
di Leonardo Facco
L’araba fenice Fidel Castro, che ha ceduto quattro anni fa il potere al fratello Raul, ha detto al giornalista Jeffrey Goldberg, del magazine americano “The Atlantic”, che il “modello economico comunista è fallito”. Di più: per il comandante “il modello cubano non va più bene neanche per noi”, ha sostenuto.
Caspita se ne è accorto anche lui che l’ideologia mortifera che ha affamato ed ammazzato centinaia di milioni di persone è un tantino diabolica?
Per un Castro che va, però, c’è un Bersani che torna (in coppia con D'Alema). Il segretario del Partito Democratico ha annunciato, non senza vanagloria, che il suo “Nuovo Ulivo” tornerà a schierare i “riservisti” del marxismo-leninismo. I media riportano la notizia, più o meno, in questi termini: “E’ durato quasi un’ora l’incontro programmato per ieri nella sede del Pd fra il neo eletto segretario Pierluigi Bersani e i tre leader della Federazione della sinistra d’alternativa (che bell’eufemismo, ndr) - Paolo Ferrero (Prc-Se), Oliviero Diliberto (Pdci) e Cesare Salvi (Socialismo 2000)”. Visto l’andazzo, probabilmente a breve abbraccerà un altro residuato bellico del collettivismo, quel Pecoraro Scanio che è verde fuori ma rosso sangue dentro!
Persino l’Unità – di fronte ai fatti – ha dato di stomaco: “Bersani, ti prego in ginocchio, Diliberto no. Sta tanto bene dove sta, lascialo nel congelatore. Non ritirare fuori i fantasmi, le mummie sovietiche. Bersani, questo è un grido di dolore vero e proprio. La più grande carità che si può fare ai morti è di non resuscitarli. La sinistra ha passato la vita a suicidarsi, ti prego interrompi questa vocazione autodistruttiva del nostro partito. Diliberto, ti rendi conto? Quello che odia Fellini e ama le barzellette di Pierino e i film carta igienica, che vuole portare la salma di Lenin a Roma, che invece di Padre Pio, sul cruscotto della macchina ha incollato l’immaginetta di Stalin”. Il poemino, per inciso, è opera di Vincenzo Cerami.
Leggi tutto...

di Frédéric Bastiat
Ahimè! Lo Stato ha anch’esso una notevole inclinazione a seguire questo diabolico suggerimento, in quanto esso è composto da ministri, funzionari, in una parola esseri umani che, come tutti gli esseri umani, recano in sé questo desiderio e afferrano sempre con sollecitudine l’opportunità di veder accrescere le loro ricchezze e la loro influenza. Lo Stato impara dunque ben presto che può ricavarci qualcosa dal ruolo che il pubblico gli affida. Esso sarà l’arbitro, il padrone dei destini di tutti: raccoglierà molto, e dunque gli resterà molto per sé stesso; moltiplicherà il numero dei suoi rappresentanti, amplierà la portata delle sue attribuzioni, finirà per assumere proporzioni schiaccianti.
Ma ciò che occorre assolutamente notare, è la stupefacente cecità del pubblico in tutto ciò. Quando dei soldati fortunati riducevano i vinti in uno stato di schiavitù, essi erano persone barbare ma il loro comportamento non era assurdo. Il loro fine, come il nostro, era quello di vivere a carico degli altri; ma, al pari di noi, essi raggiungevano il loro obiettivo. Che cosa dobbiamo pensare di un popolo nel caso in cui esso non sembri dubitare che il saccheggio reciproco non è per questo meno apportatore di risorse per il fatto di essere reciproco, che non è meno criminale per il solo fatto che viene portato a compimento a norma di legge e in maniera ordinata, che esso non aggiunge nulla al pubblico benessere, che esso, al contrario, lo diminuisce dell’ammontare che costa mantenere questo intermediario dispendioso che chiamiamo lo Stato?
E questa grande chimera, noi l’abbiamo posta, a edificazione del popolo, all’inizio della nostra Costituzione. Ecco le prime parole del preambolo:
« La Francia si è costituita in Repubblica per ... chiamare tutti i cittadini verso un livello sempre più elevato di moralità, saggezza e benessere. »
Così, è la Francia o l’astrazione che richiama i Francesi o le realtà della vita alla moralità, al benessere, ecc.
Non significa questo condividere pienamente quella bizzarra illusione che ci porta ad aspettare tutto da una energia che non è la nostra?
Leggi tutto...

di Redazione
L'acqua potabile scarseggia in molte parti del mondo. La sua mancanza è destinata a diventare un forte ostacolo allo sviluppo di diverse aree del pianeta. L'energia nucleare è già stata utilizzata per la dissalazione, e ha un potenziale di applicazione molto alto in questo campo. Ciò è dovuto al fatto che la dissalazione nucleare è generalmente più economica rispetto all'utilizzo di combustibili fossili. Si stima che un quinto della popolazione mondiale non ha accesso ad acqua potabile, e che questa percentuale aumenterà a causa della crescita della popolazione in rapporto alle risorse idriche. Le più colpite sono le zone aride e le regioni semiaride dell'Asia e del Nord Africa. L'acqua dolce è una delle principali priorità per lo sviluppo. Nei luoghi dove non può essere ottenuta da ruscelli e falde acquifere, la dissalazione dell'acqua di mare o di acque mineralizzate è obbligatoria.
Tecniche di dissalazione
La maggior parte di dissalazione oggi utilizza combustibili fossili, e quindi contribuisce ad aumentare i livelli dei gas a effetto serra. A livello mondiale ci stiamo avvicinando alla capacità di produrre 30 milioni di m3/giorno di acqua potabile, in circa 12500 impianti. La metà di questi sono in Medio Oriente. Il più grande ne produce 454.000 m3/giorno Le principali tecnologie in uso sono quelle multi-fase in flash (MSF) che utilizzano processi di distillazione a vapore, ma le nuove tecniche basate sull'Osmosi Inversa (RO) con pompe elettriche sta avanzando rapidamente. Con acque salmastre, la tecnica dell'RO è molto più competitiva in termini di costi, anche se la tecnica dell'MSF fornisce acqua più pura . Una minoranza di impianti utilizza anche la Distillazione Multi-Effetto (MED) o la compressione di vapore (VC). Inoltre tecniche ibride MSF-RO sfruttano le migliori caratteristiche di ciascuna tecnologia per i diversi dipi di acua da dissalare.
Queste tecniche di dissalazione sono ad alta intensità energetica. L' Osmosi Inversa (RO) ha bisogno di circa 6 kWh di energia elettrica per metro cubo di acqua (a seconda del suo contenuto di sale), mentre la MSF e MED richiedono calore a 70-130 ° C e necessitano di una quantità di energia di 25-200 kWh/m3.. Attualmente circa il 10% dell'acqua dolce di Israele è acqua dissalata, una grande impianto ad RO fornisce l'acqua a 50 centesimi al metro cubo a Gerusalemme. Malta riceve due terzi della sua acqua potabile da un impianto RO. Singapore nel 2005 ha commissionato un grande impianto ad RO da 136000 m3/day - il 10% dei bisogni. Produrrà acqua a 49 centesimi USA per metro cubo.
I reattori nucleari di piccole e medie dimensioni sono adatti per la dissalazione, spesso sono usati cogenerando energia elettrica. con turbine a bassa pressione di vapore e usando acqua di mare per il raffreddamento.
Leggi tutto...

di Arturo Doilo
Il Presidente della Commissione di Politiche Interne del Parlamento venezuelano – e siamo a ridosso delle elezioni che si terranno il prossimo 26 settembre – Tulio Jiménez, ha affermato che nei prossimi giorni verrà approvata la “legge per il disarmo e il controllo delle armi e delle munizioni. Riconsegna obbligatoria di ogni arma entro 180 giorni dall’approvazione del dispositivo”.
Il Venezuela è fra i primi 3 paesi al mondo in cui la criminalità ha un’incidenza devastante. Caracas si fregia di avere migliaia di omicidi all’anno (7000 circa), le forze dell’ordine (si fa per dire) non sono in grado di salvaguardare il cosiddetto ordine pubblico.
Perché Chavez, a ridosso di una tornata elettorale che lo vede sì in vantaggio, ma che potrebbe riservare sorprese, si appresta a far approvare una legge simile?
In fatto di difesa personale, l’ex ministro Antonio Martino ebbe a dire in una intervista: “La legislazione restrittiva in materia di possesso di armi ha disarmato quanti obbediscono alle leggi, non ha disarmato i delinquenti”. Ancora Martino: “Sfidando il senso comune dei benpensanti, quando sono state introdotte queste restrizioni – spiega il ministro tornando alla legge vigente in Italia - io non ho visto file alle questure di mafiosi che consegnavano la lupara o di terroristi che consegnavano il kalashnikov. Ho visto ufficiali in pensione che consegnavano la pistola d'ordinanza. Noi – ha continuato - abbiamo disarmato quelli che obbediscono alla legge e, di fatto, abbiamo finito con il lasciare armati quelli che non obbediscono alle leggi”.
Leggi tutto...
|