti gli italiani.

Il governo in profondo calo di consensi presso il proprio elettorato cerca di propinare l’ennesima fregatura statalista e collettivista etichettandola come “liberista e liberale”, nonostante il fallimento del sistema e delle sue stesse mancate politiche attuate in tal senso in tutti questi anni.

Il governo non ha operato alcuna riforma per la crescita in tutti questi anni, nè lo farà con questa manovra, non ha ridotto la sua presenza nella società, non ha posto le basi per una seria riforma autenticamente liberale e liberista del fisco, della sanità, dell’istruzione, dell’università e delle pensioni per i prossimi anni.

Tremonti ha dichiarato come tali questioni non siano all’ordine del giorno e come tali spese (i veri baluardi del socialismo reale di questo Paese) non verranno minimamente toccati dall’azione del governo; appare evidente come allora all’opposizione parlamentare e al sindacato resti poco da criticare e da stracciarsi le vesti…

Tutt’altro, Tremonti e Berlusconi ripropongono i prodromi ideologici della coppia Visco e Prodi di qualche anno fa, non a caso l’ex ministro “vampiro” del Tesoro e delle Finanze negli ultimi giorni si è speso pubblicamente in complimenti e apprezzamenti verso la manovra e le proposte dell’esecutivo.

C’è qualcosa allora che non va in tutto questo!.

E’ palese!.

Come può un ex ministro delle Finanze di sinistra apprezzare un governo di centrodestra se quest’ultimo fosse effettivamente liberista e liberale nelle sue proposte e orientamenti esecutivi?.

Come può un simil personaggio da sempre favorevole all’aumento delle tasse (e in precedenza sbeffeggiato da Berlusconi e da alcune manifestazioni pubbliche del PDL) oggi dare ragione a Tremonti e a Berlusconi se davvero le proposte del governo non mirassero all’aumento della pressione fiscale in pieno accordo con le costanti idee del “vampiro”?.

Sveglia a tutti quanti!.

Appare evidente allora (a maggior ragione) come tale manovra bis di fatto segni la legislatura e irrimediabilmente connoti il PDL per quel che andiamo dicendo da parecchio tempo: è un partito socialista intento ad aumentare le tasse.

Altro che scioperi e proteste della PA o del sindacato!!.

Qui bisogna fare rivolte fiscali e manifestazioni Tea Party permanenti contro le tasse e questo governo!!!.

Questo sito spera allora che il prossimo Tea Party a Roma il 26 giugno 2010 possa diventare una vera e propria manifestazione spontanea organizzata anche sul piano nazionale contro questa manovra e questo esecutivo, criticandolo da un punto di vista della crescita liberista, libertaria e liberale oggi assente ma necessaria per il nostro Paese.

Berlusconi cerca di ingannare gli italiani riproponendosi quale promotore di bislacche rivoluzioni “liberali” aventi però nella sostanza i caratteri e i toni di concrete manifestazioni di socialismo reale o di comunismo di guerra.

Berlusconi alla pari di Obama, Merkel, Papandreou, Zapatero e Sarkozy è un keynesiano, è un socialista e non propone nè proporrà nessuna seria ricetta per uscire dalla crisi, tali provvedimenti sono solo “pannicelli caldi” utili per ingannare gli investitori e i cittadini, non sono mirati a contenere lo Stato quanto semmai al suo soccorso entro una logica da filisteo che rischia di condurci in un inevitabile baratro e impoverimento generale degli individui assieme allo Stato stesso (proprio come in Grecia).

Tale manovra è allora l’ennesimo quanto inutile sacrificio di lacrime e sangue verso un Leviatano destinato comunque a fallire.

L’invocazione per l’Euro e la stessa UE data da Berlusconi in conferenza stampa appare tragicomica, stando a quanto dichiara la stessa Merkel l’Euro è a rischio di fallimento in futuro comunque, e non sarà certo l’Italia (paese che ha il debito pubblico 4 volte più grande della Grecia e il 3° debito pubblico al mondo) ad impedire i fallimenti degli altri PIGS e dell’Eurozona.

Inoltre appare evidente l’inversione ad U(E) di Berlusconi e Bossi, i quali sino a qualche decennio fa erano contrari alla moneta unica e alla sua introduzione, mentre oggi sono prodianamente i difensori di un perverso quanto fallito esperimento di ingegneria sociale e monetaria che già ai tempi di Prodi e Amato costò agli italiani fiumi di denaro per entrare nell’eurocricca.

Ora l’esecutivo ripristina tali salassi bis nei portafogli dei contribuenti italiani; questa manovra segna allora ufficialmente la morte del centrodestra italiana, lo avevamo già annunciato nei mesi e anni scorsi a fronte di manovre e piani quinquennali o biennali continuamente annunciati e proposti ogni anno, ad ogni finanziaria e sempre più fallimentari.

La repressione fiscale degli individui e delle ricchezze di questi è lo scopo ufficiale del PDL e di Silvio Berlusconi e del suo sodale Giulio Tremonti (trait d’union con la Lega Nord).

I ceti produttivi e attualmente già tartassati e vessati verranno ulteriormente impoveriti, la logica marxista “dell’evasore fiscale in quanto nemico di classe” promossa da questo governo fin dal famoso “scudo fiscale” contro i capitali esteri (di fatto una vera e propria deportazione fiscale in Italia) e l’ideologia che guida i suoi numerosi ministri dal passato socialista dimostrano come il Governo persegua una via sbagliata verso la schiavitù fiscale collettivista che non eviterà un peggioramento della situazione economica italiana nè un aumento dell’impoverimento e della disoccupazione giovanile come gli indicatori stanno oggettivamente dimostrando.

Senza riforme di libero mercato, senza liberalizzazioni (sempre più affossate) e le privatizzazioni di larghi settori pubblici, senza una riduzione della spesa e degli sprechi a fronte di una contemporanea riduzione della pressione fiscale questo governo non farà altro che giocare sugli istinti dell’odio e dell’invidia sociale tra poveri tartassati a fronte di nuove prossime menzogne elettorali e del contemporaneo arricchimento della casta di parassiti e di palazzo (i veri e unici speculatori della situazione e dei vostri soldi).

Quelli che oggi chiedono a chi già sacrifica buona parte del proprio stipendio annuale per ulteriori elargizioni coattive nei confronti dello Stato sono quelle stesse persone che dichiaravano ancora qualche settimana fa la non necessità di una manovra bis finanziaria, erano gli stessi che annunciavano baldanzosi e sorridenti come la crisi economica fosse finita o mai giunta nel nostro Paese (a seconda delle situazioni e delle convenienze), erano quegli stessi che negli anni scorsi fecero cadere (per potere) Prodi e i sinistrati allo scopo retorico di ridurre le tasse ed impedire la polizia tributaria in Italia dei comunisti.

Oggi quelle persone mostrano il loro vero volto criminale dedito allo strozzinaggio, all’inganno e all’impoverimento del loro stesso elettorato.

Oggi Silvio Berlusconi (ri)entra ufficialmente nell’album di famiglia della sinistra italiana approvando proposte e leggi atte ad instaurare un regno del terrore fiscale mandando in soffitta qualsiasi possibile e credibile richiamo al 1994.

L’unica cosa concreta di questa manovra resta allora un effettivo aumento della pressione fiscale per i cittadini.

Questa è la politica, questa è l’Italia che retoricamente festeggia con i vostri soldi estorti la sua Unità.

E’ sempre più necessario proporre forme di lotta nonviolenta gandhiana contro questo Governo, questo Stato Italiano e questo fisco in costante crescita in tutti questi anni (come certifica pure l’Istat, non certo una componente aderente al Movimento Libertario di Leonardo Facco!).

Ormai deve cadere la discriminante buonista che da troppo tempo a destra e da destra ha salvato sempre Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti  da critiche e da possibili contestazioni del proprio elettorato nonostante i palesi errori di governance e gli scarsi o inesistenti risultati di questo quindicennio.

Ora questo governo mostra il suo vero volto prodiano e vischiano e francamente penso che in pochi tra coloro che amano le vere Libertà e che producono ricchezza con il loro lavoro amino difendere o ricordare positivamente tali personaggi.

Bene, tali personaggi sono ora tornati al governo sottoforma di politicanti di “centrodestra”, Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti sono replicanti di Prodi e Visco e continueranno sotto l’etichetta di “centrodestra” e di “Popolo della Libertà” a derubarvi del vostro denaro.

Volete farvi derubare indisturbatamente?.

Cosa aspettate a protestare e a disobbedire?.

Non penserete che Berlusconi e Tremonti solo perchè non sono fisicamente Prodi o Visco e non si nascondano dietro i simboli di sinistra non siano anch’essi pericolosi e da fermare?.

Non penserete che delle fallimentari idee possano essere risolutive e giuste nella loro applicazione solo perchè a farle c’è un governo o delle persone nominalmente di centrodestra e fisicamente differenti da Prodi?.

Se vi siete indignati con Prodi e Visco preparatevi ad indignarvi e a scendere in piazza assieme ai Tea Party e ai libertari del ML contro lo statalismo antropologico di Berlusconi e Tremonti!!!.

Il governo e il suo bilancio pubblico sono ormai fuori controllo, la propaganda dei media continua a nascondere la realtà, con la scusa di nuove tasse e nuovi introiti a livello locale e nazionale aumenteranno anche le multe, le proibizioni, i controlli sia elettronici che di videosorveglianza, i costi delle sigarette e della benzina (come dimostra anche il tentativo di porre dei posti di blocco/caselli di pedaggio a pagamento a Roma presso il grande raccordo anulare e in altre strade).

Colpiranno anche le vostre libertà individuali non soltanto direttamente quelle economiche pur di far cassa.

Il governo mira al duplice e contradditorio obbiettivo di aumentare la propria credibilità interna mirando a confiscare i risparmi degli italiani e cercando di favorire l’acquisto di titoli di Stato (spazzatura) da parte dei finanziatori stranieri.

Questi ultimi a loro volta verranno colpiti una volta messo il piede nel nostro Paese come turisti imponendo a loro entro la questione “Roma Capitale” una tassa di soggiorno (la quale colpirà comunque anche gli stessi italiani in trasferta) pur di guadagnare soldi (con tanti saluti all’industria e al settore terziario alberghiero e turistico italiano, a fronte anche dei fallimentari esperimenti di turismo di Stato della pescivendola Brambilla e alle sue proposte di estensione per decreto legge della stagione estiva per le scuole e gli studenti).

Il modello sovietico descritto in 1984 da Orwell si conferma come modello putiniano da seguire letteralmente dal partito dell’Amore al potere.

Lo Stato vuole operare una stretta fiscale alle famiglie e agli individui cercando di raggranellare gli ultimi spiccioli disponibili.

Con la tassazione diretta sui consumi di prossima approvazione (dopo le ferie estive) e la messa in opera dello pseudofederalismo fiscale leghista (che permetterà ai leghisti di signoraggiare al Nord i tributi) questo governo arriverà ad un passo dalla redistribuire delle tessere pubbliche per i pasti abolendo la moneta e qualsiasi transazione tra privati cittadini proprio come nella fallita URSS.

Al contempo il debito pubblico nazionale e regionale anche con lo pseudofederalismo leghista in vigore per come è ideato, segnerà un pesante aumento che produrrà notevoli e serie conseguenze future, stando anche a quanto scrivono le previsioni internazionali di alcuni seri economisti ed editoriali economici di importanti giornali stranieri.

A fronte del fallimento di ogni tentativo o alternativa possibile e credibile disponibile a livello politico e partitico da opporre verso tale governo, una massiccia disobbedienza civile con secessione individuale di massa che si richiami alla difesa dei principi giusnaturali del diritto liberale classico e del libertarianismo diventa l’unica soluzione possibile, l’unica forma di legittima difesa arrivando a realizzare una opposizione libertarian financo agorista e di vero contrasto al Big Government da parte di chi produce verso gli obblighi nei confronti di uno Stato e una casta politica parassitaria e criminale avente numerosi adepti al loro servizio intenti solamente a impoverirci e schiavizzarci giorno dopo giorno.

 
Commenti (7)
Infatti
7 Domenica 30 Maggio 2010 09:39
LucaF.
Infatti Leo come avevo già commentato in altri articoli qua sul sito, ho molto apprezzato il tuo sincero impegno e intervento a Prato per i Tea Party in Italia e per una direzione meno politicizzata e strumentale di questa risorsa per opporsi al fisco predatore.
Purtroppo temo che molti aderenti o co-organizzatori aggregati all'evento italiano siano intenzionati a neoconizzarli come risorsa per cercar consensi in favore dell'establishment in crisi di credibilità e consensi....
Ciao da LucaF.
1984
6 Domenica 30 Maggio 2010 09:05
Brillat-Savarin
Articolo ineccepibile: la descrizione di "1984 itaglia". Del resto uno stato nato nelle circostanze storiche in cui è nato nel 1860 o giù di lì, non poteva che diventare questa lurida postiglia limacciosa che è. Invito a leggere autori come René Guénon e, ovviamente, ad una seria e consapevole difesa del diritto di proprietà.
per Antonio
5 Domenica 30 Maggio 2010 08:45
Leo A.d. Ml
Il governo Berlusconi ha introdotto LA ROBIN TAX per i petrolieri (che abbiamo pagato noi alla pompa); ha aumentato le tasse aeroportuali; ha aumentato di 10 cents le sigarette; ha introdotto la tassa sulle memorie di penne usb, pc, telefonini, ecc.

Caro LucaF, al tea-party di Prato ho cercatoproprio di far capire che se alle parole non segue l'azione non si otterà alcun risultato, se non un po' di visibilità per chi organizza e partecipa.
Grazie per la pubblicazione
4 Domenica 30 Maggio 2010 08:30
LucaF.
@ Antonio De Franco
Le tasse a livello locale e nazionale sono aumentate in questi due anni di governo Berlusconi, ma siccome in modo sproporzionato sono aumentate notevolmente (rispetto anche alle entrate dello Stato) le spese si è resa necessaria tale manovra fiscale bis in quanto lo Stato italiano deve ovviamente reperire del denaro extra per far quadrare i conti disastrati.
Ora dato che lo Stato italiano non ha più una propria moneta nazionale e quindi la possibilità di svalutarla o di inflazionarla (stampandola) deve necessariamente aumentare (ulteriormente) le tasse per poter recuperare tali somme di denaro presso la popolazione.
Praticamente quello che stanno facendo gli altri governi PIIGS (Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia).
Sennò non a si capirebbe se fossero veri tagli e vere riduzioni dei costi dello Stato perchè la chiamerebbero anzichè riforma, manovra economica finanziaria bis.
Inoltre ho segnalato nell'articolo dei link con fonti Ansa e Istat che parlano dell'aumento della pressione fiscale in questi ultimi anni berlusconiani, questo trend di governo è ideologico e inevitabile e non solo congiunturale (visto che negli anni e governi berlusconiani precedenti le tasse non sono mai calate).

@ Leo
Grazie per la pubblicazione, naturalmente solo un ragioniere che cita Marx può prendere lezioni dal "Vampiro".
Spero che il ML possa farsi portavoce presso i Tea Party italiani della necessità di passare dalla proposta alla protesta fiscale contro questo governo menzognero e ladro.
Ciao a tutti da LucaF.
Rivolta Fiscale Subito!
3 Sabato 29 Maggio 2010 20:50
Bisiakarja
Organizziamoci
Chiarimento.
2 Sabato 29 Maggio 2010 20:43
Antonio De Franco
Ma quali sono le tasse aumentate con questa manovra finanziaria?
Le puoi elencare? Grazie.
grazie LucaF
1 Sabato 29 Maggio 2010 19:57
Leo A.d. ML
Bellissimo. Inoltre, aggiungerei: come si fa a prendere lezioni da Visco, condannato per ABUSO EDILIZIO per la sua Villa di (mi pare) Pantelleria.

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La marcia del mais
2011: SEMINATI ALTRI TRE ETTARI
SEMINA 2011: OPERAZIONE "6 semi di mais ovunque" (richiedi i tuoi 6 chicchi)

464 destinatari! ECCO LE PRIME FOTO 

PRIMA SEMINA MAIS OGM. Da giorni, in questa nuova sezione, è iniziata la pubblicazione delle fotografie che riguardano la crescita dei 6 SEMI DI MAIS OGM piantati da Movimento Libertario & Agricoltori Federati il 25 aprile scorso. Qui, il video della semina!

QUI IL VIDEO DELLA SEMINA IN CAMPO APERTO!

l'ultimo scatto...

02-10-2010

 LUI CONDANNATO, LORO IMPUNITI

ABBIAMO RACCOLTO LE PANNOCCHIE, SI ACCETTANO OFFERTE PER AVERE IL SIMBOLO DI UNA BATTAGLIA CHE RIMARRA' NELLA STORIA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

REGALIAMO UNA VACANZA AI "NAZI-COMUNISTI"
Sbugiardati gli oscurantisti: GLI ISPETTORI CONFERMANO: "ZERO COMMISTIONE"!
2011: FIDENATO SCRIVE A BRUXELLES: ANCHE QUEST'ANNO TORNERO' A SEMINARE MAIS OGM! 
Conferenza stampa dell'8 marzo sulla semina 2011
L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
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