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di Redazione
Chi non vorrebbe possedere una lettera consegnata dal servizio postale di Lysander Spooner, o una edizione originale di un manoscritto di Thoureau o di Tucker, o una confezione del te che venne versato in mare dai coloni nel 1773? La storia è fatta di cose concrete, di oggetti che hanno segnato un’epoca e rappresentato un’idea immortale, che col tempo sedimenta nella testa degli uomini liberi.
La battaglia di Giorgio Fidenato e del Movimento Libertario fanno parte della contemporaneità, dell’attualità, ma un giorno verrà ricordata per quel che è: un’azione individuale coraggiosa di un uomo che ha scelto di combattere lo Stato, di non farsi prevaricare da ciò che può anche essere legge, ma nulla ha di legittimo.
Le sei piantine di mais ogm, quelle che hanno scatenato l’interesse mediatico, e non, sull’azione di disubbidienza civile di cui sopra, non sono mai state scoperte, nessun nazi-comunista ha potuto distruggerle. Così, noi, abbiamo raccolto le pannocchie, belle e sane, che son maturate durante l’estate. Ora, quelle pannocchie le rendiamo disponibili per chi volesse conservarne un segno tangibile di questa battaglia di libertà in difesa del diritto d’intrapresa e della più genuina libertà d’azione laddove esiste una proprietà privata.
Vendiamo le pannocchie – che in tutto sono 15 – per raccogliere qualche fondo, utile alla imminente contesa legale che ci aspetta al solito tribunale di Pordenone, con la speranza che anche lì esista un giudice berlinese.
di Redazione
Chi non vorrebbe possedere una lettera consegnata dal servizio postale di Lysander Spooner, o una edizione originale di un manoscritto di Thoureau o di Tucker, o una confezione del te che venne versato in mare dai coloni nel 1773? La storia è fatta di cose concrete, di oggetti che hanno segnato un’epoca e rappresentato un’idea immortale, che col tempo sedimenta nella testa degli uomini liberi.
La battaglia di Giorgio Fidenato e del Movimento Libertario fanno parte della contemporaneità, dell’attualità, ma un giorno verrà ricordata per quel che è: un’azione individuale coraggiosa di un uomo che ha scelto di combattere lo Stato, di non farsi prevaricare da ciò che può anche essere legge, ma nulla ha di legittimo.
Le sei piantine di mais ogm, quelle che hanno scatenato l’interesse mediatico, e non, sull’azione di disubbidienza civile di cui sopra, non sono mai state scoperte, nessun nazi-comunista ha potuto distruggerle. Così, noi, abbiamo raccolto le pannocchie, belle e sane, che son maturate durante l’estate. Ora, quelle pannocchie le rendiamo disponibili per chi volesse conservarne un segno tangibile di questa battaglia di libertà in difesa del diritto d’intrapresa e della più genuina libertà d’azione laddove esiste una proprietà privata.
Vendiamo le pannocchie – che in tutto sono 15 – per raccogliere qualche fondo, utile alla imminente contesa legale che ci aspetta al solito tribunale di Pordenone, con la speranza che anche lì esista un giudice berlinese.
Per avere la pannocchia (massimo due) basta che facciate una LIBERA DONAZIONE direttamente dal sito del Movimento Libertario. Inviateci poi una mail con l’indirizzo al quale volete che venga spedita la confezione, nella quale vi sarà un’attestazione autografa di Fidenato.
Diceva Robert Ingersoll: “Rinunciare alla propria individualità equivale ad annientare sé stessi. La schiavitù mentale equivale alla morte intellettuale ed ogni uomo che abbia rinunciato alla propria libertà intellettuale non è altro che il feretro vivente del suo spirito morto”.
Ogni pannocchia incarna il monito di Ingersoll!

Ultimo aggiornamento (Giovedì 07 Ottobre 2010 22:16)

 
Commenti (9)
cervelli rubati alla lega nord
9 Lunedì 19 Marzo 2012 18:59
mario
mettetevele nel culo le pannocchie che magari è la volta buona che vi scantate
Tattiche squadriste
8 Giovedì 24 Marzo 2011 19:50
Lev Remiganti
Che passano per discussione; ma equivalgono solo a dare un calcio in bocca a chi parla o a sopraffare la sua voce con una trombetta stonata: la musica non ha importanza, basta solo fare un po' di rumore.
lungo spam
7 Martedì 04 Gennaio 2011 09:54
Green Peas
Questo Giuseppe Nacci mi pare il nuovo di Di Bella. Quello che aveva inventato una cura miracolosa, che poi si e' rivelata una grande bufala. Ai danni dei malati.
a Mario monti
6 Mercoledì 08 Dicembre 2010 15:15
Leo A.d. ML
La solita sequela di falsità? E' dal 1970 che gli ambientalisti NON NE AZZECCANO UNA!!!!!!!!!!!!!!!!!
l'informazione aiuta
5 Domenica 05 Dicembre 2010 19:55
mario monti
La minaccia degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM)
VEDI ANCHE SU:
http://fiocco59.altervista.org/27novembre.htm TERZO CONGRESSO MONDIALE DI MEDICINA INTEGRATA
– ROCCAMORICE – SETTEMBRE 2006 : La Minaccia degli Organismi Geneticamente Mondificati (Relazione
in PDF presentata al Congresso dal Dott. Giuseppe Nacci)
oppure su:
http://www.mednat.org/cancro/TERZO%20CONGRESSO%20_Roccamorice.pdf
www.medicinetradizionali.it/TERZO%20CONGRESSO%20MONDIALE%20Roccamorice.pdf
www.medicinetradizionali.it/nacci%20piante.htm
Il Cancro è una malattia degenerativa dovuta a carenze di vitamine e a intossicazione da sostanze
chimiche presenti nei cibi. Le vitamine e le sostanze pro-vitaminiche presenti nelle piante naturali
di comune alimentazione umana possono essere stimate in numero superiore a 15.000-30.000 tipi.
L’introduzione nell’agricoltura moderna degli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) è una
ingiustificata e pericolosissima alterazione di ciò che l’Evoluzione ha prodotto nelle piante in
centinaia di milioni di anni: piante sulle quali si è basata la successiva evoluzione biochimica dei
complessi organismi animali superiori, culminati con l’avvento dei Mammiferi negli ultimi 65
milioni di anni e quindi con la comparsa dell’Uomo; pertanto il delicato equilibrio biochimico della
specie umana dipende dall’integrità delle specie vegetali così come l’Evoluzione le ha condotte fino
a noi, poiché la Salute di ciascuno di noi è basata sulla Biochimica cellulare umana, e questa
dipende, nella propria complessità genomica (DNA), dall’utilizzo di migliaia di vitamine e di
complessi fitochimici presenti in Natura.
La personale visione dell’autore del presente lavoro che, come medico nucleare, ha avuto modo di
studiare per anni gli effetti delle radiazioni ionizzanti su organismi complessi, è che la pianta è
anch’essa un organismo complesso, frutto dell’evoluzione biologica avvenuta in centinaia di
milioni di anni: ogni modificazione genetica provocata in essa dall’Uomo (con radiazioni come a
Chernobyl, o con virus come attualmente compiuto con gli O.G.M.), per quanto minima possa
essere tale modificazione, essa produrrà comunque un danno, un danno irreparabile che spesso non
potrà essere riconosciuto, poiché l’Uomo conosce con sicurezza soltanto poche decine di vitamine e
di altre sostanze pro-vitaminiche. Viceversa, le vitamine e le altre sostanze contenute nelle piante
sono decine di migliaia, e sono queste le responsabili del corretto funzionamento della complessa
biochimica umana e del genoma umano (DNA).
Ma oggi, per ottenere il vantaggio di una maggiore produzione agricola, si ricorre al metodo di
modificare il patrimonio genetico delle piante naturali, allo scopo di modificarne la struttura,
renderle sterili (per obbligare gli agricoltori a comprare nuovi semi ogni anno), brevettarne la
trasformazione indotta, e rivendere in tutto il mondo il prodotto così ottenuto. Si afferma inoltre che
esista sostanziale equivalenza tra il prodotto geneticamente modificato (OGM) e quello ottenuto con
la selezione dei caratteri genetici (cioè tramite incrocio naturale di piante come da sempre fatto
dall’umanità nel corso di migliaia di anni). Da parte dell’autore del presente lavoro, si afferma
invece che tale “sostanziale equivalenza” è assolutamente insostenibile, perché l’incrocio naturale
di piante avviene con semi naturali della stessa specie, mentre la manipolazione genetica (OGM)
avviene superando le barriere di specie vegetali, mediante introduzione di geni di altre specie
vegetali, o addirittura di batteri, virus o animali. Infatti la maggior parte dei geni usati
dall’ingegneria genetica provengono da specie viventi che non hanno mai fatto parte
dell’alimentazione umana e, addirittura, sono provenienti da DNA non appartenenti a piante ma ad
animali, batteri o virus e/o retrovirus transgenici.
26
Si possono così ravvisare OTTO minacce immediate:
PRIMO: Depauperazione dei complessi pro-vitaminici e vitaminici delle piante
Depauperazione di complessi vitaminici e pro-vitaminici non più presenti negli alimenti, con
conseguente incremento delle malattie degenerative e carenziali come ad esempio il Cancro (vedi
Settima e Nona Dichiarazione). Gravissimo è infatti il deliberato tentativo di disattivare le sostanze
naturali contenute nelle piante, allo scopo di rendere possibile il trasporto su lunghe distanze e per
tempi molto lunghi, di frutta e verdura fresche, in realtà fortemente impoverite delle tante vitamine,
la cui assenza permette così di evitare l’ossidazione di tali cibi. Ma queste vitamine entrano in
complessi meccanismi enzimatici nel DNA dei mammiferi, e inducenti il fenomeno di apoptosi
(suicidio) in queste cellule di mammifero se ammalate da cause infettive o di altro genere (come ad
esempio il Cancro). Tale fenomeno di depauperazione vitaminica a scopo di mero sfruttamento
commerciale è un gravissimo atto di danno deliberato inflitto all’Ecosistema tramite gli O.G.M.
Gravissima è infatti la scomparsa di molte di queste vitamine naturali anti-cancro (Antocianine,
Flavonoidi (1122), Polifenoli (1123), sesquiterpene lattone Partenolide (701), penta-acetil Geniposide (1061), Camelliina B
(698), beta-Criptoxantina (1063), Esperidina (1063), Emodina (247,333,715), acido ursolico (700), Solfuro di allile (694,696),
Eriodictoiolo (693), protocatechine (692), Indoli (809), Isotiocianati (809), Resverarolo (695), Elemene (690), Acutiaporberina
(711), Capsaicina (719,1351), Wogonina (713,1694), Fisetina (713), acido carnosico (712,1062), Germanio sesquiossido (269),
Epigallo-catechina gallato (173,1124), Limonene (693), Axeroftolo palmitato, alfa e beta Carotene, acido trans-Retinoico,
Tocoferoli, Cinaropicrina, Licopene (633,1359), Proantocianidina, Damnacanthal (1043), Baicalina (718), Baicaleina (718),
acido idrocinnamico (693), sesquiterpenoidi come Atractilone (704), o come Atractilenolidi I, II, III (704), alcaloidi del
Gelsemio (699), altri flavonoidi (1064), Sinigrina, acido ferulico, acido ellagico, acido cumarinico …) inducenti
l’apoptosi (suicidio) dei tumori: www.erbeofficinali.oer/dati/nacci/tisaneantitum.php .
Nel capitolo 5 (“Piante che fanno suicidare il cancro) sono riportate molte vitamine e molte piante
che inducono questo fenomeno di suicidio del cancro, con aggiunta dei dati di bibliografia
scientifica su diverse modifiche apportate dalle Multinazionali OGM. Questa scomparsa può
avvenire anche a causa di accidentale modificazione OGM delle piante: ad esempio, nel caso della
Pueraria species, essa è ricca di Antocianine, che inducono apoptosi sui tumori, ma nel caso della
Pueraria-GMO (modificata geneticamente in maniera accidentale), tale contenuto è gravemente
ridotto del 40% (1119). Disponibile PDF allegato: Joung JY.: An overexpression of chalcone reductase of
Pueraria montana var. lobata alters biosynthesis of anthocyanin and 5’-deoxyflavonoids in transgenic tobacco,
Biochem Biophys Res. Commun 2003, 303, pp.: 326-331. 1 http://www.mednat.org/alimentazione/PUERARIA.pdf)
Nel lavoro di Woitch e Romer (1740) del 2005, viene inoltre dimostrato che fuori dai laboratori, nelle
vere condizioni ambietali di stress climatico (sbalzo termico giorno-notte, vento, raggi ultravioletti
solari, etc…) le piante OGM perdono le capacità di produrre vitamine anche se precedentemente
create in laboratorio proprio a tale scopo. Il motivo di tali insuccessi riposa essenzialmente nella
totale ignoranza della Scienza di fronte all’attivazione dei complessi meccanismi biochimici di
riparazione che la pianta deve attuare in condizioni di stress ambientale di varia origine, a differenza
invece delle piante naturali, evolutesi per circa 500 milioni di anni e caratterizzate quindi da una
loro naturale e spontanea capacità di produrre decine e decine di vitamine (in gran parte ancora
sconosciute) allo scopo di proteggersi dallo stress ambientale dalle radiazioni ultraviolette, dell
escursione termica giorno-.notte, dalle infezioni virali, batteriche o da funghi, etc…(Impact and
interaction od liophilic antioxidants in mutants and transgenic plants, Journal of Plant Physiology, 162, 2005, págs:
1197-1209 http://www.mednat.org/alimentazione/Nacci_Vitamins_in_GMO_Plants.pdf
Gravissima è poi l’assenza dei semi dai frutti OGM. L’importanza dei semi come fattori anti-cancro
risiede sostanzialmente nel fatto che essi contengono la famosa vitamina B17 (cap. 5.b).
Ma è estremamente grave il fatto che le grandi aziende semeniere OGM stiano immettendo sul
mercato agricolo mondiale gli stessi frutti privi però di semi, in particolare: Cucumis melo, Citrus
limonum, Citrullus vulgaris, Solanum lycopersicum, Vitis vinifera.
26
SECONDO: mutazioni genetiche delle piante e conseguente alterazione della Biochimica umana
A causa dell’introduzione di geni estranei (es. di animali, batteri, virus, retrovirus) nel DNA della
pianta, si verifica in essa l’alterazione della normale sequenza genomica, con la comparsa di nuove
proteine e/o la perdita di altre proteine di sequenza genomica. Di qui la comparsa di nuove sostanze
simili alle vitamine naturali, ma in realtà con caratteristiche di reattività enzimatica e biochimica
diverse da quelle naturali, con induzione pertanto di modifica della loro componente di attività
biochimica sul genoma umano, una volta introdotte con l’alimentazione. Di qui la comparsa
potenziale di nuove malattie insorte “artificialmente” a causa di manipolazione genetica (OGM) di
organismi vegetali, inquinati geneticamente da nuove molecole simil-vitaminiche dagli effetti
induttivi sul DNA umano e sulla sua complessa biochimica del tutto sconosciuta, ma probabilmente
foriera di gravi danni data l’estrema complessità e quindi vulnerabilità del DNA umano. VEDI:
Pusztai 1578, 1588 (http://www.gmwatch.org/p1temp.asp?pid=66&page=1), Malatesta (1579-83), Ermakova
(1584), http://eco-irina-ermakova.narod.ru/eng/index.htm , Food Standards Agency News (1585).
TERZO: fallimento della dieta-anti-cancro
Come già dimostrato da Gerson, sia da altri autori (749,750,1360-1364), moltissime sostanze contenute
solo in frutta e verdura cruda e biologica sono in grado d’indurre cascata immunitaria contro il
tumore, detossificazione e il particolare fenomeno dell’apoptosi (suicidio) delle cellule malate,
senza quindi necessità di laboriose e costosissime ricerche. Così, nella Dieta anti-cancro del
dott.Gerson applicata a 153 pazienti sofferenti del caso del peggior Cancro conosciuto (Melanoma)
si giungeva, dopo 5 anni di Dieta-Gerson, a percentuali di guarigione variabili dal 70-90% (se
tumore ancora localizzato) a percentuali di guarigione del 40-70% (se tumore già metastatizzato),
purchè in pazienti non sottoposti precedentemente a Chemio-Terapia (749,750,1360-1364). Viceversa, con
la Chemio-Terapia, la percentuale di guarigione da Melanoma a 5 anni è del 6% (969), valore che
secondo altre fonti (1340) è invece dello zero per cento, valore che è confermato anche nel caso del
cancro del pancreas, del sarcoma, dell’utero, della prostata, della vescica, del rene e del mieloma
multiplo, salendo poi all’1% nel caso del cancro dello stomaco e del colon, al 2% circa nel caso
della mammella e del polmone, al 3-5% nel caso del cancro del retto, al 4-5% nel caso dei tumori al
cervello, al 5% nel caso del cancro dell’esofago, al 9% nel caso del cancro dell’ovaio, al 10% nel
caso del linfoma NON Hodgkin, al 12% nel caso del cancro della cervice uterina, al 40% circa nel
caso del seminoma del testicolo e del Linfoma di Hodgkin. (1340)www.mednat.org/cancro/MORGAN.PDF
La chiave di spiegazione di tale efficacia curativa di queste particolari diete vegetariane risiede nel
fatto di non assimilare mai cibi contenenti tutti i potenziali fattori di crescita cellulare, in particolare
l’assimilazione contemporanea di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali (Valina, Isoleucina, Leucina,
Lisina, Metionina, Istidina, Triptofano, Fenilalanina, Treonina), degli acidi nucleici, della vitamina
B12, dell’acido folico e, relativamente, anche acido para-aminobenzoico [PABA]): una volta, i cibi
che contenevano tutto ciò erano unicamente i cibi di origine animale (carne, pesce, uova, latte,
formaggio, burro..) che sia Gerson, sia altri Autori (compresa anche la medicina cinese e indiana)
proibivano di assumere per almeno 1 anno. In particolare risultava così vincente la sola
alimentazione vegetariana, cioè a base di sola frutta e di verdura, compresi i cereali e i legumi.
Questi ultimi cibi (cereali e i legumi) sono però ricchi di AMINOACIDI ESSENZIALI, e ciò può
stupire che venissero comunque impiegati nella terapia del Cancro da molte altre scuole di medicina
naturale occidentale, indiana e cinese. Il successo di queste terapie così lontane fra loro come
TEORIA, ma così simili come efficacia pratica contro il CANCRO , potrebbe essere spiegato dalla
moderna BIOCHIMICA , in base al fatto che: nessun cereale e nessun legume conteneva da solo
tutti e 9 gli aminoacidi essenziali. Questi alimenti però, se uniti insieme nello stesso pasto,
determinavano l’assimilazione di tutti e 9 gli aminoacidi. Di qui il divieto assoluto di non mangiare
26
assieme Pasta (o Polenta, o Pane [anche se azimo] o Riso) con Legumi, poiché si ha integrazione
dei nove aminoacidi essenziali (8 contenuti nei cereali + 8 contenuti nei legumi), con effetto
nutrizionale simile a quello ottenuto dalla Carne (in fondo, una volta , un piatto di Pasta e fagioli era
anche chiamato ….la carne dei poveri….)
Oggi però, tramite l’introduzione in commercio di cereali, legumi e altri vegetali modificati
geneticamente (O.G.M.) in molti di questi alimenti sono contenuti TUTTI gli aminoacidi essenziali
(1065), rendendo in tal modo effettivamente NON più curabile il Cancro secondo quanto descritto in
questo lavoro, nella terapia Gerson, e da molti altri autori.
QUARTO : malattie indotte da virus transgenici
I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) entrano
nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta. Questi virus dovrebbero restare
latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi in maniera analoga ai ben noti virus
tumorali a RNA (Oncornavirus) o come i virus tumorali a DNA (entrambi induttori di leucemie,
sarcomi, carcinomi, gliomi…). Questi virus possono anche essere portatori di malattie nuove o di
malattie abbastanza simili a ben note sindromi purtroppo ancora poco comprese nella loro dinamica
(AIDS, Mucca Pazza, etc…), e di cui è ancora molto vaga l’origine (forse virus trangenici).
In merito a virus impiegati per costruire O.G.M. vi è un’ampia bibliografia (738-747,1220).
Si ritiene necessaria la ricerca in pazienti malati di tumore della verifica di eventuale ibridazione tra
RNA polisomiale (di sospetta origine virale OGM, da Oncorna-virus modificato per produrre piante
OGM ad uso alimentare) ottenuto da tumori umani di pazienti alimentatisi con cibo OGM, e DNA
sintetizzato in laboratorio per trascriptasi inversa dagli stessi Oncorna-virus modificati per produrre
OGM. Nota: tutto ciò richiede però l’accesso ad informazioni riservate, forse coperte da brevetto, in
merito ai modelli di retrovirus impiegati dalle multinazionali OGM, e alle modifiche apportate loro
dalle stesse aziende prima della immissione in commercio delle stesse piante OGM.
Molto più difficile rintracciare virus tumorigeni a DNA impiegati dalle multinazionali OGM per
modificare il DNA delle piante ad uso alimentare, poiché questi virus (Pox-virus, Herpes-virus,
Papova-virus, Adeno-virus), a differenza degli Oncorna-virus, non sono rilevabili nel siero o nelle
urine del paziente. E’ però dimostrato che nel citoplasma di cellule tumorali di mammifero infettate
e modificate da questi virus a DNA permane una piccola frazione, altamente specifica, di RNA
messaggero, che non si trova né in cellule normali, né in cellule tumorali infettate da altri tipi di
virus oncogenici a DNA. Si tratta quindi di verificare l’eventuale ibridazione tra questo RNA
messaggero (di sospetta origine virale OGM, cioè da virus a DNA modificato per produrre piante
OGM ad uso alimentare) ottenuto dal citoplasma di cellule tumorali di pazienti alimentatisi con
cibo OGM, e DNA sintetizzato in laboratorio dagli stessi virus a DNA modificati per produrre
OGM. Anche qui si richiede però l’accesso ad informazioni riservate, forse coperte da brevetto, in
merito ai modelli di virus a DNA impiegati dalle multinazionali OGM, e alle modifiche apportate
loro dalle stesse aziende prima della immissione in commercio delle stesse piante OGM.
Un’ibridazione positiva, rivelata dalla formazione di DNA ibrido radioattivo (32P) indica la
presenza si sequenze di DNA virale nelle cellule trasformate (Green, Perspect Biol. Med., 1978).
Il promoter CaMV è il preferito fra tutti i promoters impiegati dalle Multinazionali OGM per
modificare le piante, perché non è influenzato dalle diverse condizioni dei tipi di tessuto cellulare
vegetale, e dove ha così modo di agire. Purtroppo, esso è in grado di penetrare e di replicarsi anche
nelle cellule degli animali, comprese quelle dei mammiferi e anche quelle umane, come ben
dimostrato dal lavoro di Vlasak, del 2003 (vedi Vlasak J.: Comparison of hCMV immediate early and CaMV
35S promoters in both plant and human cells, Journal of Biotechnology No. 103, pp.: 197-202, 2003
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/vlasak.pdf ).
Il modello sperimentale sulla questione della sicurezza delle piante transgeniche contenenti geni
virali transgenici come il CaMV è riportato in Gal S.: Agroinfection of transgenic plants leads to viable
Cauliflower Mosaic Virus by intermolecular recombination, Virology, No.187, pp.: 525-533, 1992
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/gal.pdf
26
Sulla ricombinazione tra CaMV e vari virus coinvolgenti il promoter vedi Ray Vaden: Recombination
sites in Cauliflower Mosaic Virus DNAs; implications for Mechanisms of recombination, Virology, No.177, pp: 717-
726, 1990 http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/ray%20vaden%20.pdf
Esperimenti suggeriscono che le alterazioni delle piante possono provocare malattie mortali
Vedi Greene A.: Recombination between viral RNA and transgenic plant transcripts, Science, Vol. 263, 11 march
1994 http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/greene.pdf )
Pericolosissime catene di DNA virale prodotte da normali virus a RNA sono così frequentemente
propagati nell’ambiente vegetale (piante OGM) usando CaMV 35S promoter per guidare la
produzione di virus ad RNA che altrimenti non potrebbero propagarsi nel DNA delle piante. Ma da
qui possono anche passare nel DNA di animali (compreso l’uomo) o in quello di batteri e/o virus.
Vedi Boyer J.C.: Infectious transcripts and cDNA clones of RNA Viruses, Virology, No. 198, pp.: 415-426, 1994
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/boyer.pdf )
Ulteriori dati scientifici utili sul quarto punto:
Allison R.F.: Recombination in plants expressing viral transgenes, Seminars in Virology, Vol. 7, pp.: 417-422, 1996
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/allison.pdf )
Wintermantel W.M.: Isolation of recombinant viruses between Culiflower Mosaic Virus and a viral gene in transgenic
plants under conditions of moderate selection pressure, Virology, No. 223, pp.: 156-164, 1996
http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/wintermantel.pdf )
Latham J.: GM Gene Flow (B): Horizontal gene transfer of viral inserts from GM plants to viruses, Technical paper,
February 2004 http://www.dirittolibertadicura.org/images/OGM/latham.pdf )
Steinbrecher R.A.: The CaMV 35S Promoter Government and Corporate Scientific incompetence: failure to assess the
safety of GMO crops, Econexus Briefing, December 2002
Mae Wan Ho: CaMV 35S Promoter fragmentation hotspot confirmed, and it is active in animals, Microbial Ecology in
Health and Disease 2000, 12, pp: 189
http://www.mednat.org/alimentazione/MaeWanHo.pdf
Mae Wan Ho: Cauliflower Mosaic Viral Promoter – a recipe for disaster, Microbial Ecology in Health and Disease
1999, 11, pp: 194-197
http://www.mednat.org/alimentazione/MaeWanHo.pdf
In merito ai Retrovirus, vedi anche ALLEGATO 5: Retrovirus e Cancro
QUINTO : intossicazione da veleni sintetizzati da piante transgeniche
Intossicazione cronica di cibi a causa di sostanze tossiche insetticide contenute nelle piante per
renderle resistenti ai parassiti come il Bacillus touringiensis (789-793), con conseguente possibile
incremento di Cancri, Aborti spontanei, Mutazioni genetiche sulla discendenza, Sindromi da
Immunodeficienze acquisite, malattie degenerative e da sostanze tossiche, etc….
In Italia, il gruppo di ricerca dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Nutrizione e gli Alimenti guidato dalla dott.ssa
Mengheri (1750) (http://www.mednat.org/alimentazione/Finamore.pdf ) ha effettuato uno Studio di valutazione degli
effetti del mais MON810 sul sistema immunitario, sia intestinale che periferico, dei topi, con particolare riguardo alle
implicazioni legate allo sviluppo e all’età anziana. Infatti è noto che durante lo sviluppo e la vecchiaia il sistema
immunitario può rispondere con minore efficienza agli stimoli esterni rispetto a quanto accade in un adulto sano. I
26
risultati dopo 30 e 90 giorni di alimentazione provano che, al contrario di quanto accade con il mais naturale, con il
MON810 si sono verificate alcune alterazioni.
Queste alterazioni sono risultate più marcate, e quindi più gravi, proprio a carico dei topi durante lo sviluppo e
nell’invecchiamento. Inoltre, dall’analisi proteomica è risultato che nel mais MON810 la regolazione di ben 43 proteine
ha subito modifiche rispetto al mais normale, e che tra queste risulta presente una nuova versione della proteina gammazeina….
Teerje Traavik, direttore del Norwegian Institute of Gene Ecology, nel 2004 affermò di aver documentato il primo caso
di seri effetti nocivi alla salute umana causati da piante OGM, in particolare dovute a intossicazione dal polline del mais
OGM arricchito con Bacillus Thuringiensis , colpiti da disturbi respiratori ed eruzioni cutanee. Gli esami del sangue,
condotti su 39 contadini filippini, avrebbero infatti dimostrato anticorpi contro la tossina del Bacillus Thuringiensis. Ma
la cosa più inquietante di questo preziosissimo lavoro del prof. Traavak fu poi quello di aver trovato il Promoter 35S
cioè il para-retrovirus impiegato per introdurre nel mais OGM il gene del Bacillus Thuringiensis, addirittura nelle stesse
cellule umane dei contadini, con dimostrata quindi sua pericolosità di indurre modificazioni genetiche nel DNA umano,
e quindi tumori maligni, confermando quindi i lavori precedenti di Vlasak del 2003 (L’ESPRESSO APRILE 2004).
SESTO: pericolo di carestie a livello mondiale a causa della tecnologia “TERMINATOR”
Passaggio a specie “indigene” naturali di grano, riso, mais, patate, legumi, della incapacità da parte
delle piante stesse di riprodursi normalmente a causa della tecnologia “TERMINATOR”, provocata
da impollinazione incrociata, con perdita irreversibile anche per le piante naturali ad uso alimentare,
oggi impiegate nell’alimentazione umana, poiché queste ultime saranno state inquinate dai geni
transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM) di tipo “TERMINATOR”.
Di qui la potenziale minaccia di future carestie a livello globale, di tipo incontrollato, non essendo
più disponibili nel mondo quantità sufficienti di grano, riso, mais, legumi, di tipo “naturale”, o
comunque NON-TERMINATOR. http://www.equivita.it/Terminator_attoII.htm
SETTIMO: modificazione transgenica di piante naturali
Passaggio a specie “indigene” naturali delle sostanze tossiche artificiali, come ad esempio il
“Bacillus thuringiensis”(789-793) o di altro tipo, tramite impollinazione incrociata, con potenziale
minaccia anche per le piante e le erbe mediche oggi impiegate in Fito-Terapia poiché queste ultime
saranno inquinate dai geni transgenici provenienti dalle zone agricole a coltura transgenica (OGM).
OTTAVO : scomparsa irreversibile del patrimonio genetico delle piante naturali
Graduale ed irreversibile scomparsa delle diversità biologiche, cioè della normale flora naturale:
fenomeno che si sta già evidenziando in U.S.A. a causa delle moderne pratiche di coltivazione che
enfatizzano la monocoltura transgenica (OGM) rispetto ai metodi di coltivazione differenziati. Le
coltivazioni transgeniche arrecheranno infatti una gravissima minaccia alle zone ricche di biodiversità
(genomi naturali): il flusso transgenico che andrà dalle piante modificate alle piante
naturali sarà inevitabile quando il rapporto numerico fra aree coltivate con piante artificiali supererà
le superfici delle piante naturali, determinando così la perdita irreversibile di gran parte del
patrimonio genetico naturale di tutte le piante esistenti al mondo, attualmente pari a circa 442.000
specie già classificate, su un totale stimato di circa 600.000-800.000 specie.
In sostanza:
Numerose piante sono già scomparse nel corso di questi ultimi anni perché gli agricoltori hanno
abbandonato le piante naturali, per adottare invece varietà di piante artificiali, cioè geneticamente
modificate, poiché rese uniformi nel proprio genoma, ad alto rendimento di produzione (ma povere
di vitamine), intrinsecamente malate (poiché incapaci di sopravvivere in assenza di pesticidi), rese
sterili per ragioni di mercato, e infine manipolate geneticamente per essere rese resistenti agli insetti
e ad altri animali poiché capaci di produrre esse stesse dei veleni, cioè delle sostanze tossiche che
verranno infine mangiate dagli animali di allevamento e dall’uomo stesso.
Persino nelle foreste la varietà genetica è oggi minacciata dalle perdite di habitat, non solo da
pratiche di deforestazione scorrette, ma persino dalla contaminazione del patrimonio genetico
27
adattatosi a situazioni locali da parte di ibridi creati dalle grandi ditte sementiere produttrici degli
OGM.
I prodotti transgenici rappresentano quindi, proprio per come sono concepiti, una formidabile spinta
per accentuare le caratteristiche di unilateralità delle monocolture, e quindi di scomparsa del
patrimonio genetico naturale esistente da centinaia di milioni di anni. Non avremo quindi più, nel
futuro più o meno prossimo, tutte quelle varietà di piante (alimentari e non) caratteristiche di ogni
particolare regione nazionale o locale. La contaminazione genetica ambientale indotta da parte di
ibridi creati dalle grandi ditte sementiere degli OGM, che inevitabilmente s’incroceranno con le
varietà presenti in natura, porterà ad una perdita del patrimonio genetico naturale (non recuperabile
in alcun modo), di tutte quelle particolari caratteristiche che sono entrate nel genoma delle piante
nel corso dei lunghi processi di adattamento alle varie situazioni ambientali. Tale perdita è oggi
gravissima persino per gli ambienti naturali come le foreste. Sostanzialmente, la base stessa della
Biochimica umana è oggi minacciata nella sua più intima essenza (DNA umano) dall’impiego
sconsiderato di queste piante artificiali, senza alcuna possibilità di recuperare un patrimonio
genetico di oltre 440.000 specie di piante classificate (su un totale 600.000- 800.000 stimate), di cui
una buona parte scompariranno nel giro di poche centinaia di anni, minate alla base dai danni
genetici introdotti dall’Uomo.
Si riportano in fondo al presente libro, in ALLEGATI 1-24, diversi articoli di stampa, tutti tratti da
INTERNET, che si ritengono esaustivi sulla questione.
ALLEGATI
Allegato No. 1 : Aspetti medici della manipolazione genetica (Relazione sull’intervento di Sergio Maria Francardo)
Allegato No. 2.: Articolo di AGNÈS SINAI - Ricercatrice.
Allegato No. 3: Dott.ssa Sherry Rogers: la sconvolgente verita' sugli OGM
Allegato. No. 4: The Case for a GM-free Sustainable World (Per un mondo sostenibile, libero da OGM)
Allegato No. 5: Retrovirus e Cancro
Allegato No. 6: La lista ufficiale degli OGM autorizzati in Europa
Allegato No. 7: OGM : articolo di Vandana Shiva
Allegato No. 8: Referendum sugli OGM e per la Sovranita´ Alimentare di Contadini e Consumatori
Allegato No. 9: Lettera aperta al Governo
Allegato No. 10: Il Consiglio dei Diritti Genetici presenta il progetto "Osservatorio Agro-biotecnologie".
Allegato No. 11: il trasferimento genico orizzontale: il flagello dell'ingegneria genetica (1)
Allegato No. 12 Golden Rice : cronaca di un flop annunciato
Allegato No.13: Gli OGM aumentano l’uso dei pesticidi
Allegato No. 14: OGM nocivi alle farfalle: i mais MON810 e Bt11 riducono del 20% la natalità dei lepidotteri.
Allegato No. 15: Troppi insetti: è colpa degli OGM. Gli OGM uccidono gli uccellini
Allegato No. 16: arrivano le Banane OGM
Allegato No. 17: Gli effetti della contaminazione da OGM peggioreranno
Allegato No. 18 Beppe Grillo : quando le api muoiono sui campi OGM
Allegato No. 19 Gli organismi contaminati dagli OGM presentano le stesse caratteristiche di nocività.
Allegato No. 20 Il Mais transgenico è causa di fenomeni di pseudo-gravidanza.
Allegato No. 21 Negli USA esistenti più di 300 coltivazioni segrete di piante OGM per la produzione di medicine.
Allegato No. 22 Gli scienziati hanno creato la pianta definitiva: il mais contraccettivo
Allegato No. 23 L'inquinamento genetico minaccia l'agricoltura biologica (IFOAM)
Allegato No. 24 Il cibo OGM, contenendo RETRO-VIRUS transgenici, può provocare tumori maligni come il Cancro o
la Leucemia, mutazioni genetiche sulla discendenza, e può essere causa di nuove malattie infettive
27
Cap. 3.7.a.: Effetti genetici sulla discendenza a causa dei cibi OGM
dott.ssa Irina Ermakova, Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian
Academy of Sciences (RAS).- Mosca ( http://eco-irina-ermakova.narod.ru/eng/index.htm ).
Un importante studio dell’Agenzia Nazionale Russa della Ricerca suggerisce che una dieta a base di
cibo geneticamente modificato è in grado di produrre danni sulla discendenza.
Tale studio è stato presentato ad un simposio dell’American Academy of Environmental Medicine
sulle modificazioni genetiche il 10 ottobre 2005, da parte della National Association for Genetic
Security (NAGS).
Lo studio è stato condotto da un team di ricercatori guidati dalla dott.ssa Irina Ermakova, biologa
dell’Institute of Higher Nervous Activity and Neurophysiology della Russian Academy of Sciences
(RAS).
Durante l’esperimento, la dottoressa russa ha aggiunto soia OGM al cibo dei ratti femmina due
settimane prima del concepimento, e durante l’allattamento.
Nel gruppo di controllo ai ratti femmina non veniva aggiunto niente nel cibo.
A tre gruppi di ratti veniva assegnata una dieta differente per ciascuno: un gruppo di controllo non
riceveva soia, il secondo gruppo riceveva soia OGM, e il terzo gruppo riceveva soia convenzionale
(cioè NON OGM). Gli scienziati hanno contato le nascite e le morti degli animali sottoposti a
questo esperimento. Tre settimane dopo le nascite dei piccoli, è stata effettuata la conta dei morti.
Quello che è stato scoperto è il seguente fatto: la soia convenzionale e quella OGM non influenzano
il numero dei ratti nati da ciascuna madre. Però il numero dei morti dopo 3 settimane è stato
radicalmente diverso. I risultati hanno indicato che la soia convenzionale (cioè NON OGM) non ha
alcun effetto negativo sulla percentuale dei morti, mentre quella OGM aumenta la percentuale dei
topolini morti, nel rapporto di uno ogni 8 nascite. Inoltre, il 30% dei nati nel gruppo di ratti
alimentati con soia OGM aveva un peso minore del normale di ben 20 grammi.
Questi fatti sono particolarmente gravi poiché la morfologia e la struttura biochimica dei ratti sono
molto simili a quelle degli uomini.
(Articolo in originale su: GM Food Dangers Directly Affect Biological Descendants and Future
Generations, pubblicato da Robin Good, MasterNewMedia.org il primo novembre 2005.
VEDI: Ermakova IV, “Genetically modified soy leads to the decrease of weight and high mortality of rat pups of the
first generation”, preliminary studies. EcosInform 2006, 1, 4-9 (in Russian). Un documento completo è in fase di
stampa: Ermakova IV, Genetics and ecology, in: Actual problems of science, Moscow, 2005, pp.53-59 (in Russian).
http://eco-irina-ermakova.narod.ru/eng/index.htm .
27
Cap. 3.7.b.: Nuove ricerche sull’impatto degli OGM sulla salute
D.ssa Marina Mariani - 19 luglio 2007
Nonostante gli OGM siano stati approvati e commercializzati per molti anni, non esistono ricerche scientifiche sul loro
impatto sulla biologia degli organismi viventi.
Questo è dovuto in parte al fatto che prove di nutrizione animale NON SONO PREVISTI per dare approvazione di
sicurezza sia nell’UE che, tantomeno, negli USA.
Tuttavia ora sta emergendo una serie di documentazioni da un piccolo numero di esperimenti, fatti su
animali, sugli effetti sulla salute e su quella che si chiama EPIGENETICA.
L'epigenetica è una branca della Biologia Molecolare, che ha a che fare con la Genetica , ma si occupa delle modifiche
che il materiale genetico può subire durante la vita. Alcune malattie, come i tumori, hanno una base detta appunto
"epigenetica".
Questi studi indicano che l’ingegneria genetica è molto più imprevedibile e rischiosa rispetto all’allevamento
tradizionale.
1) studi di nutrizione animale: recenti studi hanno messo in luce una gamma di seri, inspiegabili effetti derivanti dal
consumo di OGM. Uno studio Australiano su piselli OGM ha rivelato effetti immunologici legati al trasferimento di un
gene, ritenuto sicuro, a diverse specie di piante, che ha causato reazioni allergiche nei gatti.
2) Un esperimento condotto dalla stessa Monsanto ha messo in luce effetti immunologici con un aumento dei globuli
bianchi nel sangue di topi alimentati con mais OGM.
3) L’unico test a lungo termine (24 mesi), condotto da un gruppo italiano ha dimostrato che gli OGM possono
modificare alcuni organi interni. La nutrizione di topi con il famoso mais Roundup Ready ha cambiato la struttura e il
funzionamento delle cellule del fegato, del pancreas e dei testicoli.
4) Un esperimento di nutrizione di topi con mais MON 863 condotto da Monsanto ha dimostrato che i neonati avevano
un peso inferiore al normale. Inoltre si è visto che il consumo di MON 863 aveva effetti sulla composizione del sangue,
con globuli rossi immaturi e alterazione dei parametri ematici.
5) Uno studio condotto in Russia ha messo in evidenza effetti generazionali degli OGM con elevata mortalità di giovani
topi alimentati con Soia Roundup Ready (56% di mortalità e crescita stentata dei neonati sopravvissuti).
6) Un programma finanziato dalla FSA (Food Standards Agency ) inglese ha dimostrato che l’ingegneria genetica
provoca normalmente un vasto numero di modifiche genetiche e chimiche casuali nelle piante, il cui impatto sulla salute
è totalmente sconosciuto.
7) Due studi inglesi, uno sugli esseri umani e uno su pecore, hanno dimostrato che quando gli OGM sono ingeriti,
alcuni dei geni inseriti si spostano e vengono trasferiti ai batteri dell’intestino.
8) Studi non più recenti avevano già dimostrato che il consumo di OGM danneggia la parete dell’intestino ed è
associata con le morti inspiegabili di animali da esperimento: studi effettuati da 3 diversi gruppi di ricerca hanno
dimostrato che due piante OGM hanno la capacità di indurre emorragie, altri ricercatori si sono accorti che le patate e i
pomodori OGM provocano lesioni alla parete intestinale dei topi e dei gatti.
9) Almeno due esperimenti di nutrizione con pomodori OGM si sono conclusi con la morte inspiegabile degli animali
da esperimento, con 7 topi su 40 (il 17,5%) nelle prime due settimane e il 7% di mortalità per polli nutriti con il mais
tollerante il Glufosinato (il doppio rispetto a quelli nutriti senza OGM).
Vale la pena di puntualizzare che questi studi sono stati effettuati per identificare impatti sulla salute e comprendevano
studi tossicologici e analisi di tessuti. Molto diversi dai vari studi di nutrizione di cui si sente a volte parlare, solitamente
effettuali con lo scopo di valutare gli aspetti commerciali degli OGM.
Le cause di questi effetti non sono conosciute, ma molti sono i fattori in gioco. Si sa da tempo che l’inserzione
artificiale, e casuale, dei geni, interrompe la sequenza di altri geni con effetti legati alla posizione in cui avviene
l’inserimento. Inoltre il funzionamento chimico del nuovo gene interagisce con le attività dei geni naturali della pianta,
disturbando i processi biochimici e quindi il metabolismo in modi imprevedibili. L’epigenetica ha dimostrato che un
gene agisce solo per una parte di un processo metabolico e negli esseri viventi esiste una certa interazione tra geni
diversi e con l’ambiente in cui vive un certo organismo.
I dettagli esatti di questa interazione sono ancora poco noti, tuttavia sufficienti a dimostrare l’imprevedibilità
dell’ingegneria genetica, con risultati diversi a seconda della situazione e una instabilità molto frequente.
27
BIBLIOGRAFIA
1. "Transgenic Expression of Bean -Amylase Inhibitor in Peas Results in Altered Structure and Immunogenicity",
Prescott et al, Journal of Agricultural and Food Chemistry, 53 (23), 9023 -9030, 2005
2. Monsanto’s report on its 90-day rat feeding trial of MON 863 submitted to EFSA, the European body which
approves GMOs, as part of its application for approval of the maize (1139 pages), entitled “13-Week Dietary
Subchronic Comparison Study with MON 863 Corn in Rats Preceded by a 1-Week Baseline Food Consumption
Determination with PMI Certified Rodent Diet #5002”, 17 December 2002, disponibile su:
http://www.monsanto.com/monsanto/content/sci_tech/prod_safety/fullratstudy.pdf . Reviewed by Dr Arpad Pusztai for
the German environment agency BfN, in September and November 2004, disponibile su:
http://www.gmwatch.org/p1temp.asp?pid=66&page=1
3. Malatesta M., Biggiogera M., Manuali E., Rocchi M.B. L., Baldelli B., Gazzanelli G.: Fine structural analyses of
pancreatic acinar cell nuclei from mice fed on GM soybean. Eur. J. Histochem., 47:385-388, 2003; Malatesta M.,
Caporaloni C., Gavaudan S., Rocchi M.B.L., (disponibile lavoro in PDF su richiesta)
Tiberi C., Gazzanelli G.: Ultrastructural morphometrical and immunocytochemical analyses of hepatocyte nuclei from
mice fed on genetically modified soybean. Cell Struct. Funct., 27: 173-180, 2002; Malatesta M., Caporaloni C., Rossi
L., Battistelli S., Rocchi M.B.L., Tonucci
F., Gazzanelli G.: Ultrastructural analysis of pancreatic acinar cells from mice fed on genetically modifed soybean. J.
Anat., 201:409-416, 2002; Malatesta M., Tiberi C., Baldelli B., Battistelli
S., Manuali E., Biggiogera B.: Reversibility of hepatocyte nuclear modifications in mice fed on genetically modified
soybean. Eur. J. Histochem., 49:237-242, 2005; Vecchio L., Cisterna
B., Malatesta M., Martin T.E., Biggiogera B.: Ultrastructural analysis of testes from mice fed on genetically modified
soybean. Eur. J. Histochem., 48: 449-453, 2004.
4. See ref. 3
5. See ref. 3
6. Ermakova IV, “Genetically modified soy leads to the decrease of weight and high mortality of rat pups of the first
generation”, preliminary studies. EcosInform 2006, 1, 4-9 (in Russian). Un documento completo è in fase di stampa:
Ermakova IV, Genetics and ecology, in: Actual problems of science , Moscow , 2005, pp.53-59 (in Russian).
7. Food Standards Agency news No. 48, June 2005
8.a: Netherwood et al, Assessing the survival of transgenic plant DNA in the human gastrointestinal tract, Nature
Biotechnology, 2004;
8.b.: Duggan et al, Fate of genetically modified maize DNA in the oral cavity and rumen of sheep, British Journal of
Nutrition, 89(2): 159-166, 2003 (disponibile articoloin PDF su richiesta all’autore del presente libro)
9.a: Ewen and Pusztai, “Effects of diets containing genetically modified potatoes expressing Galanthus nivalis lectin on
rat small intestine”, The Lancet, 354, 1353-1354, 1999;
9.b.: A. Pusztai, “Can science give us the tools for recognizing possible health risks of GM food?” Nutr. Health, 16, 73-
84; Fares,
9.c.: N.H. and El-Sayed, A.K., “Fine structural changes in the ileum of mice fed on endotoxin-treated potatoes and
transgenic potatoes.” Natural Toxins, 6, 219-233, 1998.
10. Unpublished studies carried out for Calgene and at the request of the FDA respectively, in early 1990s, in reviewed
“Food safety – contaminants and toxins”, CABI Publishing, 2003.
11.Unpublished study in early 1990s carried out for the company Calgene/the US Government, reviewed in “Food
safety – contaminants and toxins”, CABI Publishing, 2003
12. Report for the Chardon LL Hearing: Non-suitability of genetically engineered feed for animals, by Eva Novotny,
Scientists for Global Responsibility, May 2002
27
Cap. 3.8.A.: L’Unione Europea tenta di autorizzare l’inquinamento del biologico
Di Ivan Verga, Direttore del Consiglio dei Diritti Genetici (vedi anche ALLEGATO 10)
Dicembre 2006
Quale futuro potrebbero mai avere l’agricoltura e l’alimentazione biologica, sapendoli contaminati da OGM ?
La risposta se la saranno data anche alla Commissione UE, prima di trasmettere al Consiglio Agricolo dell’Unione gli
emendamenti che vorrebbero introdurre nel regolamento del biologico la soglia dello 0,9% di contaminazione
ammissibile da OGM.
Che dire ?
Che la tecnocrazia di Bruxelles ha prevalso a tal punto sulla politica da permettersi di introdurre nella proposta
emendativa persino elementi di discrezionalità, per cui “…la Commissione può stabilire una soglia minima per
contaminazioni inevitabili da OGM delle sementi usate nella produzione biologica….”. Ammettendo con ciò che il
confronto in corso con gli Stati membri e la società civile per fissare le norme di coesistenza fra agricoltura biologica,
convenzionale e transgenica è una partita truccata. Perché la Commissione sapeva che non c’è alcuna possibilità tecnica
di coesistenza e che l’agricoltura transgenica, una volta autorizzata, contaminerebbe quella biologica e convenzionale e
trasformerebbe, come negli USA, le aule dei tribunali europei nel caos di infinite cause risarcitorie. La verità sulle scelte
della Commissione UE appare volgare.
Si blandiscono gli Stati invocando la coesistenza, mentre nei fatti la Commissione opera per regolamentare il diritto
delle Multinazionali ad inquinare le filiere agro-alimentari, decretando il suicidio del modello agricolo comunitario.
Cap. 3.8.B.: l’Italia si oppone alla patata OGM della multinazionale BASF
Dicembre 2006: Legambiente, approvare la coltivazione di una pianta OGM sul territorio
comunitario senza alcuna precauzione, è una scelta suicida.
Preoccupato il Direttore di Legambiente Francesco Ferrante: “L’Italia mantenga la linea. Con il
voto contrario l’Italia ha tutti i numeri per poter costruire e rendersi promotrice di una
maggioranza qualificata in Consiglio UE che blocchi l’autorizzazione. La richiesta di
autorizzazione è un cavallo di Troia per poter poi introdurre le richieste per colture OGM. Inoltre,
-conclude Ferrante –approvare la coltivazione di una pianta OGM su territorio comunitario senza
alcuna regola e precauzione è una scelta suicida.
Mercoledì 27 giugno 2007: Legambiente scrive ai ministri Pecoraro e De Castro. Allarme colture
geneticamente modificate in Europa
Un decreto contro la coltivazione della patata OGM. E' la richiesta di Legambiente ai ministri
Pecoraro e De Castro, se dovesse passare al consiglio dei ministri europei dell'ambiente del 28
giugno, l'approvazione della richiesta BASF di autorizzazione alla coltivazione e trasformazione in
amido per uso industriale di una varietà di patata geneticamente modificata (EH92-527-1).
Nonostante l'impegno di alcuni Paesi, tra cui l'Italia - che hanno sollevato obiezioni in particolare
per quanto riguarda l'allergenicità, la tossicità e la presenza di un piano di monitoraggio inadeguato
- è molto probabile, infatti, che il Consiglio Ambiente non raggiunga la maggioranza qualificata
necessaria (almeno 255 voti su 345) per rigettare la richiesta di autorizzazione.
27
"E' la prima proposta della Commissione per la coltivazione nell'Unione europea di una varietà
transgenica dopo la decisione dell'aprile 2004 di sospendere la moratoria comunitaria
sull'autorizzazione al commercio di prodotti geneticamente modificati - ricorda Legambiente in una
lettera ai ministri italiani dell'Ambiente e dell'Agricoltura -. Da allora sono state infatti concesse
autorizzazioni solo per l'importazione e la trasformazione di alimenti e mangimi geneticamente
modificati".
"Nel caso fosse concessa tale autorizzazione si correrebbe fortemente il rischio che le coltivazioni
convenzionali e biologiche possano essere contaminate, vista l'assenza di una rigorosa normativa
comunitaria in materia, con gravi danni economici per tutti gli agricoltori italiani ed europei
coinvolti - ha sottolineato il direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante -. A questo vanno
aggiunti i rischi non ancora valutati per la salute dei cittadini".
"Il divieto - si legge ancora nella lettera - è l'unica misura in grado di prevenire la contaminazione
genetica delle colture biologiche e convenzionali, almeno sino a quando l'Unione Europea non
adotti norme rigorose e legalmente vincolanti in materia di coesistenza".
Se passerà la scelta della Commissione di imporre le coltivazioni transgeniche nonostante la forte
opposizione della stragrande maggioranza dei cittadini europei, all'Italia - come a tutti gli altri
Paesi contrari - per tutelare il suo patrimonio agricolo tipico e di qualità, non resterà che
applicare in maniera restrittiva l'articolo 26/bis della direttiva 2001/18, secondo cui "gli Stati
membri possono adottare tutte le misure opportune per evitare la presenza involontaria di OGM in
altri prodotti".
Legambiente, 27 giugno 2007
27
Cap. 3.8.C.: Maggio 2007, DE CASTRO tenta di “castrare” l’agricoltura
italiana, offrendo alle Multinazionali OGM il diritto di contaminare in maniera
irreversibile, con le piante OGM coltivate in campo aperto, il patrimonio
agricolo italiano
Parzialmente tratto da: VERDI AMBIENTE SOCIETA’, 22 MAGGIO 2007
La Giornata Nazionale Mangiasano del 26 maggio 2007, promossa dall’associazione ambientalista
“Verdi Ambiente e Società“ (VAS), in collaborazione con Coldiretti, Confederazione Italiana
Agricoltori (CIA), Anagribios, Anobio, Federconsumatori, Associazione dei Diritti degli Anziani
(ADA), vuole essere l’occasione per parlare non solo di sicurezza alimentare, ma anche di un nuovo
modello di sviluppo rurale, libero da OGM e da pesticidi, rispettoso della terra e dell’uomo.
Per questo motivo, le organizzazioni coinvolte riportano all’attenzione dell’opinione pubblica i
Protocolli Tecnici per il rilascio nell’ambiente di OGM, inviati dal Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali dell’Ambiente (DE CASTRO), il giorno 8 maggio 2007.
Qualche giorno prima, quindi, che le aziende biotech (Multinazionali OGM) annunciassero la svolta
e promettessero di investire su prodotti di seconda generazione.
“Più che una promessa quella di ASSOBIOTEC è una minaccia”, affermano i responsabili delle
organizzazioni, “perché l’agricoltura italiana può crescere solo sulla base di una sua specificità,
puntando sulla qualità dei prodotti e sul legame con i territori, sul recupero delle varietà e delle
razze autoctone, sulle colture e sulle culture locali che la rendono unica e inimitabile”.
“L’intervento di ingegneria genetica sul nostro Ulivo, sulla Vite, sul Pomodoro, sulla Melanzana,
sulla Fragola, sul Ciliegio, sugli Agrumi, sul Kiwi, sul Mais (queste sono le specie agrarie presenti
nei suddetti Protocolli Tecnici) sarebbe oltre che costoso, estremamente dannoso perché minerebbe
alla radice il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori, aprirebbe il rischio della
contaminazione genetica e non consentirebbe il rispetto del Principio di Precauzione”.
“Qualsiasi apertura delle Istituzioni competenti è incomprensibile, anche perché la differenza tra
prima e seconda generazione OGM non esiste, se si parla, come fa ASSOBIOTEC, dell’assenza di
geni umani e animali nei nuovi prodotti transgenici”.
“Gli ambientalisti, gli agricoltori e i consumatori spiegano, infatti, che gli OGM presenti sul
mercato europeo per uso alimentare sono già privi di geni umani e animali, mentre contengono
tratti di DNA di batteri e di virus. L’unica vera differenza, è che ad essere modificati geneticamente
non saranno più solo il Mais, la Soia, il Cotone e la Colza, ma alcuni dei prodotti principali
dell’Agricoltura Italiana. Solo per fare un esempio, la pasta, il pomodoro, l’olio d’oliva, le
melanzane dovranno essere tutte rigorosamente transgeniche. Per non parlare del vino che
accompagnerebbe il pasto”.
Ha così coraggiosamente affermato Guido Pollice, Presidente “VERDI AMBIENTE e SOCIETA’”:
“Come associazione ambientalista vogliamo contribuire a dare concretezza ai termini indicati dai
Piani di Sviluppo Rurale e, coerentemente, denunciamo l’apertura del Ministro dell’Agricoltura
(DE CASTRO) rispetto alle richieste avanzate dal settore agrobiotech, perché riteniamo che
l’introduzione di OGM possa inficiare lo sforzo, umano e finanziario, per realizzare un nuovo
modello di sviluppo agro-ecologico. Non esistono in Europa “OGM incrociati” e “OGM lineari”,
di prima e di seconda generazione, come ha raccontato ASSOBIOTEC: esistono OGM farmaceutici
e alimentari, e i primi destano preoccupazioni anche nella patria del biotech, gli Stati Uniti…”
27
Cap. 3.8.D.: Nuovo studio ammonisce: potenzialmente tossico il Mais della
Monsanto approvato per consumo umano
Fonte: Greenpeace International, Unità europea, Belgio – comunicato stampa, giugno 2007
Una nuova indagine sugli effetti arrecati alla salute da alimenti gm già approvati in Europa solleva
ulteriori dubbi sui controlli di sicurezza operati dalle autorità dell’Unione Europea prima
dell’immissione in commercio dei transgenici.
Realizzato dall’istituto di ricerca scientifico francese CRIIGEN, lo Studio ha analizzato i risultati di
alcuni test nutrizionali su ratti che hanno interessato un tipo mais OGM prodotto dalla Monsanto ed
evidenziato 60 significative differenze tra i ratti alimentati con il mais modificato e quelli alimentati
con mais convenzionale (tutti per un periodo di 90 giorni).
Il gruppo campione presenta, infatti, differenze nella misura di reni, cervello, cuore e fegato nonché
notevoli modificazioni del peso corporeo.
Tutti elementi che possono costituire altrettanti allarmanti segnali di tossicità ma che non sono stati
ulteriormente approfonditi.
Per leggere la notizia: http://www.equivita.it/potenzialmente_tossico_mais_Monsanto.htm
Cap. 3.8.E.: Semi OGM-Terminator: atto secondo
Fonte: ETC Group
Nonostante a marzo del 2006 i governi abbiano riaffermato e rafforzato la moratoria delle Nazioni
Unite (NU) sulla tecnologia Terminator (anche nota come GURT, ovvero tecnologia per la
restrizione dell’uso delle varietà genetiche), una nuova generazione di semi suicidi, la cui fertilità è
attivata o disattivata mediante interruttori chimicamente indotti, è allo studio nei laboratori di
ricerca del settore pubblico e privato.
Il problema: con il pretesto della bio-sicurezza, il progetto triennale ‘Transcontainer’ dell’Unione
Europea sta investendo milioni di euro in strategie che non garantiscono il sicuro contenimento dei
transgeni ma potrebbero tuttavia funzionare come Terminator e mettere a rischio i coltivatori, la
biodiversità e la sovranità alimentare.
La tecnologia Terminator (sterilizzazione delle sementi per via genica) è stata inizialmente
sviluppata dall’industria multinazionale agrochimica e dal governo statunitense per massimizzare i
profitti dell’industria sementiera impedendo ai coltivatori di riutilizzare i semi ottenuti dal raccolto.
I ricercatori stanno inoltre sviluppando nuove tecniche per rimuovere i transgeni dalle piante in un
preciso momento della loro crescita, e metodi per sopprimere una pianta con geni
“condizionalmente letali”.
La nuova generazione di GURT sposterà l’onere del controllo del tratto sugli agricoltori. In alcuni
scenari essi si vedranno obbligati a pagare denaro ogni anno per il privilegio di riattivare la fertilità
dei semi: una nuova forma di monopolio perpetuo dell’industria.
Le conseguenze: intenzionalmente o meno, la nuova ricerca sul contenimento molecolare dei
transgeni permetterà alle multinazionali delle sementi di rendere più saldo il controllo sui
germoplasma brevettati e di limitare ulteriormente i diritti degli agricoltori. L’industria e igoverni
si stanno già adoperando per il sovvertimento della moratoria sulla tecnologia Terminator in
occasione della Convenzione sulla Biodiversità (CBD) delle Nazioni Unite.
27
Nei mesi precedenti la Nona Conferenza delle Parti alla CBD (Bonn, 19-30 marzo 2008),
l’Industria sosterrà che per contrastare il surriscaldamento globale sia necessario introdurre colture e
alberi transgenici per la produzione di biocarburanti, e ambientale per la prevenzione della
diffusione dei transgeni.
Ironicamente la società sarà chiamata a pagare per una nuova correzione tecnologica che mitighi gli
effetti della contaminazione genetica causata dalla difettosa industria biotecnologia dei semi.
Gli attori: la ricerca sul contenimento biologico delle colture OGM, finanziata da tutti coloro che
pagano le tasse sostiene l’agenda del mondo dell’impresa.
Il mercato dei semi biotech è controllato da un pugno di multinazionali e il mercato delle sementi
brevettate è caratterizzato da una concentrazione corporativa senza precedenti. Nel 2006, le quattro
maggiori aziende (Monsanto, DuPont, Syngenta e Groupe Limagrain) detenevanogià la metà (49%)
dei brevetti presenti sul mercato dei semi.
Le politiche : i governi cercano di trovare modalità per rendere i semi OGM sicuri e accettabili ma
non fanno che fallire. E’ tempo di finirla in quanto non può esistere una forma sicura e accettabile
di Terminator. E’ necessario che l’Unione Europea smetta di finanziare la ricerca sulla “sterilità
transgenica reversibile” e valuti se continuare a finanziare altri progetti avviati nell’ambito di
Transcontainer.
Piuttosto che sostenere la ricerca sulla coesistenza per fare gli interessi dell’industria delle
biotecnologie agricole, l’UE deve finanziare la ricerca sull’agricoltura sostenibile a beneficio dei
coltivatori e della comunità.
E’ necessario che i governi nazionali proibiscano la sperimentazione su campo e la vendita delle
tecnologie Terminator e che alla riunione dei Governi per la nona Conferenza delle Parti alla CBD
di Bonn la Germania rafforzi la moratoria sui GURT raccomandando la messa al bando della
tecnologia.
vedi anche , stesso articolo su : http://www.equivita.it/Terminator_attoII.htm
27
Cap. 3.8.F.: OGM: contaminazione silenziosa voluta dalle Multinazionali
Fonte : Gazzettino, 18 ottobre 2003
I verdi veneti: la contaminazione OGM è un sistema pianificato dai proprietari
delle sementi
«Il caso di Badia Polesine dimostra come la contaminazione sia diffusa e rappresenti un sistema
pianificato dai proprietari delle sementi (le Multinazionali del settore) improntato alla politica del
"fatto compiuto". Si contamina illegalmente ma in condizione di tolleranza, sino a rendere
impossibile definire sino a dove tale contaminazione sia progredita, per forzare la mano alla
legislazione al fine di giungere ad una moratoria».
Paolo De Marchi, presidente dei Verdi veneti, e la portavoce provinciale Donatella Barion,
attaccano la "contaminazione silenziosa" che starebbe avvenendo anche sui terreni agricoli della
provincia di Rovigo. «Ci lascia decisamente perplessi il silenzio delle associazioni di categoria di
fronte a quanto sta avvenendo in Polesine - riprendono De Marchi e Barion -. I singoli agricoltori
sono sottoposti di fatto al ricatto delle multinazionali sementiere senza sentire una tutela precisa
alle spalle. Ci sembra che quanto avvenuto anche a Badia Polesine dovrebbe portare ad un
protagonismo più concreto e visibile di quante, tra le associazioni di categoria, sono contrarie agli
OGM, chiarendo anche che non esistono mediazioni in questa battaglia: non ci possono essere
compatibilità tra produzioni OGM e convenzionali, tipiche e biologiche».
In queste settimane i Verdi hanno lanciato una campagna per la raccolta di cinquemila firme per
presentare, entro il 6 aprile 2004, una proposta di legge di iniziativa popolare in consiglio regionale
per rendere il Veneto libero dagli OGM, accompagnata da proposte di deliberazione comunale per
dichiarare i comuni antitransgenici.
«Che anche la provincia di Rovigo, come altre nel Veneto, Lombardia e Piemonte, abbia avuto casi
di mais contaminato da Ogm non rappresenta una sorpresa - proseguono i Verdi -. Tanto più per
noi che, soli e in tempi non sospetti, avevamo denunciato il diffondersi di questa contaminazione
nelle colture di mais, soia e colza a causa della dipendenza pressochè totale del settore da sementi
provenienti dall'estero (Usa e Canada) dove la coltivazione Ogm è consentita. I primi responsabili
sono le multinazionali sementiere che, spesso, ingannano distributore e coltivatore».
TREVISO: OGM, nuovi sospetti
Fonte: Tribuna di Treviso, 26 agosto 2003
Nuovi sospetti a carico della ditta bolognese per la diffusione dei semi transgenici. La vicenda
risale a sei mesi fa quando, in Procura a Treviso, arrivò la notifica del sequestro di alcuni
sacchi di Soia che risultavano «contaminati» con OGM.
Le sementi non erano state ancora messe a dimora e risultavano essere state commercializzate da
una società emiliana. Il sequestro rientrava nell’ambito di un’operazione condotta a livello
nazionale. Il sostituto procuratore Francesca Torri inviò gli atti ai colleghi di Bologna, competenti
per territorio. E’ stata quella una delle prime inchieste, a livello nazionale, sui cereali transgenici.
Un secondo fascicolo è stato successivamente aperto dalla magistratura trevigiana sui campi
contaminati a San Biagio di Callalta e Maserada. La perizia disposta dal sostituto Luisa Napolitano
ha confermato, per metà delle foglie-campione sequestrate, la loro positività. Si tratta, insomma, di
Mais trangenico e come tale illegale in Italia. Il bolognese Vittorio Venturoli, accusato di aver
commercializzato le sementi, è ora indagato per frode in commercio. L’uomo ha chiesto la
ripetizione degli accertamenti, secondo quanto la legge gli consente. Saranno i sindaci dei Comuni
nei quali si trovano i campi «transgenici» a dover ora decidere sulle loro sorti: se procedere o meno
alla distruzione.
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Centinaia di ettari a Mais OGM sotto sequestro nel veneziano
Fonte : Il Gazzettino, 26 agosto 2003
Corpo Forestale dello Stato interviene su decine di campi di Mais ibrido geneticamente
modificato: gli agricoltori cadono dalle nuvole
San Michele.
Nessuno sapeva di aver usato OGM. Sono caduti tutti dalle nuvole gli agricoltori, e non sono pochi,
che si sono visti porre sotto sequestro cautelativo, dal Corpo forestale dello stato, i campi coltivati a
"Mais ibrido geneticamente modificato".
Alcune centinaia di ettari di Mais destinato ad essere distrutto.
Tutti gli agricoltori si sono dichiarati all'oscuro di entrare nei programmi di sperimentazione e di
aver comprato sementi con organismi geneticamente modificati.
"Probabilmente - spiega il sindaco Sergio Bornancin - le Multinazionali che commercializzano tale
prodotto non hanno indicato in etichetta questa caratteristica, tuttavia in Italia l'impiego di OGM è
vietato".
Sospetti più che legittimi nei confronti delle Mutinazionali visto il numero, più di qualche decina, di
agricoltori coinvolti. "Prenderò in considerazione - s'impegna il sindaco - la proposta di delibera
avanzata dalla Federazione provinciale coltivatori diretti per la tutela del territorio da
contaminazioni Ogm, soprattutto per quanto riguarda il controllo delle attuali coltivazioni.
E' doveroso il rispetto delle norme vigenti ed in particolare della normativa comunitaria sull'uso
confinato di OGM. Lo scopo prioritario è la tutela del consumatore. Nel nostro programma
amministrativo sono previsti la valorizzazione dei prodotti locali e il controllo della qualità degli
alimenti agricolo-forestali. Nella prossima gara d'appalto per le aziende fornitrici di pasti e
derrate alle mense pubbliche, comprese quelle scolastiche, chiederemo l'inserimento graduale di
prodotti biologici nelle pietanze".
"Trovo - conclude Bornancin - una buona proposta anche la creazione di un tavolo d'intesa tra
produttori, industrie di trasformazione e distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare
le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti di origine controllata e naturali. Il
nostro Comune si è sempre distnto per la tutela ambientale ed è mia intenzione continuare a
lavorare in questo senso. D'altro canto comprendo anche le difficoltà degli agricoltori ed esprimo
loro piena solidarietà per il sequestro delle piantagioni essendo stati vittime di una mancata
informazione da parta dei produttori di sementi".
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OGM: la questione non è chiusa
Zecchinato (AIAB): Il vero dibattito inizia adesso
Nuova Venezia, 29 agosto 2003
Leggiamo sui giornali in questi giorni della soddisfazione di molti per come si sarebbe concluso il
primo scontro serio tra produttori, regioni, ministero agricolo, organizzazioni professionali agricole
e le multinazionali sementiere in tema di OGM: un indennizzo ai produttori sotto forma di acquisto
a prezzo di mercato dei raccolti contaminati da parte delle sementiere stesse, controlli più severi in
attesa della parola dell’Unione Europea, che garantirà libertà di scelta a produttore e consumatore.
Libertà di scelta, beninteso, il cui effetto certo sarà di liberalizzare di fatto l’utilizzo di sementi
transgeniche, a condizioni di non contaminare le altre; e non è dato di sapere e capire in che modo,
trattandosi, quando va bene, di pollini in libertà.
La nostra associazione, che promuove da anni l’agricoltura biologica in Italia, ricorda che, oltre a
essere questo nostro settore uno dei pochi nel panorama produttivo nazionale che cresce e ha
successo presso i consumatori (l’Italia è il primo produttore europeo con oltre 1.100.000 ettari
certificati, il Veneto è tra le regioni dove più alti sono i consumi e le attività di distribuzione ed
esportazione), oltre ad applicare un metodo produttivo le cui norme e i cui controlli sono sanciti da
leggi comunitarie, nazionali e regionali, in agricoltura biologica è espressamente, e legalmente,
vietato qualsiasi utilizzo di materiali geneticamente modificati.
Con quale tutela potremo noi serenamente continuare a garantire i consumatori di tutto ciò, in
questa situazione?
Ma ciò che sconcerta nella soddisfazione di cui sopra è la destinazione a usi non alimentare dei
raccolti transgenici: in altre parole a uso energetico (biodiesel, eccetera).
Come se la destinazione a usi non alimentari ci preservasse dai danni oggettivi per le coltivazioni
biologiche e tipiche e per l’inestimabile patrimonio di biodiversità genetica nazionale.
Tra le altre è del tutto presumibile che la destinazione a uso energetico delle biomasse vegetali avrà
nei prossimi anni un notevole sviluppo, legato a fattori di mercato e di riduzione delle risorse
petrolifere.
E’ anche facile immaginare che se oggi tanto scalpore hanno fatto le poche centinaia di ettari
individuate dagli organi di vigilanza, cosa potrebbe succedere se si potesse analizzare tutta la
produzione italiana.
Noi siamo ancora una volta quindi per la «tolleranza zero», non come dato poco realistico o teorico,
ma come serio e preciso obiettivo politico ed economico.
Franco Zecchinato
Presidente Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica del Veneto AIAB Veneto Onlus
Venezia
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SEBASTIANELLI: ''OGM, una dittatura invisibile''
Corriere Adriatico, 31 agosto 2003
«Il polline di mais OGM può andare ovunque, fino a 40 km di distanza dal campo contaminato».
«O vivono gli OGM o vive l'agricoltura biologica».
SENIGALLIA - Mentre gran parte degli italiani sono distratti dalle ferie, in sordina sta avvenendo
uno dei maggiori dibattiti inerenti l'agricoltura: OGM, organismi geneticamente modificati. In
occasione della Fiera di Senigallia l'Amab Marche ha ospitato l'incontro "Diciamo no
all'introduzione degli OGM in agricoltura".
«O vivono gli OGM o vive l'agricoltura biologica. Dopo il caso del Piemonte - sostiene Bruno
Sebastianelli, presidente Amab - ora anche nelle Marche, a Sant'Elpidio, è stato trovato mais
OGM. Un campo OGM inquina per chilometri i campi vicini, non permettendo né agricoltura
biologica né convenzionale: si tratta di una dittatura sottile e fine delle multinazionali».
Il professor Tavoletti, docente all'Università di Ancona, dà informazioni tecniche: «Il polline di
mais OGM può andare ovunque, fino a 40 km di distanza dal campo contaminato». L'entità del
problema si evince dalla partecipazione a largo raggio: Palazzini, presidente regionale WWF, dà il
suo appoggio e punta su un movimento d'opinione che tocchi l'economia e Giardini (Cia) richiede
un'azione politica forte e la spinta dei parlamentari.
All'arrivo di Moruzzi, consigliere regionale Verdi, grande attesa di novità, sfortunatamente
negative: «Ho qui una lettera del 17 giugno dell'Asl di Fermo che rintraccia la filiera dei semi
OGM di Sant'Elpidio, ricostruendo in base alle fatture. Sono molto critico verso le Marche, non ci
sono stati controlli, nemmeno sugli ettari circostanti al ritrovamento OGM. Le sementi OGM sono
un bene indisponibile e non possono venire illegalmente commercializzate. Quel mais va distrutto
subito, prima della trebbiatura. Il rischio dell'agricoltura biologica è senza precedenti, equivale a
un assassinio premeditato».
Della stessa opinione anche il consigliere regionale Avenali: «È tutto in mano alle multinazionali:
nessun controllo pubblico delle sementi finora. Occorre un controllo a campione in tutte le Marche
per vedere e capire le dimensioni del fenomeno».
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Un nuovo OGM sul mercato europeo? L'ITALIA non risponde. si astiene...
Martedì 26 giugno 2007 : Dichiarazione di Simona Capogna, Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Società sul nuovo
Mais OGM Erculex della Pioneer
"Se gli OGM vengono introdotti sul mercato, se ce li troviamo sugli scaffali, nei campi, nei prodotti alimentari non
possiamo farci nulla. È l'Europa che ha deliberato e gli stati membri possono solo amministrare situazione derivanti
dalle decisioni comunitarie"
Questa è la risposta elusiva fornita dalle autorità competenti nazionali.
Ma le cose non stanno esattamente così. Se ci fosse una volontà seria dei nostri rappresentanti politici a lavorare sul
problema si troverebbero i modi e gli spazi per far sentire la propria voce.
È a dimostrarlo oggi è il Ministero della Salute italiano che, chiamato a valutare il Mais Erculex della Pioneer ritenuto
pericoloso per la salute umana, non risponde. Si astiene.
Non assumendosi la responsabilità di prendere una posizione. Lasciando ad altri il compito di prendere una decisione su
una questione strategica per la Sicurezza Alimentare, per l'ambiente, per lo sviluppo dell'Europa.
Ed in particolare, lasciando alla commissione europea, la più accondiscendente alle lobby biotech, l'ultima parola sulle
autorizzazioni.
Il copione sugli OGM che va in scena in Europa è sempre lo stesso da anni, una politica assente e balbettante da un lato,
una burocrazia arrogante dall'altra e al centro le lobby che difendono gli interessi delle aziende agrochimiche e
biotecnologiche. Evidentemente è una situazione intollerabile: VAS chiede una risposta chiara dalle autorità competenti
e una politica coerente.
Verdi Ambiente Società, 25 giugno 2007
FERRANTE (AIAB): "impedire l’autorizzazione UE del Mais OGM HERCULES"
venerdì 22 giugno 2007
Lunedì 25 giugno l’UE decide se ammettere la varietà di Mais, che ha già mostrato notevoli variazioni nei parametri del
sangue e nel peso del fegato delle cavie
Lunedì 25 giugno si riunirà un comitato permanente di rappresentanti degli Stati membri dell’Ue per esprimersi
sull'autorizzazione del mais Herculex, una varietà transgenica creata dalla multinazionale del settore Pioneer. Se i
rappresentanti votassero in senso favorevole al mais ogm, sarebbe la prima volta che il comitato permanente segue le
indicazioni della Commissione europea in materia di ogm. “Facciamo nostro l’appello del gruppo Verdi/ALE al
Parlamento europeo, affinché il mais Hercules non venga autorizzato in Europa – dice Andrea Ferrante, presidente
dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, che aggiunge: “Sarebbe gravissimo se una maggioranza qualificata di
rappresentanti degli Stati Ue votasse a favore dell’introduzione di una varietà di mais che diversi studi hanno dimostrato
non essere sicura per la nostra salute e per quella degli animali”.
Vi sono seri e fondati motivi di preoccupazione in merito al mais Herculex e persino gli studi presentati dalla società
che ne chiede l'autorizzazione mostrano notevoli variazioni nei parametri del sangue e nel peso del fegato dei topi
nutriti con questa varietà geneticamente modificata. Anche se l'EFSA, per l'ennesima volta, ha mancato di tenere conto
di questi effetti, il comitato dei rappresentanti dovrebbe invece adottare un approccio più attento. Inoltre, si è scoperto di
recente che la varietà transegenica di mais Herculex ha contaminato alimenti per bestiame importati dagli Stati Uniti
nella Ue. L'Unione europea deve decidere, rispettando i criteri di severità iscritti nelle nostre norme. Il mais Herculex
non deve finire sui nostri mercati fino a che non potranno escludersi rischi per la salute delle persone e degli animali.
Aiab, 22 giugno 2007
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Cap. 3.9.: Referendum sugli OGM e per la Sovranita´ Alimentare di Contadini
e Consumatori
Il 20 luglio 2007, presso la Corte di Cassazione sono state depositate due leggi di iniziativa
popolare da parte del Comitato promotore.
Il comitato è stato promosso dai contadini di Altragricoltura Foro Contadino che erano presenti a
Roma da diverse regioni italiane del Nord del Centro e del Sud per firmare il deposito degli atti, e
da altre associazioni e movimenti.
Fra i firmatari il deposito delle leggi, Gianni Cavinato (Associazione Consumatori Utenti),
Fabrizia Pratesi de Ferrariis (Equivita) e Enrico Lucconi (particolarmente attivo con altri nella
stesura della legge che indice il referendum sugli OGM).
Con la Legge per la Sovranità Alimentare i contadini e i loro alleati indicano alle Istituzioni la
strada per uscire dalla pesantissima crisi che sta investendo le campagne italiane.
Nella legge si propone alle Istituzioni di assumere i principi della Sovranità Alimentare come una
delle chiavi possibili con cui affrontare il rilancio dell´agricoltura italiana, mettendo al centro gli
interessi di chi lavora la terra e di chi consuma il cibo.
La Legge per la Sovranità Alimentare, oltre che indicare principi, punta a realizzare spazi di
partecipazione democratica con le Consulte per la Sovranità Alimentare e strumenti operativi nuovi
come quelli contro il dumping, per promuovere il ciclo corto o l´Agenzia per la gestione dei beni
comuni e le risorse naturali in agricoltura.
La Legge che istituisce il Referendum sugli OGM, realizza il primo degli obiettivi della
partecipazione democratica: quello di permettere ai cittadini con il voto di decidere
sull´introduzione degli OGM in Italia. La normativa europea prevede la consultazione popolare
prima che gli OGM, sia pure nella forma della coesistenza, vengano definitivamente liberalizzati
nella produzione. E´ arrivato il momento che il Parlamento italiano, in ottemperanza al dettato
normativo del legislatore europeo, convochi, con apposita legge, il referendum perché su questo
tema così delicato i cittadini possano esprimersi per far valere i loro interessi contro le pressioni
delle lobbies nazionali e internazionali del transgenico.
Al deposito delle leggi si è arrivati dopo un lungo percorso di confronto e discussione che ha
coinvolto molte realtà contadine di base impegnate in vertenze, mobilitazioni e pratiche di
economia etica oltre che realtà del consumo critico, dell´ambientalismo, del mondo accademico e
delle Istituzioni.
A partire da Settembre 2007 si avvierà la campagna di raccolta delle firme che punta fin d´ora a
realizzare il più ampio risultato intervenendo per sei mesi in una vasta azione di sollecitazione della
società. Il Comitato Promotore sta organizzando la rete territoriale e gli strumenti organizzativi di
coordinamento perché la campagna di raccolta delle firma veda il protagonismo diffuso ed ampio di
tutte le esperienze locali e di base, nel convincimento che la società italiana sia matura per
rivendicare il diritto a scegliere su questioni così delicate.
PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI : VEDI ALLEGATO 8 (pagg. 304-316)
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Cap. 3.10 : Dibattito sulla procedura di autorizzazione delle colture OGM
nell’UE
Fonte : GMO Safety
Il Ministro tedesco dell’Agricoltura, Horst Seehofer, si é dichiarato a favore di un nuovo
meccanismo di approvazione delle colture e dei prodotti geneticamente modificati (OGM) e di una
pausa per le autorizzazioni nell'Unione Europea, in attesa che tale meccanismo sia sviluppato. Il sig.
Seehofer ha sostenuto che l'attuale procedura di autorizzazione degli OGM non tiene abbastanza
conto dell'opinione pubblica. Egli inoltre ha espresso l'opinione che le approvazioni degli OGM non
si debbano più fondare sul voto politico dei rappresentanti degli Stati membri dell'Unione o dei
Commissari Europei, ma che le procedure debbano essere trattate piuttosto alla stessa stregua dei
prodotti farmaceutici: le decisioni sono prese da un'autorità scientifica competente, senza che la
politica vi si intrometta.
L'articolo indica che le affermazioni di Seehofer sono in parte una reazione ad una controversia in
corso all'interno della Commissione Europea, in merito al problema di sapere se si debbano
autorizzare o no due varietà di mais transgenico, il BT11 e il 1507.
Il commissario all'Ambiente Stavros Dimas ha annunciato pubblicamente il suo rifiuto ad
autorizzare la loro coltivazione, nonostante il parere favorevole dell'Autorità Europea della
Sicurezza Alimentare (EFSA), invocando il fatto che queste due varietà di mais suscitano
preoccupazioni di ordine ambientale.
Tuttavia, precisa l'articolo, la maggior parte dei commissari europei non hanno intenzione di
schierarsi con Dimas.
Allo stato attuale, essi devono concordare una linea di azione comune in seno alla Commissione,
che é l'organo esecutivo dell'Unione Europea.
E «Quando un Commissario dice che va bene, l'altro afferma il contrario. E' inaccettabile che noi
politici decidiamo in funzione delle maggioranze e degli umori del momento. Non é questo il modo
di procedere », ha dichiarato Seehofer.
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=3572
Ministro agricolo tedesco pro OGM
Il nuovo ministro tedesco dell'alimentazione, della difesa dei consumatori e dell'agricoltura, Horst
Seehofer, ha annunciato un forte sostegno all'agricoltura geneticamente modificata e alla ricerca nel
settore OGM, un taglio netto con la posizione negativa nei confronti del biotech da parte del suo
predecessore.
Si ritiene che il cambio di posizione del governo della Germania potrà avere implicazioni per la
politica europea, dato che il Paese è la più grande nazione dell'Unione oltre a essere anche tra quelli
con un più forte movimento anti-OGM a livello nazionale.
Le aziende sementiere non hanno tenuto segreto del fatto che vedono la Germania come un campo
di battaglia chiave nella loro ricerca per guadagnare un sostegno globale alle coltivazioni OGM.
Seehofer ha espresso il suo sostegno alle produzioni e alla ricerca in capo OGM con un tono
insolitamente forte durante l'intervista da parte di un quotidiano, di cui la pubblicazione ha
innescato una pletora di dichiarazione pubbliche sia dai sostenitori che dagli avversari degli OGM.
In particolare Seehofer ha detto che il ministero di agricoltura smetterà il trattamento preferenziale
ai coltivatori biologici, avviato sotto l'ex ministro dell'agricoltura, la verde Renate Künast.
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Cap. 3.11 : Contestata la teoria dei geni, sguardo più rigoroso sul biotech
Fonte: The New York Times, Denise Caruso
Il business mondiale delle bio-tecnologie (OGM), stimato a 73,5 miliardi di dollari, potrebbe presto
doversela vedere con una scoperta che mette in discussione i principi su cui è stato edificato.
Un consorzio di scienziati, infatti, ha pubblicato i risultati di uno studio che contesta la visione
tradizionale del funzionamento dei geni.
L’impegnativa impresa, durata 4 anni, è stata coordinata dallo statunitense National Human
Genome Research Institute e realizzata da 35 gruppi di esperti appartenenti a 80 diverse
organizzazioni mondiali. Con loro sorpresa, i ricercatori hanno scoperto che il genoma umano
potrebbe non essere dopo tutto un ‘insieme ordinato di geni indipendenti’ in cui ogni sequenza di
DNA è legata a una singola funzione, come la predisposizione al diabete o alle malattie cardiache.
Per leggere la notizia: http://www.equivita.it/Contestata_la_teoria_deigeni.htm
Cap. 3.12 : Scienziati e Membri del Parlamento Europeo (MEP) per un'Europa
libera da OGM
Scienziati indipendenti, MEP, agricoltori e cittadini uniti al Parlamento Europeo contro gli
OGM; l'Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA) chiamata in giudizio.
Scienziati indipendenti di sei Paesi hanno unito le loro forze a quelle di alcuni MEP per proporre un'Europa libera da
colture geneticamente modificate (GM) nel corso di uno speciale incontro al Parlamento Europeo, svoltosi a Brussel il
12 giugno 2007.
L´incontro, organizzato dall´Istituto per la Scienza e la Società (ISIS) di Londra, UK, la Rete del Terzo Mondo (TWN)
e la Rete Verde (GN), ospitati dal MEP Janusz Wojciechowski, vicepresidente della Commissione per l´Agricoltura e
Sviluppo Rurale per l´Unione Europea, è coinciso con la pubblicazione di lavori scientifici chiave, Incubo da Cibo GM
che Rivela i Falsi Regolatori (pubblicazione scientifica ISIS) [1] e Nuove Analisi di uno Studio su Ratti Alimentati con
Mais Geneticamente Modificato Rivelanti Segni di Tossicità Epatorenale (CRII-GEN) [2], ha messo in evidenza come i
responsabili nazionali ed internazionali hanno ignorato le prove schiaccianti contro la sicurezza di alimenti GM e di
come colludono con l´industria per manipolare la ricerca scientifica e promuovere colture GM. Le pubblicazioni sono
state presentate all´incontro insieme ad un dossier complessivo di oltre 160 articoli ampiamente citati dalla rivista
scientifica "Science in Society", i quali documentano rischi, frode scientifica, falsità dei responsabili e violazione dei
diritti degli agricoltori [3] (GM Science Exposed: Hazards Ignored, Fraud, Regulatory Sham, and Violation of Farmers'
Rights, ISIS CD Book, 2007).
Tutti i MEP intervenuti hanno ringraziato ISIS per il contributo scientifico così cruciale ed importante per affrontare il
dibattito sulle colture GM, un punto di vista ampiamente condiviso da altri MEP e dalla gente che ha partecipato
all´incontro.
Il paradosso del dibattito sulle colture GM
Il MEP Janusz Wojciechowski, che ha presieduto l´incontro, ha parlato del paradosso sullo sviluppo rurale nell´ambito
del dibattito delle colture GM nell'Unione Europea (EU).
Ci sono pressioni politiche per ridurre la produzione di prodotti agricoli convenzionali e biologici, mentre ci sono
pressioni per aumentare il consumo di prodotti GM.
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Il MEP ha dichiarato, "Per me, è ovvio che le decisioni sugli OGM devono essere prese ascoltando l´opinione pubblica
ed a questo riguardo faccio del mio meglio, come uno dei decisionisti dell´EU, per salvaguardare soprattutto la salute
dei cittadini."
Jill Evans, un MEP rappresentante del partito laburista gallese (Plaid Cymru) e membro del Gruppo di Libera Alleanza
dei Verdi Europei, raccogliendo la provocazione della campagna pro-OGM nell'EU ha dichiarato: “la campagna anti-
OGM ha lavorato dieci volte più sodo per far sentire la sua voce. Ha detto, inoltre, "Come MEP il mio lavoro è
ascoltare quello che dicono e rappresentano i miei elettori del Galles, i loro punti di vista per l'EU. Ed è chiaro che nel
Galles c´è una forte opposizione agli OGM. La nostra agricoltura industriale, sicurezza alimentare e ambientale sono
sotto la minaccia delle colture e alimenti OGM. Noi dobbiamo tenere il Galles libero dalle Modificazioni Genetiche
(MG) e dobbiamo ottenere un bando europeo sulle colture OGM"
L´opposizione alle colture GM cominciò nel Galles nel 2000, quando campi sperimentali di colture GM in
Pembrokeshire furono abbandonati a causa delle pressioni di 80 agricoltori biologici, che attirarono l´attenzione della
stampa locale e l'interesse dei membri di tutti i partiti politici. L´Assemblea Nazionale del Galles aveva anche votato
contro le colture GM, ma nel 2001 il Governo dell´UK diede il via libera. Fu allora che fu messo su il gruppo della
campagna gallese liberi da OGM e da allora non ci sono stati più nel Galles campi di colture GM.
Evans sottolineò che L´Assemblea Nazionale del Galles è molto attiva nell'EU, e si è unita alle reti libere da OGM, ma
sente che la decisione gallese riguardo alle colture GM e la possibilità che le colture native possano essere contaminate,
dovrebbe essere presa nel Galles da un suo proprio comitato consultivo, e non come avviene attualmente da DEFRA
(Dipartimento per l´Ambiente, Alimenti e Affari Rurali) nell'UK. Evans ha detto che il Galles vuole affermare il suo
diritto ad avere zone libere da colture GM in linea con quanto desiderano gli abitanti del Galles, e sostenuto
dall'evidenza scientifica presentata all'incotro; e promise di tenere sempre aggiornata e attiva l'agenda liberi da OGM
nel Galles ed in Europa.
Lottare attivamente per un´Europa libera da OGM
Dr Caroline Lucas, MEP Verde per il Sud-Est dell'Inghilterra, ha accolto ed approvato la ferma posizione di tutti gli
oratori del gruppo, affermando, "ci sono tutte le ragioni per cui noi abbiamo bisogno di lottare attivamente per
un´Europa libera da OGM, la tragedia è che la lotta è implacabile, nonostante l´evidenza accumulata a nostro favore,
l´enorme rilevanza del principio precauzionale e la forte opposizione pubblica agli OGM."
L´opinione pubblica intervistata ciclicamente mostra consistentemente che il 70% o più dei consumatori in Europa non
vuole mangiare cibo GM e più di 170 regioni e altre 4500 zone dell´Europa libere da OGM si sono incontrate a Firenze
nel 2005.
Nonostante i bandi nazionali sugli OGM in 11 Paesi europei, l´ampia ed inesplicabile Commissione Europea, che di
fatto sollevò la moratoria nel 2003, ha autorizzato almeno 18 varietà di colture GM nell'EU, più 12 in attesa di
approvazione.
La buona notizia è che molti governi sono scettici, per esempio la Bulgaria ha adottato un Atto sugli OGM che è basato
fermamente sul principio precauzionale e l´Ungheria ha dichiarato che la produzione di colture OGM non è economica,
ambientale, salutare e sociale.
Lucas è stata critica nei confronti dell'Autorità sulla Sicurezza Alimentare Europea (EFSA), che dovrebbe offrire
l´evidenza scientifica fornita da esperti indipendenti sul rischio della sicurezza dei prodotti GM, mentre ha sempre
fallito nel suo compito sin da quando è stata fondata nel 2002.
Lucas ha anche criticato l´EFSA per aver agito in collusione con le compagnie biotech per aver espresso "opinioni
positive" alle loro richieste di liberalizzazione del mercato, per la sua riluttanza a commissionare o promuovere studi
indipendenti e l´accettazione della "equivalenza sostanziale" in accertamenti sulla sicurezza anche in casi di ibridi creati
tra due o tre linee di colture GM.
Inoltre, la tenuta "commercialmente confidenziale" di documenti per non farli conoscere al pubblico contravviene alle
raccomandazioni della Convenzione di Aarhus (un accordo della Commissione Economica delle Nazioni Unite per
l'Europa che lega l'ambiente ai diritti dell´uomo).
28
Lucas ha fatto riferimento all'esempio del mais MON863 che la Commissione approvò, sia come cibo per l´uomo sia
come foraggio per il bestiame, basandosi solo sui dati forniti dalla Monsanto.
Lucas ha ricordato ai partecipanti la campagna aggressiva condotta dagli Stati Uniti, Canada e Argentina nei confronti
dell´Europa per costringerla ad aprire la porta agli OGM via il WTO (Organizzazione Mondiale per il Commercio)
quando il WTO sosteneva i diritti dell´Europa a proteggersi dagli OGM, ed ha riaffermato la necessità di mettere su un
un sistema chiaro ed affidabile sulla contaminazione, basata fermamente sul principio "che chi inquina paga" (polluter
pays).
OGM "un crimine contro l´umanità"
Dr. Mae-Wan Ho, direttore dell´ISIS ha tracciato in grandi linee il quadro delle ragioni per cui il mondo ha bisogno di
essere libero dagli OGM.
Il suo principale messaggio è stato: "Gli OGM non sono solo una minaccia per la salute e l´ambiente, essi
danneggeranno severamente le nostre opportunità di sopravvivere al riscaldamento globale. Le colture GM hanno
bisogno di più combustibili fossili e acqua per crescere, entrambi in rapida diminuzione. L´Europa non può più
permettersi di sprecare altro tempo e risorse sugli OGM, ora deve, invece, cominciare a investire in cibo e sistemi
d´energia sostenibili."
Dopo 30 anni di OGM, non c´è stato un aumento di produzione, nessuna riduzione in pesticidi, mentre lo svuotamento
delle foreste che continua per fare posto alle colture GM ora include anche quelle per produrre biocarburanti.
Al di sopra di tutto, in India, tra il 1993 ed il 2003, 100.000 agricoltori si sono uccisi, in concomitanza con
l'introduzione di colture OGM e da allora ci sono stati altri 16.000 morti all´anno. I partecipanti all´incontro hanno
sussultato con approvazione alla esplicita accusa contro la modificazione genetica: "Gli OGM sono un crimine contro
l´umanità."
C´è da dire che Mae-Wan era stata già incoraggiata in questa iniziativa anche da recenti provvedimenti contro la legalità
delle colture OGM negli Stati Uniti, e da una sfilza di bandi contro l´uso di OGM imposti in molti Paesi introno al
mondo, nel corso del 2006 [4] (No to GMOs, No to GM Science , SiS 35).
La soia OGM un incubo per i ratti
Dr. Irina Ermakova dell'Accademia Russa delle Scienze ha riferito che ha iniziato i suoi esperimenti alcuni anni fa,
dopo aver letto diverse relazioni positive sulle colture OGM da diverse parti del mondo, mentre nessuno parlava di
risultati negativi.
Ciò finché non lesse la Dichiarazione degli Scienziati del Mondo sul sito web di ISIS (http://www.isis.
org.uk/list.php) che metteva in risalto i pericoli.
Rimase scioccata nell´apprendere che geni estranei erano presenti nelle cellule di diversi organi di mammiferi ai quail
erano stati dati alimenti GM e che le colture GM erano dannose per i mammiferi così come lo erano per farfalle ed
insetti impollinatori.
Per questo, Ermakova decise di fare degli esperimenti sui mammiferi per indagare sugli effetti che la soia GM poteva
avere sulla salute dei ratti e dei discendenti per cinque generazioni.
La differenza significativa tra i suoi esperimenti e quelli delle compagnie biotech fu che lei alimentò femmine di ratti,
prima, durante e dopo la gravidanza per più di cinque generazioni.
Ermakova affermò: "Così molte cose andarono male per ratti alimentati con soie geneticamente modificate. Le ratte
divennero più ansiose e aggressive, ci fu un´alta mortalità di cuccioli nella prima generazione, disturbi di funzioni
28
riproduttive e cambiamenti patologici negli organi interni di maschi e femmine. Si annotò ancora la mancanza di
cuccioli nella seconda generazione di ratti alimentati con soia GM, poiché all´accoppiamento risultarono
completamente sterili."
Ermakova mostrò ai partecipanti l´evidenza fotografica abbastanza sconvolgente di varie malformazioni, di forme nane
e striminzite, di malattie (incluse alcune lesioni cancerose) e cuccioli morti le cui madri erano state tutte alimentate con
soie Monsanto´s Roundup Ready.
Il pubblico sbalordito non ebbe più dubbi che qualche cosa era andata sbagliata e che bisognava imporre un bando
urgente sulla vendita della soia OGM piuttosto che essere permissivi, chiudendo un occhio sull´atteggiamento
dell´EFSA e gli altri moderatori statali.
La ricerca delle compagnie non regge di fronte a quella della scienza indipendente
Dr. Christian Velot, Senior Conferenziere in Genetica Molecolare all'Università di Parigi Sud, Francia, dichiarò:
"Praticamente tutti gli studi che non trovano "alcun effetto" di alimenti GM sono quelli eseguiti dalle compagnie che
chiedono l´approvazione del mercato o che sono da esse finanziate. Questa ricerca semplicemente non regge di fronte
ad uno scrutinio scientifico e indipendente, e alcuni moderatori stanno mettendo a serio rischio la salute delle persone
accettando i risultati di tale ricerca." Ecco perché, a giugno del 2005, Velot entrò nel Comitato per la Ricerca e
l´Informazione Indipendente sull´ Ingegneria Genetica (CRII-GEN, Francia).
Gli scienziati del CRII-GEN hanno inserito nella loro agenda il compito di valutare la ricerca delle compagnie che
cercano l´approvazione del mercato per i loro alimenti GM. Hanno trovato sintomi di tossicità nel fegato e nel rene di
ratti alimentati con mais GM della Monsanto MON863 che sono stati ignorati sia dalla compagnia e sia dall´EFSA [2,
5] (GM Maize MON 863 Toxic, SiS 34).
I risultati contenevano 40 differenze significative tra ratti alimentati con mais GM e mais non GM per 90 giorni.
La missione degli scienziati di CRII-GEN e Velot è di mostrare che la scienza indipendente è necessaria se si vuole
proteggere il pubblico dai rischi dell´ingegneria genetica.
I rischi e pericoli non si limitano alle colture ed agli alimenti GM, ma anche alle piante transgeniche che producono
farmaci, come per esempio il gene preso da un cane ed inserito nel mais per produrre una medicina digeribile per
bambini.
Velot rimprovera a politici e scienziati lo sfruttamento del presidio medico come vetrina per la produzione di alimenti
OGM anche se non abbiamo bisogno di colture OGM per produrre alimenti con farmaci.
Queste medicine sono state prodotte in colture di cellule transgeniche per usi contenuti da almeno 25 anni (nota
dell´editore: grandi lacune dei responsabili restano nella sicurezza dell´uso contenuto, vedi [6] SLIPPING THROUGH
THE REGULATORY NET: `Naked´ and `free´ nucleic acids; ISIS and TWN publication)
Velot ribadì la necessità che "Science in Society" continui a lottare contro l´industria che "tratta il consumatore come un
ratto da laboratorio ed il pianeta come un bancone da aboratorio."
Sugli OGM bisogna portare l'EFSA davanti alla Corte di Giustizia
Urs Hans, un agricoltore biologico svizzero attivista contro le colture GM aveva notizie per l'EFSA. Egli rappresenta
una coalizione internazionale di NGO (Organizzazioni Non Governative), associazione di agricoltori, accademie di
avvocati, legali e scienziati, professori, giornalisti, direttori cinematografici, gruppi religiosi, ecc. della Germania,
Austriaca e Svizzera che intende fare "cause globali" contro lo schieramento degli OGM in Europa.
Tra i suoi bersagli ci sono l´EFSA ed altre istituzioni europee responsabili.
La motivazione è il loro appoggio illegale alle lobby pro-OGM e violazione della sicurezza alimentare.
La coalizione include Greenpeace della Germania e rappresentanti principali di Greenpeace Europea, eminenti statisti
dell´Austria e professori di alto profilo per la Legge Costituzionale Tedesca a Monaco di Baviera.
29
La principale fonte legale tedesca, il Tubingen Institute per la Protezione della Natura e sulla Legge per la Protezione
della Natura, ha fornito alla coalizione una insieme di possibili strategie legali, e le denunce sono rappresentate dalla
principale Azienda legale tedesca di Amburgo, specializzata in leggi sull´ingegneria genetica.
Per cui si consiglia di visitare il sito web e se si è interessati ad essere coinvolti si consiglia di entrare in uno dei due
seguenti siti web di Hans:
http://www.publiceyeonscience.ch ; http://www.bauernverstand.ch.
Hans è un agricoltore del Canada che gestisce la propria fattoria.
Come tale, notò che gli organofosfati raccomandati dal governo regionale per il controllo dei parassiti fece ammalare i
suoi animali.
Durante la crisi della BSE gli organofosfati furono imposti agli agricoltori sia che le loro micche fossero o non fossero
infettate.
Hans fu costretto ad usare sostanze chimiche per sostenere gli interessi economici del governo regionale, ma prese la
decisione di non usare organofosfati e per il suo rifiuto fu perseguito tre volte.
Vinse in tutti e tre casi.
Hans vede le colture GM imposte agli agricoltori e consumatori con lo stesso imperativo economico e tecnologico
dell'agricoltura chimica e intensiva che l'ha costretto a usare organofosfati.
Alla fine, è l´agricoltore che per questo imperativo paga con la sua salute, la salute dei suoi animali, un debito
vertiginoso che non può permettersi e la perdita di sostentamento.
Hans ebbe l´ispirazione di lasciare la sua fattoria e di partecipare all´incontro in Brussels per ascoltare l´evidenza
scientifica che gli può essere utile a sostenere la sua causa contro l'EFSA, rimanendo molto soddisfatto da quanto ebbe
modo di ascoltare.
Api minacciate da bio-pesticidi OGM e da colture OGM Bt
Joe Cummins, Professore Emerito in Genetica dell´Università dell´Ontario dell´Ovest, Canada,
un veterano di campagne contro la corruzione della scienza a discapito della società e
dell'ambiente, ha condotto la lotta contro la scienza delle colture GMO sin da quando l´ISIS ha
cominciato la sua attività nel 1999.
La massiccia perdita per morte di colonie di api a livello mondiale è quasi certamente una
combinazione di fattori diversi, tra i quali i più importanti sono l´uso di livelli sub-letali di
insetticidi, in particolare, una classe di nuovi pesticidi sistemici neonicotinoidi usati largamente
per confezionare semi e per spruzzarli sulle colture, le radiazioni di microonde prodotte dalle
stazioni radio base telefoniche senza fili.
C'è chi ha suggerito che singole cellule di funghi, come Nosema potrebbero essere le principali
colpevoli [7] (Parasitic Fungus and Honeybee Decline , SiS 35).
Comunque, Cummins ha presentato un'ipotesi convincente secondo la quale livelli sub-letali di
pesticidi, incluso il bio-pesticida Bt prodotto dalle colture OGM, che coprono il 30% dell'area
globale, potrebbero agire sinergicamente con Nosema nell'ammazzare le api.
Nosema e gli altri funghi parassiti sono usati ampiamente anche come agenti per il controllo
biologico di insetti parassiti [8] (Parasitic Fungi and Pesticides Act Synergistically to Kill
Honeybees? SiS 35).
Cummins dichiarò: "L´ape è un importante impollinatore delle nostre colture alimentari e la
sua morte è un atroce avvertimento all'estinzione della specie umana."
Che cosa possiamo fare per salvare le api?
Joe sulla sopravvivenza dell´Umanità concluse sinteticamente con tre punti:
29
1) il primo è di eliminare i pesticidi sistemici nicotinoidi,
2) il secondo è di eliminare colture con Bt
3) il terzo, è di sostituire tutti i burocrati che chiudono gli occhi alla natura a favore delle
biotech e dell´agrochimica industriale.
Hiltrud Breyer, MEP di Strasburgo intervenne dal pubblico e volle sapere che cosa potrebbe
essere fatto in Europa per salvare le api.
Il Dott. Mae-Wan Ho suggerì che una mozione urgente dovrebbe essere inviata alla
Commissione Europea in linea con le dichiarazioni fate da Cummins; ciò venne raccolto da
Breyer subito dopo in una richiesta inviata alla Commissione Europea [9] (Emergency Motion
on Protecting the Honeybee, SiS 35).
L´ingegneria genetica è "un´arma globale di distruzione di massa"
Dr. Zbigniew Halat, Presidente dell'Associazione per la Protezione della salute dei Consumatori
in Polonia, medico ed ex deputato Ministro della Salute per la Polonia, ha dichiarato: "Io credo
che i problemi causati dall´ingegneria genetica sono globali. È la proliferazione di un genere di
arma biologica di distruzione di massa."
Halat considerò la soglia di contaminazione delle colture native da parte di colture GM dello 0.9
%, o persino dello 0.1 %, come una sciocchezza. Avvertiva che anche una piccola molecola
potrebbe provocare un colpo anafilattico e potrebbe uccidere qualcuno che è allergico.
Egli crede che ci sia un collegamento causale tra la contaminazione di colture OGM e la
percentuale delle allergie emergenti che sono raddoppiate nel giro di dieci anni.
Deduce che gli studi sull´incidenza locale di reazioni allergiche alle colture di mais OGM nelle
Filippine condotti dal Prof. Terje Traavik di Genk dell´Università di Tromsø, Norvegia [9] (GM
Ban Long Overdue, SiS 29) hanno fornito l'evidenza empirica contro l´uso di colture OGM.
Inoltre, poiché gli alimenti GM non sono stati giudicati sicuri da un punto di vista medico è
importante chiedere l´opinione del pubblico in maniera sistematica e ciclica per avere il
sostegno del pubblico nel promuovere studi epidemiologici volti ad accertare la sicurezza di
alimenti OGM.
Egli sospetta persino una relazione tra OGM e l´aumento dei casi di cancro, resistenza agli
antibiotici e l'epidemia di obesità.
Da un punto di vista medico, egli dice, non possiamo aspettare che arrivino malattie e morti da
OGM, dobbiamo avere la prova che gli alimenti OGM sono sani e sicuri.
Infine, dobbiamo essere consapevoli dei problemi etici circa l´ingegneria genetica e che la
protezione della nostra salute dalle malattie non è un compito che possiamo affidare ai
produttori, ma è un compito delle autorità pubbliche.
Le risorse genetiche del mondo minacciate da ladri delle banche genetiche
Dr. Pietro Perrino del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso L´Istituto di Genetica Vegetale
di Bari, Italia, parla di una spiacevole storia sulla distruzione di germplasma di semi
mantenuto nei genebanks del mondo con l´avvento dell´ingegneria genetica.
Da un lato, gli ingegneri genetici hanno depredato in modo spietato i semi ed il germplasma
mantenuto nei genebanks, alla ricerca di geni, sequenze di DNA e varietà brevettate, che si
identificano in veri e propri atti di biopirateria.
Dall´altro lato, colludono con le compagnie biotech nella distruzione delle banche genetiche [9,
10] (SOS: Save Our Seeds, Italy's Genebank At Risk, SiS 27).
Perrino ha spiegato che le banche genetiche nacquero per raccogliere, conservare, caratterizzare
e valorizzare la diversità genetica dall'erosione genetica causata dalla prima "Rivoluzione
29
Verde" che aveva l´obiettivo di aumentare la produzione agricola attraverso la monocoltura di
poche varietà e poche specie agrarie.
Per compensare gli effetti negativi della "Rivoluzione Verde", negli ultimi 50 anni sono state
create 1400 banche genetiche.
Comunque, con la seconda "Rivoluzione Verde" o "Rivoluzione dei Geni" le nuove varietà
possono essere costituite prelevando i geni da qualunque organismo: animali, funghi, piante,
microbi e virus, è ciò rappresenta una minaccia ancora più diretta alle risorse genetiche vegetali
indigene.
Pietro dichiarò: "Abbiamo bisogno urgente di proteggere le banche genetiche in quanto subito
esse potrebbero rappresentare nel mondo l'unica fonte incontaminata di germoplasma di
semi. Questo è possibile perché l'industria del biotech e i sostenitori sono molto interessati a
distruggerla dopo che avranno finito di sequenziale i genomi e brevettato i geni."
Inoltre, ha fatto appello ai responsabili della conservazione ex-situ, agricoltura biologica, riserve
naturali e più in generale della conservazione della natura, per lottare tutti insieme contro quelli
che lui chiama "ladri delle banche genetiche", cioè gli gli ingegneri genetici che stanno
pensando di sostituire i genebanks con le banche di DNA, contenenti risorse sintetiche che non
solo sono inutili, ma sono nocive per l´ambiente, la biodiversità e la salute di tutti gli organismi
viventi, incluso l´uomo.
L´USDA approva le colture OGM sotto la pressione di Monsanto
Jeffrey Smith, giornalista, autore e direttore esecutivo dell'Istituto per le Tecnologie
Responsabili, ha iniziato il suo discorso così: "vengo dagli Stati Uniti, per questo voglio
scusarsi almeno per la questione delle colture OGM."
Quindi picchiò con forza sulla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti che
afferma che non è necessario alcun test sugli alimenti OGM. Questa, Smith lamenta, è una bugia
perpetrata dalla Monsanto, che si è infiltrata nella FDA.
Chi, chiede, ha annullato le preoccupazioni degli scienziati sulle tossine? Evidenza raccolta da
trenta scienziati in tre anni dal suo ultimo libro, “GM Roulette” [12] che documenta non meno di
sessantacinque rischi per la salute associati all´ingegneria genetica.
Jeffrey deduce che la principale causa possibile dei problemi di salute è riferita a mutazioni del
DNA all´interno di geni sintetici che creano cambiamenti all´interno del genoma.
Egli indica anche che le prove di sicurezza dell´industria circa la tossina Bt usata in mais GM e
cotone GM sono sbagliate perché sono proprio queste tossine che hanno provocato migliaia di
reazioni allergiche nel mondo, così come sterilità e morte inspiegabili nell´uomo e negli animali.
L'assunzione fondamentale fatta dalle industrie che le colture GM e i pesticidi sono sicuri deve
essere respinta e rovesciata.
La produzione di colture OGM è una trappola
Mr. Wojciechowski ha chiuso la seduta con l'avvertimento che l'espansione della produzione di
colture OGM è una trappola.
E, come Parlamentare Europeo, ringraziò tutti gli esperti relatori intervenuti all´incontro per la
loro preparazione e professionalità.
È una sfida per i Parlamentari Europei essere più attivi contro le colture GM. La prima
opportunità sarà la domanda sollevata dai MEP sull´accertamento del rischio dell'EFSA, che
ricomincerà il dibattito sui pericoli degli OGM.
E´ seguita una vivace discussione, durata circa un'ora dopo la chiusura ufficiale della
29
conferenza, che è continuata alla mensa del Parlamento Europeo, dove Mr. Wojciechowski gli
oratori e amici di ISIS ricevettero tutte le attenzioni del rappresentante del Parlamento.
Referenze
1.Ho MW, Cummins J and Saunders PT. GM food nightmare unfolding in the regulatory sham. Microbial Ecology in
Health and Disease 2007,published online 7 June 2007, DOI: 10.1080/08910600701 343781
2. Seralini G-E, Cellier D and de Vendomois JS. New Analysis of a Rat Feeding Study with a Genetically modified
maize reveals signs of hepatorenal toxicity. Arch Environ Contam Toxicol 2007, 52, 596-602.
3. GM Science Exposed: Hazards Ignored, Fraud, Regulatory Sham, and Violation of Farmers' Rights, Science in
Society Spring 2003-Summer 2007, ISIS CD Book, 2007. ( http://www.i-sis.org.uk/pdf/GMdossier.pdf )
4. Ho MW. No to GMOs, no to GM science. Science in Society 35 (in press).
5. Ho MW. GM maize MON 863 toxic. Science in Society 34 , 26-27, 2007.
6. "Monsanto maize approved for human consumption potentially toxic, warns new study. Greenpeace demands
immediate withdrawal of suspect maize from the market, and review of regulatory system", Greenpeace press release 14
July 2007, http://www.greenpeace.org/eu-unit/press-centre/press-releases2/seralini-NK603
7. Cummins J. Parasitic fungi and honeybee decline. http://www.i-sis.org.uk/PFHB.php; also Science in
Society 35 (to appear).
8. Cummins J. Parasitic fungi and pesticides act synergistically to kill honeybees? http://www.isis.
org.uk/Parasiticfungi.php; also Science in Society 35 (to appear).
9. Ho MW. GM ban long overdue: dozens ill and five deaths in the Philippines. Science in Society 29 , 26-27, 2006.
10. Ho MW. SOS: Save our seeds. Science in Society 27 , 45-47, 2005.
11. Perrino P. Italy's genebank at risk. Science in Society 27 , 48-49, 2005.
12. Smith J M. Genetic Roulette, The documented health risks of genetically engineered foods . Yes! Books, Fairfield,
Iowa, 2007.
Cap. 3.13: Un anno di petizione on line "Salviamo i Semi
Contadini" (novembre 2007)
di Alberto Olivucci
Petizione on line "Salviamo i Semi Contadini"
Circa un anno e mezzo fa, il 9 aprile 2006, partì una petizione promossa da “Civiltà Contadina”,
sia sullo spazio del sito, sia con un modulo scaricabile e stampabile.
Le richieste erano precise:
l'applicazione della direttiva CEE (98/95) finora disattesa dai governi e la creazione di una lista
nazionale che raccolga le varietà locali o dei territori o contadine;
l'iscrizione libera e gratuita su questa lista per le varietà di coloro che conservano, selezionano e
diffondono questa agrobiodiversità;
che i criteri di iscrizione siano adattati alle particolarità di queste varietà locali, spesso non uniformi
o stabili come quelle selezionate;
uno spazio di libertà totale per scambi liberi di piante e sementi contadine (in quantità
corrispondenti ai bisogni di una piccola fattoria), nel rispetto delle precauzioni fitosanitarie
essenziali.
Dopo averla divulgata per un anno, dopo aver raccolto alcune migliaia di firme, dopo aver coinvolto
altri soggetti associativi siamo contenti di poter vedere che nel tempo alcuni risultati si stanno
verificando.
Il primo in ordine di tempo è la legge del 6 aprile 2007 che recepisce il 1° punto della petizione,
ovvero l'applicazione integrale della direttiva CEE 98/95. Ecco il testo dalla Gazzetta Ufficiale:
"Art. 16.
(Sementi da conservazione)
29
1. Il Ministero tutela il patrimonio agrario costituito dalle risorse genetiche delle piante di cui al
comma 2.
2. Si intendono per "varietà da conservazione" le varietà, le popolazioni, gli ecotip i, i cloni e le
cultivar di interesse agricolo, relativi a specie di piante autoctone e non autoctone, purché
integratesi da almeno dieci anni negli agroecosistemi locali minacciate da erosione genetica; oppure
non più coltivate sul territorio nazionale, ma
conservate presso orti botanici, Istituti sperimentali, banche del germoplasma pubbliche o private,
Università e centri di ricerca di Regioni o altri Paesi, o presso privati per le quali esiste un interesse
economico, scientifico, culturale, paesaggistico a favorirne la reintroduzione se non iscritte al
Registro Nazionale delle Varietà di Specie Agrarie e Ortive di cui al d.P.R. n. 1065 del 1973 e dalla
legge n. 195 del 1976 e successive modifiche e integrazioni.
3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, da adottarsi entro 120 giorni dalla
pubblicazione della presente legge, sentita la Conferenza perm anente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, è istituito apposito Registro delle varietà di cui
al comma 2 e ne sono disciplinate le modalità di gestione."
Purtroppo devo rilevare che la sua applicazione è al momento bloccata dai funzionari dell'ufficio
registro del ministero che non deliberano sul regolamento di attuazione. Purtroppo questa è una
tecnica da tempo utilizzata per insabbiare leggi positive di libertà. E così mentre si autorizzano ogni
mese la semina di nuove varietà OGM la tutela della biodiversità, che è assieme al clima una delle
emergenze planetarie, è fermata dalla burocrazia degli impiegati di uno sconosciuto ufficio
ministeriale. Ecco perché nonostante questa legge positiva e di accoglimento delle istanze della
petizione essa non è stata sospesa.
Recentemente la commissione agricoltura del senato ci ha regalato un'altra novità: la nuova
proposta di legge sull'agricoltura biologica. Le due principali novità sono l'istituzione dei
biodistretti e una intera sezione dedicata alla conservazione della biodiversità agraria. Essa
recepisce in pieno le richieste della petizione e le inserisce in un testo che va a aggiornare la legge
del biologico. Anche per questo non può che esserci grande soddisfazione. Purtroppo si tratta solo
di proposta e aspettiamo il voto del Parlamento. Non credo che nella discussione ci saranno
sostanziali cambiamenti, infatti tutti i partiti erano molto favorevoli al testo così come è stato messo
insieme dalla commissione.
Sia nel primo caso sia nel secondo le iniziative di legge sono state create a partire da proposte
studiate e redatte dalla Rete Semi Rurali da poco formalizzata tramite un atto ufficiale costitutivo.
Aspettiamo l'evolversi della situazione e intanto cerchere mo un contatto con il ministero per
sbloccare la legge 6 aprile. Intanto la petizione rimane aperta perché nonostante tutto nulla è
cambiato.
sono l'autore dell'ultimo commento
4 Domenica 14 Novembre 2010 20:18
sono l'autore dell'ultimo commento
vorrei scusarmi per il mio precedente commento in quanto chiunque deve essere libero di scrivere ciò in cui crede e ho sbagliato a polemizzare per un'iniziativa che sicuramente ha di lodevole l'impegno con cui portate avanti le vostre idee e spero che questo secondo messaggio possa spingervi a continuare nella vostra battaglia oltre che portarvi le mie scuse per il mio precedente commento
che dementi
3 Sabato 13 Novembre 2010 12:21
che dementi
che dementi
come...
2 Venerdì 05 Novembre 2010 12:03
JackSparrow
...volevasi dimostrare!
bella idea
1 Giovedì 07 Ottobre 2010 16:28
JackSparrow
bella idea, ma voglio vedere se risponderanno...

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QUI IL VIDEO DELLA SEMINA IN CAMPO APERTO!

l'ultimo scatto...

02-10-2010

 LUI CONDANNATO, LORO IMPUNITI

ABBIAMO RACCOLTO LE PANNOCCHIE, SI ACCETTANO OFFERTE PER AVERE IL SIMBOLO DI UNA BATTAGLIA CHE RIMARRA' NELLA STORIA DELLA DISUBBIDIENZA CIVILE!

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LE QUATTRO DENUNCE CONTRO I NAZI-COMUNISTI (clicca sui link e leggile)

1-denuncia querela contro Federica Ferrario (Greenpeace)

2-denuncia querela contro ignoti

3-esposto denuncia contro Zaia ed altri

4-esposto denuncia contro Violino ed altre 146 persone

5-integrazione esposto denuncia Zaia, Scilipuoti, altri

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L'UE: "FIDENATO PUO' SEMINARE" (leggi la lettera)
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ECCO LA SENTENZA DEL GIUDICE DI PORDENONE, PER LA QUALE ABBIAMO ATTESO UN ANNO, IN MERITO ALLA BATTAGLIA CHE STIAMO CONDUCENDO SUL SOSTITUTO D'IMPOSTA.

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