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di Matthew Allen*
Incastonato tra alte montagne e attraversato da una trafficatissima autostrada, Uri forse non rappresenta per tutti un posto paradisiaco dove vivere. Per chi trova invece il paradiso nel portamonete, il cantone della Svizzera centrale è senz’altro il luogo giusto. Nella classifica periodica stilata dal Credit Suisse per quanto concerne il reddito liberamente disponibile, ossia «l’importo di cui dispongono le economie domestiche per i propri consumi dopo aver dedotto i carichi obbligatori e i costi fissi», Uri figura in effetti al primo posto.
 
Il balzo di dieci posizioni rispetto all’analisi di tre anni fa è dovuto soprattutto all’introduzione, nel 2009, di un sistema di imposta ad aliquota unica (‘flat rate tax’), si legge nello studio della banca elvetica.
 
Non solo fisco - Oltre a una fiscalità particolarmente attrattiva - anche se questa è una caratteristica di diversi cantoni vista la competizione fiscale in atto negli ultimi anni - Uri ha il vantaggio di avere costi abitativi relativamente bassi, sottolinea il Credit Suisse.
 
In molte città elvetiche, ad esempio Ginevra, Zurigo o Zugo, si è invece assistito negli ultimi anni a un forte aumento degli affitti e dei prezzi delle case. Questa spirale al rialzo ha spinto molte persone con redditi medi o modesti verso le periferie. Alcuni cantoni stanno cercando di correre ai ripari, trasformando zone agricole in zone edificabili come a Ginevra, o creando delle aree destinate ad accogliere abitazioni ad affitto moderato come a Zugo.
 
«Per una famiglia è molto difficile finanziare un progetto di costruzione a Ginevra o Zurigo senza disporre di risorse finanziarie significative», spiega a swissinfo.ch l’autore dello studio Thomas Rühl. «Se siete felici di vivere in un piccolo appartamento potete rimanere in centro città; per contro se volete un po’ più di spazio siete obbligati a trasferirvi in periferia».
 
Traslocare in periferia significa però in generale pagare di più per recarsi ogni giorno al lavoro. Questi costi supplementari sono tuttavia ampiamente compensati dai risparmi che si possono ottenere cambiando luogo di residenza. Il Credit Suisse menziona l’esempio di una coppia con due bambini, che avrebbe un reddito disponibile di 39'800 franchi abitando a Hergiswil, a 10 minuti da Lucerna, e di 69'700 franchi vivendo ad Altdorf (Uri), a 35 minuti dalla stessa città.
 
«Il costo del pendolarismo non è lontanamente paragonabile ai risparmi che possono essere fatti lasciando un centro città», osserva Rühl.
 
«Una persona che lavora a Losanna, se va ad abitare a Friburgo deve pagare circa 5'000 franchi in più all’anno per fare il pendolare, ma risparmia diverse migliaia di franchi per la casa».
 
Calamita per i ricchi - I cantoni sono stati classificati in base al reddito disponibile dopo la deduzione di spese come tasse, affitto e prezzi immobiliari, premi dell’assicurazione malattia oppure costi per il pendolarismo.
 
Le economie domestiche che dispongono di redditi elevati, rispettivamente bassi, non sono state prese in considerazione, poiché ne sarebbe uscito un quadro distorto, ad esempio a causa dei regimi fiscali favorevoli che alcuni cantoni offrono alle persone ricche.
 
Il Ticino, classificatosi 18esimo, ha migliorato leggermente il suo posizionamento nei confronti delle uscite obbligatorie, rileva il Credit Suisse. Una significativa riduzione delle imposte ha invece permesso a San Gallo di salire di cinque posizioni all’ottavo posto.
 
Il canton Zugo, nonostante una pressione fiscale contenuta, è al contrario scivolato al 19esimo posto. La ragione, spiega la banca, risiede nell’aumento dei costi degli alloggi. A disporre di meno soldi in tasca dopo tutte le deduzioni sono i cittadini del canton Ginevra, che si conferma fanalino di coda per la terza volta consecutiva. L’effetto combinato delle imposte relativamente elevate e dei costi degli alloggi osservato a Ginevra è evidente anche nei cantoni di Vaud, Basilea Città e Basilea Campagna. In fondo alla classifica c’è pure Zurigo, a causa soprattutto degli elevati prezzi degli immobili.
 
Due anni fa, i cittadini di Zurigo avevano deciso di abolire la tassazione forfettaria per gli stranieri ricchi domiciliati nel cantone. Un sistema che permette invece a Ginevra, Vaud e Zugo di essere più attrattivi per le persone dal reddito elevato che per i residenti del ceto medio.
 
«I prezzi degli immobili sono molto alti a Ginevra e a Zurigo, ma non si differenziano molto da quelli praticati in altre grandi città del pianeta, come ad esempio nel centro di New York», ci dice Thomas Rühl. «Alle persone con i redditi più alti interessa più la misura in cui vengono tassati, che il costo degli immobili».
*swissinfo.ch
Traduzione e adattamento di Daniele Mariani
 
Commenti (1)
IL CRETINO DI RADIO 24
1 Mercoledì 01 Giugno 2011 16:28
ZENZERO
Oggi, tale Barisoni (che conduce un programma di economia) ha detto: "In Italia bisogna aumentare le tasse dei redditi di patrimonio. Le tasse sul lavoro sono a quasi il 50% e quelle sui redditi da patrimonio al 12,50%".
Ecco, questo dimostra l'idiozia totale dei cosiddetti liberali italiani. Non chiedono di abbassare i redditi da lavoro al livello dei redditi da capitale, ma di alzare le tasse sui secondi.
Sono le nullità come Barisoni a far odiare il liberalismo, oltreché delegittimarlo.